Parigi – Mercoledì, nel corso dell’ordinario telegiornale delle ore 20 su TF1, Nicolas Sarkozy ha formalizzato la propria candidatura alle prossime elezioni presidenziali, lanciando direttamente la sfida al candidato socialista François Hollande. Lo si sapeva già da tempo, e non è certo stata una sorpresa, ma nonostante il tutto fosse stato studiato a puntino, il Presidente della Repubblica ha tutt’altro che convinto con il suo discorso, lasciando perplessi tanto il popolo francese, quanto la stampa nazionale. Ce ne ha parlato su Libération di giovedì, Grégoire Biseau nel suo La stampa poco convinta dalla prestazione di Sarkozy.

“La quasi totalità degli editoriali è consacrata all’annuncio della candidatura del Presidente della Repubblica su TF1, il quale, tuttavia, non ha affatto convinto gli stessi autori, che hanno prontamente criticato, e talvolta con ironia, il suo discorso, intriso di toni unicamente populistici. «Il Presidente ha sicuramente sedotto, ma non ha molto convinto», pensa Olivier Picard de Les Dernière Nouvelles d’Alsace. Ne L’Eclair des Pyrénées, Philippe Reinhard pensa che «il problema non è tanto la questione della credibilità, quanto dell’effetto. Su questo campo, ha già perso la partita. E la sua prestazione di ieri lo affonda ancor di più. Se vuole convincere il paese a rieleggerlo, dovrà fare molto di più». Per François Ernenwein de La Croix, «ci vorrebbe senza dubbio più creatività, più efficacia e più equità. In particolare di fronte alla crescita vertiginosa delle disuguaglianze»”.

“«Non c’è in questa candidatura nulla che faccia sognare, ma solo un’immersione diretta nelle prove da affrontare», pensa Hervé Chabaud de L’Union, così come Phillipe Waucampt del Républicain Lorrain: «La dichiarazione della sua candidatura è alquanto banale, senza alcun slancio, scevra da una qualsivoglia vibrazione che possa far sognare». «Il nuovo candidato Nicolas Sarkozy tiene la sua dimostrazione. Il resto si sussegue senza vere e proprie sorprese», analizza Michel Lépinay su Paris-Normandie. L’editorialista de L’Humanité, Patrick Appel-Muller, spiega che Sarkozy «pretende di condurre una campagna basata sui dei veri valori, quando gli unici valori che realmente lo preoccupano sono quelli quotati in Borsa»”.

Piatto e a tratti decisamente banale. Nicolas Sarkozy, oltre a non aver convinto la stampa, ha lasciato perplesso la maggior parte del popolo francese, che, sintonizzatosi alle ore 20 su TF1, aspettava con più di qualche speranza di sentir il proprio Presidente pronunciare parole tali da poter infondere un barlume di positività nel tunnel oscuro dell’attuale crisi economico-sociale. Invece il tutto si è trasformato in poco più di una mera discussione politica, in ordinaria amministrazione, in propaganda, in dimostrazione dai toni esplicitamene populistici, lontani dall’efficacia e dall’incisività con cui un Presidente, a due mesi dalla prima tornata elettorale, dovrebbe esprimersi. E i francesi se ne sono accorti, compreso Holland, che dal suo quartier generale gongola come non ma.

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