Con la mozione sull’Europa adottata a larga maggioranza, le principali forze politiche italiane hanno dato una dimostrazione di benvenuta responsabilità e senso dello Stato, contribuendo senza dubbio a rafforzare la mano del Governo in Europa. Questo, Monti lo meritava pienamente.

Finora ha infatti puntualmente realizzato quello che aveva preannunciato e che era necessario: messa in sicurezza dei conti dello Stato, prime liberalizzazioni, semplificazione delle procedure amministrative. Come su queste colonne ha scritto più volte il Segretario del PLI, il lavoro é lungi dall’essere finito:  le liberalizzazioni vanno estese a settori più incisivi; la dismissione dell’ingente e per lo più inutile patrimonio pubblico va realizzata senza tentennamenti;  va ora affrontato con decisione il nodo centrale delle finanze pubbliche: i costi eccessivi della politica e una Pubblica Amministrazione elefantiaca, che reclamano tagli che nessun governo precedente ha potuto o voluto fare. Solo così, le  misure fin qui adottate saranno complete e  l’Italia avrà davanti a sé un avvenire economico rassicurante.

Va notato, intanto, che l’insieme dell’azione del Governo ha dato già frutti visibili e di rilievo, con la discesa dello spread e dei tassi d’interesse sui titoli pubblici e con il collocamento di questi senza problemi, segno questo che – a dispetto dei corvi di Standard & Poor’s (a proposito, speriamo che l’investigazione iniziata da una Procura italiana per manipolazione dei mercati continui e dia risultati) – la fiducia nell’Italia é tuttora forte. Non era facile riuscirci e il Governo ce la sta facendo, con una notevole dose di coraggio. La reazione scomposta di alcune forze politiche e, soprattutto, la veteroresistenza di alcuni sindacati e le proteste delle categorie le cui rendite di posizione e privilegi secolari sono stati alla fine subordinati all’interesse generale, dimostrano che Mario Monti ha accettato un rischio assai alto e lo ha fatto in piena coscienza di causa e senso di responsabilità. Auguriamoci che la pressione degli interessi settoriali non prevalga e che le forze sane del Parlamento mantengano il loro appoggio al Governo senza lasciarsi stornare da paure o calcoli di breve termine. Se il Governo é lasciato libero di condurre fino in fondo la sua azione, per un intero anno, e ha il coraggio di affrontare i nodi ancora da sciogliere, alla fine del 2012 l’Italia non sarà davvero più quella di prima.

Questo  vale anche sul piano internazionale: in Europa abbiamo recuperato dignità e influenza, i rapporti con gli Stati Uniti sono ottimi e il recente viaggio del premier in Libia dimostra la sensibilità con cui il Presidente del Consiglio cura e difende gli interessi italiani su tutti i fronti. Vedremo adesso i risultati delle prossime riunioni europee di Bruxelles e speriamo che eguale senso di responsabilità di fronte all’avvenire comune dell’Europa prevalga in tutti i partecipanti.

Una breve nota al riguardo, tuttavia: smettiamola di gettare ironia e peggio sulla Germania, secondo una moda abbastanza diffusa: la Cancelliera Merkel non sta difendendo  un disegno di egemonia o un’irragionevole strettezza di vedute, ma una visione rigorosa delle finanze pubbliche che, se contemperata con forme di giusto intervento, costituisce la sola garanzia del futuro comune. Serve convincere con pazienza e rispetto la signora Merkel, non deriderla (stile Berlusconi) o accusarla di un inesistente imperialismo (stile Lega: ma, a proposito, la Lega non proponeva una sorta di unità con la Baviera?). Non dimentichiamoci che senza la Germania non si va da nessuna parte, che la Germania é il  motore economico dell’Europa e il primo cliente delle nostre esportazioni. Se la sua economia va avanti e si espande, la nostra seguirà. Sono personalmente convinto che, in ultima analisi, la Cancelliera saprà conciliare un rigore che sarebbe stupido considerare gretto o egoista, con le responsabilità che il suo Paese ha nei confronti dell’Europa intera.

Insomma, Mario Monti si é dimostrato sin qui un comandante esperto, saggio e coraggioso della nave Italia. Merita di essere  incoraggiato e sostenuto, e magari, se occorresse,  pungolato e tallonato.

Esempi di irresponsabilità in Italia ne abbiamo avuti sin troppi e, da ultimo, quello tragico emerso nella vicenda della Concordia. Senza  anticipare gli esiti delle investigazioni giudiziarie in corso,  una cosa può essere rilevata senza timore di smentite: il comandante Schettino, nel corso della vicenda, ha dato prova di un grave senso di irresponsabilità e di colpevole leggerezza. Le sanzioni che penso meriti non ridaranno la vita ai troppi morti, né ripareranno facilmente il discredito sulla Costa e un po’ sull’Italia, ma almeno costituiranno un avviso chiaro per tutti quanti siano tentati di comportarsi con altrettanta irresponsabilità.

SI comprenderà che mi é difficile parlare di un altro chiaro – anche se comparativamente assai minore – caso di irresponsabilità, quello che riguarda un funzionario della Farnesina, Mario Vattani. Che questi avesse opinioni di estrema destra e precedenti di “picchiatore fascista”, in verità si sapeva anche prima della sua entrata in carriera. Era peraltro da pensare che, una volta entrato, il suo comportamento si adeguasse allo standard richiesto ai diplomatici, gente che esercita una funzione di grande delicatezza, al cui fondamento ci sono decoro e saggezza. Così, purtroppo, non é stato, e non venga a dirci la difesa di Vattani che le sue esibizioni “fascio-rock” rientrano nella sfera privata e quindi insindacabile.  Per un diplomatico (come per un uomo politico, un giudice, un appartenente alle Forze dell’Ordine e un militare), sfera privata e sfera pubblica inevitabilmente tendono a sovrapporsi , e Stato e cittadini hanno il diritto di attendersi da loro che si comportino con integrità e decoro. La Commissione di Disciplina stabilirà le eventuali sanzioni.

Intanto, ha fatto bene il Ministro degli Esteri Terzi a richiamare Vattani da Osaka, dove la sua figura pubblica risulta certamente compromessa. Non deve essere stato facile deciderlo,  perché Vattani é figlio di un collega che  ha esercitato forte influenza sulla Farnesina e, assieme ad aspetti discussi  (come si può rilevare su Internet), ha reso anche importanti servizi al Paese e all’Europa (io stesso li ho ricordati in un libro, “Servizio di Stato”). Ma, così agendo,, Giulio Terzi  ha dimostrato, appunto, quel senso di responsabilità che é vitale per il nostro Paese, se vogliamo davvero uscire dal pantano in cui ci hanno trascinati anni, forse decenni, di colpevole leggerezza.

© Rivoluzione Liberale

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