“Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra?”, cantava Giorgio Gaber burlandosi delle ideologie. Ci siamo arrivati. Radio-Parlamento emette segnali a bassa frequenza nelle ultime ore, ma è pur sempre qualcosa rispetto al vuoto di comunicazione registrato dall’inizio del nuovo anno. Sta per essere sancita la fine del bipolarismo. Il progetto è questo: Pd-Pdl all together a capitanare una grande coalizione, una grande alleanza, con a bordo il Terzo Polo a fare da mozzo. Al Governo, Mario Monti. Nel dettaglio: un briefing per armonizzare le idee, che dovranno essere per forza di cose condivise, un programma che vada bene a tutti e un Premier, tecnico ed ‘estraneo’ dalle logiche dei partiti, a fare da garante.

Tra scenari apocalittici e ipotesi suggestive, l’Inciucione – così è stato battezzato – è prodotto da Silvio Berlusconi (non poteva essere altrimenti) e distribuito nelle sale da Pierluigi Bersani e Angelino Alfano. Fioccano le proteste, a cominciare dalla linea oltranzista dei leghisti, senza contare Italia dei Valori e Sinistra Ecologia e Libertà che già hanno cominciato ad allenarsi sfruttando lo ‘svuotacerceri’. Si lavora per cambiare la legge elettorale, alleluia alleluia.

I tempi per farlo sono risicati, ma in qualche modo bisogna dare una carezza di democrazia a quel milione e passa che ha firmato per spedire nel dimenticatoio il Porcellum. I bookmakers scommettono su una correzione della legge Calderoli se non altro per un discorso di tempistica, viceversa se si passa per la riforma i partiti (almeno i maggiori) dovranno decidere i connotati della nuova legge. Si parla di soglie di sbarramento fino al 10% e già ieri i ruggiti dell’ex pm di Mani Pulite hanno scosso il Pd. Probabile una via di mezzo, al 4/5%.  Un frullato di maggioritario e proporzionale ancora tutto in fieri.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI

1 COMMENTO

  1. L’analisi é esatta se riferita al breve termine, ma non credo lo sia per il futuro. Oggi si vive una convergenza eccezionale che é prova di senso di responsabilitá rispetto al Paese. Perché parlare di inciucio? Avremmo preferito lo sfascio? Ma per il futuro non credo a prospettive di grande coalizione, se non altro perché i due priincipali partiti , alleandosi formalmente, perderebbero a destra e a sinistra fette sostanziose a beneficio delle estreme. É sperabile che dalle elezioni esca un chiaro vincitore, purché sia in grado di governare. E se la maggioranza dovesse farsi colla somma di una delle due parti col centro (come in Germania e in Inghilterra), questo sarebbe a mio avviso lo scenario migliore, perché il centro (e i liberali in particolare) porterebbe equilibrio e buonsenso nell’azione di governo. . Quanto ai contatti in corso per la legge elettorale, ci indigniamo quando i politici litigano e si insultano, peró ci scandalizziamo quando fanno quello é normale in ogni Paese di democrazia avanzata: cercare accordi sulle regole del gioco.. L’importante é l’accordo, se accordo ci sará, produca un sistema governabile e che rispetti la volontá di fondo dell’elettorato. E se il prezzo da pagare sará lasciare fuori del sistema forze che si sono dimostrate un sistematico fattore di ingovernabilitá, francamente non spargerei nessuna lacrima.

Comments are closed.