Parigi – Il terzo uomo, l’outsider, l’eterna promessa, il cerchiobottista, il rottamatore, il moralista. Quale di questi ruoli rivestirà il deputato centrista e leader del MoDem François Bayrou alle prossime elezioni presidenziali francesi? Un enigma, per ora. Intanto, anche lui, si è dato alla critica mediatica, attaccando il progetto del socialista François Hollande, per l’assenza totale di misure economiche atte a determinare un futuro migliore per la Francia. Ce ne ha parlato su Libération di giovedì Cédric Mathiot nel suo Sul progetto socialista, François Bayrou non è rigoroso.

“La presentazione del progetto di François Hollande, giovedì, ha scatenato delle critiche attese. Il MoDem, a capo del quale vi è François Bayrou, è stato uno dei primi partiti a muovere pesanti critiche nei confronti del PS, riguardo all’insufficiente sforzo di risanamento delle finanze pubbliche. La mattina stessa, dopo aver inteso a grandi linee il programma del deputato di Corrèze, Bayrou ha dichiarato a Radio Classique che «c’è qualcosa di sorprendente, non l’ho ancora studiato nel dettaglio, ma lo faremo nel corso della giornata: non verrà raggiunto l’equilibro budgetario con quel programma. Non c’è una benché minima misura economica. Le misure proposte per ottenere nuove entrate per lo Stato raggiungono appena i venti miliardi di euro, mentre il deficit ammonta a quasi cento miliardi»”.

“Ieri, il MoDem ha certamente studiato nel dettaglio il programma di Hollande, visto che Robert Rochefort, eurodeputato del partito centrista, si era espresso in merito su France Info. Per giungere a una conclusione ancor più severa: «Ho fatto i conti e ho analizzato attentamente ciò che François Hollande annuncia come nuove entrate per lo Stato e ciò che annuncia come nuove spese. Si toccano appena i dieci miliardi, anzi nove. Come si può ridurre di nove miliardi quando bisognerebbe ridurre di cento perfino centodieci?»”.

Tralasciando i conti e i calcoli matematici, peraltro aleatori, Bayrou e compagnia cantante sembrano essersi attaccati anch’essi, facendone un totem contemplativo, all’idea di ‘rigore’ e ‘austerità’ richiesta dall’Unione Europea, sull’onda della destra ‘sarkozysta’, dimenticando però che, affianco ad un importante riassestamento economico volto alla crescita e alla rivalorizzazione del Made in France, sono impellentemente necessarie delle riforme strutturali a livello sociale, dal creare un collante tra università e lavoro per laureandi e neo-laureati fino alla riforma della giustizia. Propositi, per il momento, ancora assenti dalla fronda ‘bayrouista’, più concentrata nel chiacchierare con i media, deplorando e lanciando slogan triti e ritriti.

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