“Ha importanza solo per quello che può procurare”, diceva J.M. Keynes riferendosi alla moneta. Ogni giorno, senza saperlo, sempre più persone lo prendono alla lettera. Silenziosa, una piccola rivoluzione monetaria si fa strada nelle comunità di mezzo mondo, dagli Stati Uniti all’Africa, fino in Europa, all’ombra dell’Euro. E’ la nascita, o la rinascita, delle monete locali, alternative o complementari alla valuta ufficiale, valide solo per i membri della comunità che decide di adottarle. E’ la storia dell’Occitan, un biglietto color porpora utilizzato dagli abitanti di una cittadina francese di 9mila abitanti per promuovere le economie locali e l’affrancamento dal sistema bancario, dell’Héol di Brest, introdotti dall’Associazione per lo sviluppo dell’economia sociale e solidale, del Sol Violette di Tolosa, dell’Abeille e della Mesure, sempre per restare in Francia, ma anche del Res belga, della sterlina ecologica di Brixton, del Bitcoin e del Liberty Dollar americano.

Anche in Italia le iniziative di questo genere non mancano, specialmente nei territori che più stanno risentendo della scarsità di circolazione monetaria ‘classica’, che si reinventano quindi in una propria forma di commercio, con una moneta a ‘chilometro zero’, per stimolare il flusso economico e valorizzare i prodotti e i servizi locali. Ecco quindi che nascono il Sardex, lo Scec napoletano, il Taurino torinese, il Kro di Crotone e l’Ecoroma nella Capitale. Ma il fenomeno non si limita all’ambito geograficamente circoscritto di una piccola comunità locale, anzi: il concetto di moneta alternativa sta prendendo piede anche e soprattutto sulla rete, dove l’idea di comunità non è legata a un territorio specifico, ma è vasta quanto lo è la rete stessa, con la creazione di monete ‘virtuali’.

E’ l’esempio del Dropis, definito dai suoi ideatori, Sebastiano Scrofina e Dario Perna, “lo Skype delle banche”, una moneta peer-to-peer senza confini geografici e culturali, una nuova forma di ‘baratto di promesse’ immediatamente spendibili in rete da parte di chi li accetta come forma alternativa di credito. Queste nuove forme di valute costituiscono insomma una soluzione brillante ed efficace contro la morsa del credito che strozza le imprese europee, perché, permettendo l’immissione di una forma di liquidità nel sistema economico locale che non sarebbe disponibile altrimenti, valorizzano i prodotti specifici di un territorio, rafforzano il senso di appartenenza a una comunità e rischiano addirittura di rendere obsoleto il sistema bancario odierno.

© Rivoluzione Liberale

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3 COMMENTI

  1. Interessante e in parte nuovo (nel 2001, in piena crisi argentina, il Governatore della immensa Provincia di Buenos Aires creó una moneta locale, il “patacon” che per un pó riuscí a circolare come mezzo di pagamento di beni e servizi alla Provincia.. Sarebbe tuttavia utile spiegare come funziona concretamente il sistema e su quale tipo di garanzia si fondi il valore delle monete locali. Dai nostri studi di economia sappiamo che una moneta deve avere dietro le spalle un valore in oro, o in divise straniere o, in ultima analisi, il valore aggregato dell’economia che rappresenta, senza parlare beninteso della garanzia dello Stato, che oltretutto é il solo a poterne disporre il corso legale. E infatti, nel caso argentino, la moneta si dimostró presto quello che era: un pataccone e dovette lo Stato centrale intervenire a riassorbirla sostituendola con pesos, svalutati, ma di corso legale. Come si strumenta il nuovo sistema per garantire che apporti un reale beneficio e non si trasformi in una trappola?

    • La ringrazio per aver citato l’esempio argentino, in quanto mi permette una specificazione che nella sintesi dell’articolo ho dovuto omettere, anche per non scendere troppo nei tecnicismi a scapito della leggibilita’.
      La profonda differenza tra il sistema monetario di bond emessi nel 2001 in Argentina e la nascita delle monete alternative odierne risiede proprio nell’istituzione che le emise, ovvero lo Stato stesso: i Patacon erano stati creati per supplire alla scarsita’ di moneta circolante (a causa della crisi) e venivano utilizzati direttamente dallo Stato per pagare i dipendenti pubblici, pertanto inserendosi nel sistema economico non come moneta alternativa, ma complementare ai Pesos.
      Questo comportava che gli stessi Patacon poggiassero sul valore intrinseco dei Pesos, gravemente minacciati dall’elevato debito pubblico, ed il loro inserimento nel sistema monetario locale ebbe effetti non dissimili da quelli di una politica monetaria fortemente espansiva (tipicamente, l’iperinflazione).
      Le monete alternative descritte nell’articolo invece non fanno leva sul valore dell’euro ne’ sulla fiducia nei confronti dell’istituzione che li emette, ma piuttosto sulla fiducia tra i membri della comunita’ che le propone. Finche’ ho fiducia che i membri della mia comunita’ (sia essa territoriale o virtuale) ripagheranno i miei beni, o servizi, con prestazioni equivalenti, la moneta e’ teoricamente libera dal rischio di svalutazione o iperinflazione, come invece non fu il Patacon.
      In fondo, sin dallo scioglimento del Gold Standard, tutte le monete del mondo si fondano sulla fiducia nei confronti delle istituzioni, che oggi e’ ai minimi storici, diversamente da quanto accada a livello micro tra i membri di una stessa comunità.

  2. Siamo d’accordo, con una precisazione. Il patacón non fu creato dallo Stato centrale argentino, ma da una istituzione locale, la Provincia di Buenos Aires (equivalente a una nostra Regione) come un gesto disperato per sopperire alla mancanza di pesos necessari a pagare persino le spese correnti (stipendi etc.) e fuori o contro il parere del Governo radicale di De la Rua. Ero Ambasciatore a Buenos Aires e ricordo un incontro col Governatore (peronista, che era stato Ambasciatore a Roma e Vicepresidente della Repubblica con Menem) che volle regalarmi alcuni esemplari della nuova moneta. Li conservo ancora, a memoria della difficoltá di creare mezzi di pagamento paralleli o sostitutivi. E, lo ripeto, se non fosse cambiato di segno il governo centrale, coll’arrivo al potere del peronista (ed ex-governatore della Provincia, Duhalde) il patacón sarebbe stato un disastro per i suoi portatori, perché generalmente rifiutato. rÉ verissimo che il valore della moneta si fonda sempre di piú sulla credibilitá delle istituzioni. Speriamo che le istituzioni locali italiani siano serie e credibili, ma il rischio del contrario é notevole..

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