La Lega Nord è il più vecchio partito di rappresentanza parlamentare che ci sia in Italia. Nata durante la Prima Repubblica, è rimasta incolume durante il terremoto politico di Tangentopoli, entrando da protagonista nei giochi della Seconda Repubblica. Oggi, a vent’anni di distanza, il nostro sistema partitico si appresta a subire ancora una volta un grande cambiamento. L’insediamento del Governo tecnico del Professor Mario Monti, ha messo in stand by tutti i grandi soggetti politici di massa, adesso troppo impegnati a ristrutturarsi per affrontare le elezioni del 2013. E proprio ora il partito di Bossi si trova a fare i conti con la sua prima vera crisi. Il leader è messo in discussione e le ‘nuove leve’ scalpitano per rubargli la poltrona verde.

Avendo anche la Lega accolto al proprio interno alcuni esuli della Democrazia Cristiana, ha anche fatto propri comportamenti di stampo affaristico, tipici di una parte dell’ex Scudo Crociato. Come in ogni buona carneficina politica chi dalla maggioranza si trova all’opposizione, deve pagare lo scotto delle proprie scelte. E così anche l’apparentemente ‘candido’ Carroccio è entrato nel turbine degli scandali giornalistici. E’ stata svelata l’esistenza di un ‘cerchio magico’ della Lega, un mix tra misticismo celtico e il cosiddetto ‘magna magna’ di un certo modo di fare politica, sul quale tuttavia è bene non generalizzare e coinvolgere rappresentanze politiche che hanno sempre svolto il loro impegno con senso dello stato e delle istituzioni.

Questa strana entità interna alla Lega pare muova i passi da un ristretto gruppetto di ‘potenti’ dirigenti di partito fedeli a ‘re’ Umberto. Questo pur ristretto Consiglio del re, pare composto di personaggi che non sono balzati spesso agli onori della cronaca. Ma con la rottura causata dalle nuove ‘milizie maroniane’ si è infranto anche il muro di silenzio intorno alle operazioni del suddetto Consiglio. Ma da chi è composto questo mistico cerchio? La troika di formidabili carrieristi è composta dalla pasionaria Rosi Mauro, dallo spregiudicato (ex) capogruppo parlamentare Marco Reguzzoni e dal pittoresco capo dei senatori in camicia verde, Federico Bricolo. A operare con costoro ci sarebbe anche il tesoriere del partito, Francesco Belsito. Ma andiamo con ordine: Rosi Mauro è a capo dal 1999 di un sindacato padano (Sin.Pa.) di cui si sa pochissimo. Un recente servizio della celebre trasmissione tv Le Iene, ha rivelato l’esistenza di uffici di tale sindacato adibiti solo ed esclusivamente a uso personale della senatrice, senza offrire alcun tipo di servizio ai loro associati. Continuando, dell’ormai ex capogruppo della Camera, Raguzzoni, insieme al suo collega del Senato, conosciamo invece le classiche e bislacche dichiarazioni sui temi tanto cari alla Lega. Se però il primo è stato già ‘fatto fuori’, gli altri due, grandi estimatori del Trota (figlio del Senatur) come successore al ‘trono’, cominciano a sentirsi minacciati dall’ex ministro dell’Interno, Maroni.

Il quarto personaggio che ha creato scalpore, è il tesoriere di via Bellerio. Pare, infatti, che la Lega non disprezzi proprio tutti gli immigrati e, al contrario, stimi parecchio il paradiso fiscale della Tanzania. Si parla di strani movimenti (circa 7 milioni di euro) che il partito avrebbe intascato in maniera non chiara. Insomma, tra lotte intestine, cerchi che si spezzano e presunti conti in paradisi fiscali, pare proprio che la Lega si sia meritata la propria stella nella hall of fame di alcuni partiti in stile Prima Repubblica. Attendiamo con ansia il prossimo capitolo della saga.

© Rivoluzione Liberale

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