Riceviamo e pubblichiamo questa “Lettera Aperta” di Renato Altissimo, Alfredo Biondi e Carlo Scognamiglio Pasini indirizzata ai Delegati al XXVIII Congresso del Partito Liberale Italiano e agli iscritti e simpatizzanti del PLI.

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La situazione istituzionale, politica, economica e sociale del nostro Paese è caratterizzata da molte gravi criticità che non appare semplice superare.

I principali problemi: i) il debito pubblico non sostenibile in questa fase della situazione economica internazionale; ii)  la stagnazione della crescita economica e la conseguenze disoccupazione giovanile; iii) la crescita fuori controllo della spesa pubblica nell’ultimo quindicennio (dal 36% al 43% del PIL), che ha portato il prelievo fiscale a livelli record per l’Europa (44,5% del PIL nelle previsioni per il 2013; iv) la caduta del potere di acquisto dei ceti medi; v) la inefficienza e pletoricità della pubblica amministrazione; vi) il deficit di governabilità e di rappresentanza del sistema politico.  Essi sono stati anche il frutto di decisioni e comportamenti errati adottati dalle forze politiche di maggioranza che di opposizione.

In particolare è stata disastrosa per la credibilità del sistema politico la frequente contraddizione tra le declamazioni (spesso ispirate ad una visione liberale, sia pure imperfetta) delle maggioranze di centro destra, in cui gli esponenti di derivazione liberale sono stati progressivamente emarginati, e le condotte in senso opposto adottati dall’esecutivo che hanno aggravato i problemi esistenti.

Ad esiti non migliori sono pervenute le esperienze dei governi di centrosinistra, sempre in equilibrio precario tra mai maturate posizioni modernamente riformiste e tentazioni cattocomuniste e di irrazionale ambientalismo integralista.

In questo contesto tentano di riprendere fiato logore opzioni ideologiche storicamente segnate da devastanti epiloghi e da tragedie umanitarie o   improbabili profeti di confuse ricette senza metodo e senza credibili obbiettivi.

Il PLI in questi anni, pur in una situazione difficile di marginalità e debolezza (che appare in via di superamento), ha cercato di sviluppare con coerenza e razionalità un ruolo critico indicando possibili soluzioni e mantenendo i propri riferimenti ideali e pragmatici della propria tradizione.

I liberali hanno indicato le priorità per il rilancio di una moderna economia di mercato in un quadro di democrazia liberale e in un contesto europeo. L’Europa di 500 milioni di cittadini è la prospettiva necessaria nella competizione internazionale e potrà risultare vincente riprendendo la strada dell’integrazione politica.

La centralità del debito pubblico e il contrasto della recessione è una delle tematiche che hanno qualificato la proposta liberale.

Il PLI ha promosso per primo i referendum per l’abrogazione  del “porcellum” (l’assurdo sistema elettorale che sottrae ai cittadini la scelta dei propri rappresentanti) partecipando attivamente alla raccolta delle firme; la non ammissione decisa dalla Corte Costituzionale, non conclude la battaglia per  un sistema elettorale in linea con i principi della democrazia rappresentativa e per una più generale riforma istituzionale.

In un quadro nazionale degradato e con un grave deficit di credibilità internazionale, il sistema politico, costruito su un modello bipolare rivelatosi fallimentare, ha dovuto accettare una soluzione di governo straordinaria ed atipica.

Il PLI ha appoggiato, anche attraverso l’iniziativa dei propri parlamentari, la nascita del Governo Monti, constatandone il programma per molti aspetti liberale e riformatore, coerente con il quadro internazionale.

Tuttavia questa è una situazione transitoria, mentre la crisi del sistema politico e la scomposizione del quadro esistente offrono una opportunità di rilancio al PLI e all’area liberale presente nel Paese e tra i cittadini.

In tale prospettiva il PLI ha la possibilità di rafforzare l’azione politica iniziata negli scorsi anni favorendo la costituzione di un soggetto liberale, il più ampio ed inclusivo possibile.

A tale scopo,  il Congresso dovrebbe svolgersi in modo unitario e dare inizio ad un percorso Costituente, necessario per ogni ulteriore fase politica.

Il Partito che uscirà dal Congresso dovrà essere configurato in modo da consentire l’inclusione di nuovi ulteriori soggetti ed esponenti del mondo liberale, nella prospettiva di costituire un grande protagonista liberale nella scena politica italiana, capace di collegarsi ed allearsi con altre componenti dello schieramento politico omogenei per ideali e programmi.

Per queste considerazioni e per queste prospettive proponiamo che il Congresso garantisca la continuità e permetta il rinnovamento per una leadership moderna e dinamica eleggendo ai Vertici del PLI:

– Presidente l’on.le Stefano de Luca cha ha garantito per molti anni l’esistenza coerente e combattiva del PLI;

– Segretario Generale il sen. Enrico Musso, parlamentare in carica, esponente di una radicata tradizione e qualificata formazione liberale, protagonista di successo di importanti battaglie elettorali.

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© Rivoluzione Liberale

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5 COMMENTI

  1. Cari Amici,
    la vostra lettera è chiara e tocca i punti essenziali che su quanto vi è da fare per avere una Italia più liberale ed etica.
    Se i tanti che opereranno poi giornalmente per la realizzazione di ciò avranno la capacità di far superare le piccole diatribe personali fra convinti difensori del liberalismo, credo che l’obiettivo di un grande partito liberale potrà essere raggiunto.
    Ma occorre che tutti capiscano e condividano il vostro progetto, che condivido pienamente.
    E che a Musso si unisca un qualche altro “giovane” per il tanto lavoro di presenza e comunicazione che dovrà essere fatto.

  2. Queste conclusioni a cosa portano?
    A consegnare il PLI alla sinistra.
    No grazie, proprio non ci stò; di certi parlamentari dovremo proprio farne a meno.
    Invece di pensare alle elezioni legislative nonchè a dare contro al governo, pensiamo seriamente ad organizzarci nel territorio, cercando alleanze per le prossime elezioni regionali.
    Saluti.

  3. Ritengo la LETTERA APERTA ai LIBERALI un ottimo punto di partenza e contributo alla discussione in vista del prossimo Congresso nazionale del PLI.
    Personalmente e come Unione per le Libertà siamo tutt’altro che convinti sostenitori del Governo MONTI che con misure fortemente depressive ha reso tutti noi più poveri. Per salvare l’Italia (ammesso che ci riesca), le sue misure rischiano di far morire gli italiani. Certo che alcune misure, come quelle sulle liberalizzazioni sono condivisibili, ma c’e’ ancora poco di liberale, in questo governo. E, questa, non è una novità, nei governi italiani che si sono succeduti.
    Tutti liberali, nessun Liberale. Ciò detto, è evidente che ‘Italia, ma anche i Liberali, sono in mezzo al guida. Scelte precise si impongono. All’Italia per salvarsi e tornare ad essere competitiva, ai Liberali per uscire dal “cono d’ombra”, tornare ad essere protagonisti della vita pubblica e politica del paese, portare l’Italia fuori da tunnel della recessione e della disperazione e al posto che gli compete nel mondo, per storia, tradizioni, capacità d’impresa, fantasia. Non sarà facile, ce la possiamo fare, lo dobbiamo fare. Per farlo non possiamo più apparire agli occhi dei liberali e degli italiani, frammentati in mille formazioni, mille partiti, mille associazioni. La nostra forza sta nelle nostre idee, idee che devono poter essere espresse all’interno di un solo partito, il Partito liberale Italiano.
    Il partito di Einaudi, Croce, Sogno, Villabruna, Bignardi, Malagodi, Sterpa. E prima ancora di Cavour.
    Superare divisioni, egoismi, attaccamento alle poltrone, non sarà facile. Ma basta tutti generali senza truppe. Ognuno faccia un passo indietro, se necessario, rinunci a qualche carica, per il bene di tutti.
    Largo ai giovani, per un partito pulito, che torni ad essere protagonista, il partito dalla parte dei più deboli, il partito delle libertà, il patito dei diritti civili, il partito difensore dei lavoratori, partite iva, lavoratori dipendenti, lavoratori autonomi, liberi professionisti. Il partito dalla parte della gente, dell’uomo della strada. Il partito dello Stato Minimo, della Rinascita Economica, della RIVOLUZIONE LIBERALE, e della MERITOCRAZIA, quella vera, però.
    Questo dovrà essere il Partito Liberale italiano prossimo venturo. L’ora della fine della DIASPORA LIBERALE è ORA, e non è solo un gioco di parole.
    Non più caste, non più furbetti non più privilegi, non più politica fatta da politici politicanti o autoreferenziali, non più “nominati”. Basta essere sudditi, torniamo ad essere CITTADINI.
    I nomi? Non contano, o contano relativamente. Serve guardare oltre, buttare il cuore oltre l’ostacolo. Servono persone che abbiano voglia di impegnarsi con serietà per la nuova Italia, Libera, Liberale, Liberista, Libertaria.
    Ce la possiamo fare, con la forza delle nostre idee, delle nostre soluzioni, della nostra pacatezza. Orgogliosi di essere Liberali, orgogliosi di essere Italiani. Buon Congresso a tutti!

  4. Cari pregiatissimi onorevoli.
    Leggo oggi la vostra lettera in preparazione del congresso nazionale del PLI che si svolgera dal 23 al 25 Marzo p.v. a Roma.
    Condivido contenuti e spunti politici in preparazione del dibattito congressuale. Tali spunti che vengono da padri nobili del pensiero liberale della prima repubblica sono sicuramente da attenzionare.
    Ma propio in virtu del fatto che la prima repubblica e morta appare molto strana e fuori luogo riesumare metodi ed azioni. contestualmente nella stessa lettera.
    Mi spiego: se il ragionamento da voi svolto si fosse fermato alla prima parte della lettera, tutto andava bene ed era dovere di ogni delegato al congresso sostenere tali tesi. Ma essendo che ci si vuole sostituire al ruolo democratico del congresso, la cosa non solo non va bene ma puzza di colpo di mano o peggio ancora di un atto antidemocratico e oligarchico che fa solo pensare ad un convitato di pietra che vuole smuovere il mondo standosene in pantofole seduti in poltrona, perche poi nella realta e’ questo il ruolo che persone di una certa eta che hanno dato anni e anni addietro in politica gli spetta.Diversamente bisogna dare nella serenita nn solo riconoscimenti ma anche giusti consigli a chi oggi ha l’eta per fare e portare avanti atti ed azioni politiche nell’interesse del pensiero liberale. Personalmente non assolvo e non voglio condannare nessuno anche perche non mi presto a giuochetti di bassa fucina. Pensavo e penso che un piccolo partito come il Pli puo’ e deve svolgere un grande ruolo nell’ agora della politica Italiana certamente non con questi mezzucci che nell’immaginario collettivo danno il senso di atti squallidi e poveri sul piano politico e personale.

  5. Buon congresso a chi ci riesce, semmai.

    Io da settimane invio email alla direzione nazionale per sapere che cosa, quando, dove ci sia una riunione, congressuale o meno, nella mia provincia. Nessuno risponde. Oddìo, per essere precisi, non mi hanno neanche risposto quando ho chiesto conferma all’Organizzazione di aver ricevuto il rinnovo dell’iscrizione.

    Dunque, buon congresso a chi ci riesce.

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