Carta straccia (2011; Rizzoli; pp. 552; € 19,50) – “Giampaolo Pansa giornalista e scrittore italiano di grande spessore, conosce sin troppo bene il mondo del giornalismo”. E’ l’introduzione della recensione di libriblog.com sull’ultima fatica di un uomo “capace di dire ciò che pensa senza preoccuparsi troppo delle conseguenze(…)In questo testo ironico e sarcastico al contempo, Giampaolo Pansa intreccia ricordi personali ed esperienze, ritratti di illustri personaggi della comunicazione e politica, errori e cambiamenti, regalandoci un quadro dettagliato e ricco di informazioni capaci di farci davvero riflettere su ciò che da sempre accade nel mondo del giornalismo”.

Seppellitemi dietro il battiscopa (2011; Nottetempo; pp. 279; € 17) – Del best seller russo di Pavel Sanaev, che sta spopolando le classifiche da oltre dieci anni, scrive ancora libriblog.com Il libro viene presentato in questi giorni al Salone di Torino e a giugno lo sarà in occasione del Festival Letterature di Roma. Un bambino bistrattato dalla nonna, che si “rifugia in un mondo tutto suo custodendo degli oggetti che gli ricordino la mamma come biglie, chewing-gum e altri piccoli ma per lui importantissimi tesori”.

Il correttore (2011; editore Marcos y Marcos; pp. 155; € 14,50) – A proposito del romanzo (o racconto lungo) di Ricardo Menéndez Salmón, il sito giudiziouniversale.it afferma che “si può dire che gli anni zero sono finiti solo il 2 maggio 2011, con la morte di Osama bin Laden. Qualcuno afferma che “l’11 settembre è rimasto una data storica”, che “ognuno di noi, americano o no, ricorda cosa stava facendo in quel momento e cosa fece nelle ore immediatamente seguenti”. Lo ricorda bene il protagonista di questa storia concentrata tutta nelle ore immediatamente precedenti l’attentato. Il nocciolo è che i grandi avvenimenti, anche se in maniera “impercettibile”, modificano la nostra realtà “fin negli angoli più distanti e intimi”.

La felicità della democrazia. Un dialogo (2011; Laterza; pp. 244; € 15) – Un libro scritto a due mani, sotto forma di botta e risposta, da Gustavo Zagrebelsky ed Ezio Mauro, di cui ci parla “la Repubblica”. In partenza questo dialogo ci dice che del fatto che “uno sia felice o infelice individualmente, nessuno è giudice se non la persona stessa, e il giudizio di questa non può fallare”. Inoltre “c’è vita nella democrazia, intesa come sistema di regole e libertà”, quando per vita si intenda quella vera “quella di tutti, che non ha bisogno di aggettivi e di spiegazioni”. I due giornalisti parlano del “concetto politico e umano di solidarietà”. Ciò che è cambiato rispetto al passato sulla felicità, è che oggi, anziché gli infelici, sono i potenti “che la rivendicano come diritto, la praticano e l’esibiscono, quasi sempre oscenamente, come stile di vita”.

Quando il diavolo ti accarezza (2011; Salani; pp. 358; € 18) – Luca Terenzi ha scritto una vicenda di genere fantastico, ambientata nella Milano di oggi. Il sito latelanera.com parla di “contrapposti umani, angeli e demoni, in un turbinio di violenza, misteri e amore”.

Zona (2011; Rizzoli; pp. 489; € 22) – L’inserto della “Stampa” Tuttolibri, parla del romanzo di Mathias Énard, storia di una spia, un uomo che di notte viaggia solo su un treno da Milano a Roma. In lui, “al ritmo veloce e uniforme del treno che corre sui binari divorando un paesaggio ricco di storia, i ricordi e i pensieri si affollano disordinatamente in un tumultuoso continuum spazio-temporale”. L’uomo ripensa a ciò che è stato della sua esistenza e in quella “sua Zona d’azione che abbraccia il Mediterraneo e l’Europa, il lato oscuro del potere sanguinario e quello scintillante del consumo e del piacere convivono infatti in un’aberrante normalità quotidiana”.

Prima di morire addio (2011; Einaudi; pp. 196; € 13) – Con il giallo di Fred Vargas si entra nella Roma del Vaticano e del collezionismo d’arte. C’è un delitto ma, come ci racconta ilrecensore.com, ogni volta che l’autrice “porta il lettore ad un passo da una versione plausibile e convincente del delitto immancabilmente emergono fatti nuovi che, complicando le cose, sembrano spingere ad una nuova verità, anch’essa presto destinata a essere posta in dubbio da altri avvenimenti e così via, come in un gioco di scatole cinesi”.

Il bene ostinato (2011; Feltrinelli; pp. 136; € 14) – Paolo Rumiz ha scritto questo libro che, come dice l’inserto Tuttolibri del quotidiano La Stampa, “Non è un diario, non è un racconto, non è giornalismo: è epica pura. Una continua

lotta della vita contro la morte, della medicina contro le malattie, del bene contro il male”. Il volume analizza “il mal d’Africa dei colonialisti e dei turisti” che “è la

soddisfazione di sentirsi dèi con un’intera umanità al servizio: padroni che dispongono del lavoro e della vita altrui”. Rumiz parla anche del Centro universitario degli

aspiranti medici missionari con sede a Padova, “nel cuore

della Padania. Quindi questa è l’altra faccia della stessa terra: la missionarietà contro la xenofobia”.

Il grande disegno (2011; Mondadori; pp. 180; € 20) – L’autore Stephen Hawking, come ci ricorda il sito epomeo.com, è il più noto degli scienziati viventi. Inchiodato su una sedia a rotelle da decenni è costretto a comunicare col mondo attraverso un computer azionato dall’unico dito che riesce ancora a muovere. Nel suo ultimo libro sono presenti domande angoscianti “che sono state appannaggio da sempre dei filosofi e che solo negli ultimi tempi sono divenute di competenza degli scienziati che hanno ricevuto il testimone della conoscenza”.

Mani nude e spilli al cuore (2010; editore Tracce; pp. 160; € 11) – “L’Aquila. Falsi terremotati e storie vere di soccorritori”, dice Booksblog a proposito dell’opera di Marianna Di Nardo. “Le polemiche per la storia della falsa terremotata aquilana” intervenuta nella trasmissione Forum. “Le testate italiane dovrebbero dedicare più attenzione alle tante iniziative editoriali che continuano a raccontarci il – vero – dramma delle popolazioni colpite dal terremoto del 6 aprile 2009”. Come ha detto il giornalista Paolo Gambescia, che ha scritto la postfazione, è un libro da far leggere ai figli e ai giovani, per educarli al senso di appartenenza. E’ questa la più bella lezione che viene dall’Aquila.

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