Frank Moses (Bruce Willis), ex-agente della CIA congedato perché troppo vecchio, vive noiosamente in una squallida villetta, isolato, o quasi dal resto del mondo. Comunica solo con la piacente telefonista Sarah Ross (Marie Louise Parker), con la quale condivide pensieri e avventure inaspettate. Moses scopre infatti di essere entrato nel mirino della sua vecchia Agency, fermamente intenzionata ad eliminarlo fisicamente, perché in possesso di segreti alquanto scomodi. Preoccupato e deciso a fare chiarezza sull’intrigo, sceglie di rientrare in azione, richiamando alcuni tra i suoi ex-colleghi della CIA, anch’essi finiti nella blacklist delle persone da annientare. Così, Moses, Sarah, il veterano Joe (Morgan Freeman), il lisergico Marvin (John Malkovich), Ivan il russo (Brian Cox) e lady Victoria (Helen Mirren), si lanciano alla ricerca delle verità nascoste, in un roboante melting pot di avventura e commedia dai risvolti sorprendenti.

Tratto dal fumettone DC Comics di Warren Ellis, il film di Schwentke presenta, apparentemente, un cast da capogiro, che tuttavia non riesce mai ad essere all’altezza di una degna trasposizione su celluloide. Il mondo della carta stampata sembra ormai essere diventato l’unica fonte di ispirazione della grande, solo economicamente, macchina hollywoodiana, che cerca, invano, di sopperire alla mancanza di interessanti proposte creative da parte dei suoi registi (Dov’è finita la politique des auteurs?). Mixando in salsa americana il più classico dei comic movies al genere spionistico, Schwentke cerca di proporre un sano entertainement all’americana, un prodotto da blockbuster da gustarci con tanto di pop-corn e pepsi cola, non riuscendo nemmeno in questo, e rendendolo al contrario terribilmente noioso, senza un qualsiasi colpo di scena che possa quantomeno farci sobbalzare dal sedile. Guizzi artistici nemmeno a parlarne. Da boicottare.

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