E’ risaputo che al senatore Carlo Giovanardi gli omosessuali fanno ribrezzo e ci tiene tanto a ribadirlo e a farlo sapere al mondo intero. Gli stanno sullo stomaco, non li può soffrire, deve trattarsi di una rara forma di patologia da cui è affetto. E’ un bene che non sia vissuto quando giravano cocchi e carrozze, probabilmente avrebbe mandato al patibolo qualche ‘sporcaccione’. Se ne facciano una ragione le associazioni gay, lesbo e transgender.

L’esponente del Pdl tempo fa non mancò di indignarsi nientepopodimeno che con la multinazionale svedese Ikea, che attraverso una campagna pubblicitaria (“Siamo aperti a tutte le famiglie”) invitava all’arredo di case e monolocali anche – apriti cielo – coppie dello stesso sesso. Per la verità lo spot in questione non faceva gridare allo scandalo, altri di Oliviero Toscani per una nota casa di abbigliamento erano stati decisamente più forti e d’impatto dal punto di vista comunicativo.

In quell’occasione Giovanardi colse la palla al balzo per fare il solito pistolotto sull’importanza della famiglia nella nostra Costituzione, sull’unione tra uomo e donna, sul concetto di matrimonio nella nostra società, ecc. Partendo da Adamo ed Eva, gli sbadigli non mancarono. L’ultima trovata è stata quella di paragonare un innocente bacio fra due donne al tizio che fa la pipì per strada. Geniale. Tra l’altro l’originalità del paragone fa un buco nell’acqua (domanda retorica: ma che vuol dire?), ma talvolta stupire con effetti speciali e colori ultravivaci dà risultati catastrofici. Peccato che a destra e a manca il parallelismo non è piaciuto e, bollato come omofobo, Giovanardi si è beccato una bella razione di fischi e pernacchie con tanto di azioni dimostrative: previsti baci saffici in ogni angolo della Penisola.

Sapevamo che anche Palazzo Madama fosse stato colpito dal vuoto cosmico delle idee, ma se ci si scandalizza dei cervelli in fuga, altrettanto bisognerebbe fare per quelli che decidono (ahinoi) di restare. Quello di Giovanardi è un vecchio ‘barbatrucco’ del Pdl, che quando non sa come stuzzicare la fantasia dell’elettorato rispolvera tematiche evergreen giusto per fare un po’ di scena. Perfino Berlusconi non è arrivato a tanto, preferiva buttarla in caciara (come si dice a Roma) quando sottolineava la sua virilità sbandierando di essere etero, playboy e amante delle belle donzelle. Oggi invece si spara a salve magari per ingraziarsi qualche porporato di Santa Romana Chiesa con tanto di bacio sull’anello pastorale.

In conclusione, per correttezza d’informazione, la visione cattolica non ha mai smesso di bollare l’orientamento omosessuale come “oggettivamente disordinato”, ma con la stessa fermezza ha condannato esplicitamente le aggressioni verbali e fisiche ai danni delle persone omosessuali: “Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevoli e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei Pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni” (cfr. Congregazione per la Dottrina della Fede, ‘Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica per la cura pastorale delle persone omosessuali’, 1986). Tradotto: Giovanardi l’ha fatta fuori dal vaso.

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