Un’idea comune tra Partito Liberale Italiano, Futuro e Libertà e Alleanza per l’Italia. Una piena concordanza dei tre partiti sugli obiettivi sia nazionali sia nella provincia di Roma. E inoltre pieno appoggio al Governo Monti nell’ottica di incoraggiare e sostenere azioni ancor più efficaci di quelle messe in atto fino a questo momento. Riforme che non consistano solo nelle privatizzazioni ma che abbiano come proposito finale quello delle liberalizzazioni di diversi settori della vita economica e sociale del Paese.

E’ quanto emerso dal convegno “Oltre il referendum, la voce delle riforme”, organizzato dal Partito Liberale Italiano della Provincia di Roma presso Palazzo Ferrajoli nel centro della Capitale e che ha registrato una larga partecipazione a dispetto dell’abbondante nevicata che in una notte ha quasi paralizzato la città e la provincia. A introdurre e moderare il Convegno è stata la Presidente del PLI provinciale Renata Jannuzzi affiancata dal segretario del PLI romano, Roberto Amiconi e dal Presidente onorario Mauro Antonetti. Presenti esponenti di alcuni partiti che la scorsa estate, insieme al PLI, avevano preso parte all’iniziativa referendaria finalizzata all’abrogazione dell’attuale legge elettorale (Porcellum) e interrottasi con la bocciatura dei quesiti da parte della Corte Costituzionale. Ai lavori hanno preso parte esponenti di spicco della politica nazionale, come il senatore e Vicesegretario Nazionale del PLI, Enrico Musso, il deputato di FLI, Flavia Perina, Gabriele De Giorgi del PD e il portavoce dell’API Luciano Nobili.

La Presidente provinciale del PLI, Jannuzzi, ha definito il convegno “un pensatoio” d’iniziative e obiettivi “in grado di riavvicinare gli italiani che si erano scollati dalla politica e che – anche attraverso l’iniziativa referendaria – hanno dimostrato di voler partecipare”. Jannuzzi ha reso evidente il filo conduttore dell’incontro, vale a dire il raggiungimento di una “trasversalità che è divenuta possibile, per una politica delle idee su cui si possa dialogare, una politica che non sia né di destra, né di sinistra, né di centro”.  Amiconi (PLI) ha ricordato il sostanzioso contributo da parte della provincia di Roma nella raccolta delle firme per il referendum e ha definito “scelta di tipo politico” la decisione della Consulta di dire no all’iniziativa, in un momento in cui il Paese soffre la “mancata innovazione”  sente quindi “la necessità di dare ai cittadini la possibilità di attuare il cambiamento”.

Perina (FLI) ha ammesso “la grande difficoltà in cui si era venuto a trovare il mio partito riguardo al Referendum” e che è stato “grazie all’esempio dei tanti gazebo organizzati dal PLI che si è mosso il passo che non si riusciva a fare”. Un vero e proprio ringraziamento, quindi, “alle forze politiche più piccole che spesso riescono a dare la giusta spinta ai partiti di maggior peso”. Perina ha confermato l’appoggio all’attuale Governo in quanto “importante interlocutore dell’area liberale”. Per De Giorgi (PD) “oggi l’Italia è già oltre il Referendum e i partiti hanno la consapevolezza che se si organizzano, sono in grado di richiamare l’attenzione dei cittadini”. Maurizio Irti, Tesoriere nazionale del PLI, ha sottolineato come “questo Convegno costituisca, insieme al grande risultato ottenuto nella raccolta delle firme per il referendum, l’evidente riconoscibilità concreta ed organizzata del PLI su Roma e provincia”, auspicando che questo ritorno di presenza “si duplichi a livello nazionale”.

Il senatore del PLI, Musso ha detto che “la stagione di Monti non è quella del tecnico anti-politica ma del tipo di politica che finora non era stata fatta”. Una politica del “coraggio di intervenire sui diritti acquisiti, con chiavi di lettura diverse” e soprattutto una politica “basata sull’onestà”. Nobili (Api) ha parlato di “equità intesa come equità generazionale”, che significa che “le riforme non devono pesare sulle spalle di chi verrà”. Il presidente onorario del PLI romano e membro della Direzione Nazionale, Antonetti, ha affermato che “non dobbiamo santificare subito il Governo Monti, ma va detto che oggi si è quantomeno aperto uno spiraglio sulla via delle riforme e delle liberalizzazioni”.

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