Dopo alcuni mesi di appoggio incondizionato alla politica di ‘violento’ taglio alle spese introdotta dal Governo Monti, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si rivolge ai cittadini e alla società civile in generale per chiarire che nessuno – e in particolare egli stesso – si dimentica o si è scordato dei sacrifici e dei disagi che il popolo italiano è stato chiamato ad affrontare affinché il Paese possa risollevarsi da una gravissima situazione di stallo economico. “Non bisogna concentrarsi solo sulle misure di austerità”, al contrario “i tagli alla spesa devono essere selettivi e non alla cieca”, ha detto il Presidente.

Il Capo dello Stato ieri, nel corso di un incontro in Quirinale con il presidente della Repubblica Federale di Germania, Christian Wulff (in Italia per una visita ufficiale di tre giorni), ha colto l’occasione per affrontare il tema del confronto sul mercato del lavoro, giacché quello della disoccupazione diviene via via il male peggiore che affligge l’Italia e non solo. Napolitano, in sostanza – precisando comunque di non voler interferire con le istituzioni chiamate a un intervento diretto – ha tirato in ballo la coesione sociale sulla quale, a suo avviso, non è possibile perseverare in un atteggiamento d’immobilismo. Anzi, è proprio da essa che dipende la buona riuscita del risanamento dei conti pubblici e del rilancio della crescita. “La discussione in corso è in funzione di un aumento della produttività che in Italia è da qualche tempo stagnante – ha affermato il Presidente – Ridare occasioni di lavoro ai giovani in Europa” richiede azioni ben calibrate e “probabilmente anche investimenti pubblici a livello europeo e stranieri in generale” i quali “dovranno essere realizzati nel quadro dell’equilibrio di bilancio”, allo scopo di evitare “scenari apocalittici”, come egli stesso ha definito le possibili malaugurate conseguenze di un’azione non abbastanza incisiva. Questo il pensiero di Napolitano, sul quale non resta che attendere il prossimo vertice europeo – a marzo – che in questo senso fungerà da banco di prova.

Non va dimenticato che il Colle sta facendo la propria parte nel programma di risanamento dei conti pubblici. Rispetto al 31 dicembre 2006 – anno d’insediamento di Giorgio Napolitano – il personale è stato ridotto di ben 394 unità (nel corso del 2011 si è avuta una nuova riduzione di altre 20 unità). Sostanzialmente invariata rispetto all’anno scorso, invece, la spesa complessiva prevista per il 2012, che è di 245,3 milioni di euro. Il contenimento dei costi è stato ottenuto soprattutto grazie al blocco degli aumenti degli stipendi e all’introduzione del nuovo regime delle pensioni.

Ancora in tema economico, sempre ieri Napolitano – specificando che “vorrei che non si dica che ogni giorno rivolgo un appello o un monito” ma che “cerco di porre all’attenzione determinati problemi” – ha detto di augurarsi che sul tema della riforma del mercato del lavoro sia stato raggiunto “un accordo valido tra il governo e i sindacati. Tutti abbiamo chiari gli obiettivi”. E tornando sulla produttività ha ripetuto che al fine di ottenerne un accrescimento sensibile “servono misure” volte alla “flessibilità, all’utilizzo della piena capacità degli impianti e alla solidarietà nel mercato del lavoro”, a livello non solo italiano ma europeo.

Fra i temi toccati nei colloqui al Quirinale con il Presidente della Repubblica di Germania (col quale Napolitano si era già incontrato pochi giorni fa a Helsinki, in occasione del meeting dei presidenti del ‘Gruppo Arrajolos’, dove il nostro Presidente aveva chiarito che “l’Italia non è la Grecia” e che quindi “può farcela” a uscire dalla crisi economica) c’è stato anche quello su “quale seguito dare alla sentenza della Corte internazionale dell’Aja, che ha rigettato alcune posizioni che erano state avanzate dall’autorità giudiziaria italiana per i crimini nazisti in Italia”. A tal proposito l’Inquilino del Quirinale ha detto che “naturalmente la prima cosa è rispettare la sentenza della Corte internazionale dell’Aja” ma ha anche aggiunto di aver trovato “però molto importante che da parte del Presidente Wulff si sia manifestata grande sensibilità per la necessità di dare risposte politiche e di opinione, di là dall’esito e dall’applicazione della sentenza. E per dare risposte in modo particolare alle vittime dei crimini nazisti in Italia”.

Domenica scorsa, a margine della messa celebrata a Roma – un mese dopo la tragedia – in memoria delle vittime del naufragio della nave da crociera ‘Concordia’, il Presidente aveva detto che bisogna “continuare a indagare” e che “i magistrati meritano rispetto per l’impegno che stanno svolgendo”. Napolitano ha anche rinnovato una “solidarietà affettuosa” ai parenti delle vittime e il “senso di ammirazione” nei confronti “degli abitanti del Giglio, delle autorità locali, dei cittadini e della straordinaria rappresentanza delle forze dell’ordine per quello che hanno fatto e per quello che continueranno a fare per evitare il peggio”.

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