“Non volevo parlare del Festival di Sanremo, non l’ho guardato. Poi all’improvviso ho visto in tv un’intervista della solita cretina avvolta in pelliccia di Minchia (da Mink, visone in inglese, libera traduzione letteraria) che chiedeva a un vecchietto con i capelli lunghi: vi dispiace esser stati eliminati? Mi son fermata a guardare e ho scoperto che il portatore sano di artrosi era uno dei Matia Bazar. Allora, io pensavo fossero estinti e credevo che il WWF li avesse trovati spiaggiati a Sanremo e cercati di ributtare in mare, invece mi sbagliavo. Dunque il tipo continuava così: abbiamo avuto il coraggio di dare voce a Mauro.

Beh, sono andata su Youtube ad impicciarmi, non ho resistito. Intanto la canzone è una melodia normale, insomma né bella né brutta, molto banale con un ritornello originalissimo che fa: sei tu che mi hai rubato il cuore (sigh). Ma la cosa strabiliante è Mauro. Allora, Mauro è una cosa enorme vestita di nero, pelata, senza voce che canta il ritornello, Mauro è Platinette! Il vecchietto artritico che suona la batteria perché glielo ha prescritto il geriatra, ha detto: Mauro è un uomo che ha espresso il suo dolore e noi siamo stati coraggiosi a farglielo fare.  E lì, mi è montata come uno tzunami una famosa locuzione romana che parla di avi, persone trapassate e delle loro anime.

Platinette! Ma io dico, uno che da buon finocchio acido ha fatto a pezzi da sotto alle sue parrucche tutto e tutti, eccolo, un insieme mostruoso di molecole stonate a volerci far pena? Ma questi che si fumano? Ma una volta non gareggiavano le canzoni? Ora invece gareggiano i casi umani. Spero davvero che i prossimi Festival li organizzino alla radio, così tanto per  rivalutare un attimo la canzone, togliendo tutti gli squallidi orpelli che servono solo a fare pubblicità.

Finalmente tutto questo baraccone è finito, portandosi via i veri casi umani. Il più contento è stato sicuramente il parrucchiere di Capellitintimorandi. L’altra sera tornando a casa ho sentito alla radio il Sindaco di Sanremo che chiedeva al nostro amico di intercedere con Monti per loro. Ma quello che aveva bevuto? Ma che era quella preghiera? Gli avevano detto che era il festival e non la sagra della salsiccia? La gente non conosce limiti e vergogna e la tv è diventata la fiera della pochezza umana.

Da qualche parte ho letto che hanno riprodotto un uovo di Velociraptor: interessante, no? Ne voglio allevare uno, ho tanto spazio da me. Se si comporta bene l’anno prossimo lo faccio duettare con Nicola di Bari: vinceranno di sicuro!”

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