Finalmente anche il Principe della politica farà la propria apparizione (prevista per il prossimo anno) sul ‘grande schermo’. E proprio Il Principe della Politica è il titolo del film biografico – in fase di ultimazione – dedicato alla figura di Niccolò Machiavelli, storico, scrittore, drammaturgo, politico e filosofo fiorentino – vissuto tra il 1469 e il 1527 – che con la sua straordinaria e poliedrica attività si è conquistato nella storia italiana un prestigioso scranno in qualità di prototipo dell’uomo rinascimentale.

Regista e sceneggiatore del film (con la supervisione dell’Archivio di Stato di Firenze) è il fiorentino Lorenzo Raveggi (in arte Lorence Row), sinora autore solo del teatrale e mal recitato thriller in costume Amore e potere ai tempi della Principessa (2011). Nei panni di Machiavelli s’è ‘infilato’ il tedesco Jean Marc Barr – attore quasi feticcio di un film-maker del calibro di Lars von Trier – che ha fatto parte del cast del lungometraggio di successo planetario Le onde del destino (Premio Giuria al Festiva di Cannes nel 1997) e di altre quotate pellicole come Europa e Il grande capo. Al suo fianco anche l’ultima discendente della casata Strozzi, la principessa Natalia Strozzi nel ruolo della cortigiana fiorentina detta La Riccia, preferita di Machiavelli. E ancora Andrea Tidona nel ruolo del pontefice Giulio II e Monica Ward che interpreta Caterina Sforza. Una ‘squadra’ di tutto rispetto.

L’intero film – che vede la luce a cinquecento anni dalla scrittura de Il Principe (opera maggiore del grande intellettuale e trattato fondamentale della scienza della politica) si augura di impugnare quale arma più acuminata, la rigorosa ricostruzione storica, come ha spiegato lo stesso Raveggi: “Abbiamo ambientato l’azione scenica nei luoghi dove realmente Machiavelli ha svolto il proprio impegno al servizio della Repubblica fiorentina. Le scene riproducono esattamente l’ambientazione dell’epoca e i dialoghi sono basati sui documenti originali”. Alcuni ‘girati’ del film saranno realizzati a Palazzo Vecchio a Firenze e altri all’Albergaccio, a Sant’Andrea in Percussina (nel territorio di San Casciano Val Di Pesa), dove i Machiavelli possedevano alcune proprietà e dove Niccolò, nel suo esilio volontario, scrisse gran parte della sua vasta produzione letteraria.

E’ previsto che dal film emerga l’uomo che – di là della celebre frase ‘il fine giustifica i mezzi’, in cui quel ‘fine’ va di certo interpretato come il più alto che si possa raggiungere in politica – fu un grande personaggio pubblico di fama internazionale. Insomma, la produzione dell’opera aveva come obiettivo quello di mostrare – in certa misura andando controcorrente – il Machiavelli esempio di mentalità democratica legato in modo profondo alla Repubblica fiorentina, luminare che per anni è stato una figura diplomatica di spicco, corrispondente per certi aspetti a un attuale ministro degli Esteri. La curiosità, a questo punto, è di certo superiore alla qualità del precedente impegno del regista.

© Rivoluzione Liberale

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