Diciamoci la verità, la parte dello studente fuoricorso che per anni ha preferito adagiarsi sugli allori piuttosto che fare il proprio dovere ci stava stretta, ma abbiamo dovuto incassare rimbrotti e tirate d’orecchio rimettendoci a tavolino. Ora che i compiti a casa li abbiamo svolti con diligenza possiamo andare fieri di gonfiare il petto in fuori e di mostrare le medagliette che l’Europa ha deciso di appuntarci sul grembiulino.

Certo, gli esami non finiscono mai (il 30 gennaio è in programma il Consiglio Europeo) – specialmente per l’Italia – ma il trimestre in dirittura d’arrivo sembra aver dato buoni frutti ai docenti-studenti dell’Esecutivo. Oltreconfine in parecchi se ne sono accorti, si vede dall’atteggiamento dei nostri partner che quando parlano di noi lo fanno con rispetto portandoci come esempio. E’ un virus benigno e contagioso, la sobrietà e l’autorevolezza made in Italy. Il ‘montismo’ cui si guarda con fiducia e stima dalle trincee teutonico-transalpine e di cui dobbiamo sfruttare al massimo i benefici a medio e lungo termine.  Un modus operandi che per un verso ha calmato l’instabilità dei mercati e dall’altro ha restituito al nostro Paese quella credibilità che sembrava ormai definitivamente perduta nelle aule mitteleuropee (per informazioni sulle pagelle precedenti chiedere al Cavaliere).

Chiaro, non è che adesso possiamo pretendere che il nostro premier vada a Bruxelles a battere i pugni sul tavolo sventolando i buoni profitti per dettare le regole italiane al mercato e all’Eurogruppo, però possiamo ragionevolmente pensare di essere ascoltati fino in fondo e che il ruolo del Belpaese oggi sia del tutto diverso. La strada della sobrietà va percorsa con l’autorevolezza con cui è stata imboccata. Ci porterà lontano, laddove prima si rideva di noi.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI