Addio al sud. Un comizio furioso del disamore, di Angelo Mellone (2012; Irradiazioni; € 8,00) – “Di Sud, in Italia, si parla tanto e si ragiona poco. E così le domande che si ponevano i grandi meridionalisti – i Cuoco, i Salvemini, i Fortunato – da decenni restano senza risposta. Perché il Meridione italiano, terra di assoluta bellezza e d’immense potenzialità, continua a galleggiare nel sottosviluppo e a non impedire che i suoi figli migliori, quelli che Piercamillo Falasca ha definito Terroni 2.0, facciano la valigia per emigrare (anche con un pizzico di risentimento)?”. E’ quanto scrive il Corriere della Sera a proposito di questo saggio appena giunto in libreria “(…) Mellone ribalta due cliché dominanti. Il primo è quello del brigantaggio: qui l’autore trova il coraggio, da meridionale, di ammettere – in quanto ‘fottuto nazionalista’ – che avrebbe scelto di arruolarsi con l’esercito italiano per combattere i Carmine Crocco e i Ninco Nanco, per ‘piantare tricolori su antiche maledizioni’. Il secondo oggetto polemico di Addio al Sud è il nuovo meridionalismo, ovvero quel ‘pensiero meridiano’ – sostenuto, ad esempio, dal sociologo Franco Cassano – che vorrebbe un Sud lento, sobrio, canicolare, che cammina a piedi e ammicca al mito della decrescita o all’idea del Meridione italiano come avanguardia di un’improbabile ‘alternativa allo sviluppo’. Al contrario, il Sud di Mellone anela alla velocità, alla modernità, sia pure a una modernità intrisa di miti antichi e di antichi caratteri comunitari”.

Paradiso amaro, di Kaui H. Hemmings (2012; Newton Compton; pp. 313; € 09,90) – L’articolo è della rivista on-line Corrispondenze e recensioni. “(…) Non è un libro facile, almeno psicologicamente. E’ un libro di sentimenti forti, che parla di sentimenti altrettanto forti (…) Con una parabola discendente, il protagonista si trova a vivere il suo fallimento come padre, come uomo e come marito. Già, perché cosa c’è di peggio del capire che non conosci le tue figlie e dell’apprendere che tua moglie – ormai immobile su un letto d’ospedale – in realtà ti tradiva? Le Hawaii non sono più un Paradiso, ma lasciano in bocca un gusto amaro. Un libro spiazzante, che usa l’ironia per descrivere la tragedia. Un titolo ossimorico, ma che riassume mirabilmente la trama. Una penna femminile che parla di un amore al maschile. I presupposti per una buona lettura ci sono tutti. Forse non è il libro del secolo, ma è certamente una lettura da fare. Un pugno nello stomaco”.

Il disagio della libertà. Perché agli italiani piace avere un padrone, di Corrado Augias (2012; Rizzoli; pp. 168; € 15,00) – “(…) un saggio che ci apre gli occhi sul nostro modo di vivere contemporaneo – scrive Libri Blog – e su quanto il concetto di libertà sia visto dagli italiani in modo davvero molto particolare. Corrado Augias ci mostra come il popolo italiano sia da sempre incline a scegliere per il governo della nazione degli uomini con una vocazione autoritaria, una vocazione non solo piuttosto evidente a prima vista ma anche dichiarata. Nonostante questo però siamo un popolo che lotta per la libertà e che spesso anzi decide di sorpassare la legge pur di prendere decisioni in modo del tutto autonomo, sono molti infatti ad esempio gli evasori fiscali italiani così come gli abusi edilizi. Siamo un popolo, dice Corrado Augias, che ama il libero arbitrio insomma ma che è nemico della libertà, una grande contraddizione che però è il nostro segno caratteristico”.

Morte di un blasfemo. Shahbaz Bhatti, un politico martire in Pakistan, di Francesca Milano (2012; San Paolo Edizioni; pp. 144; € 12,00) – “Islamabad, Pakistan, 2 marzo 2011. Alle 10,50 di una giornata di pioggia un commando uccide con trenta colpi di mitra Shabaz Bhatti. Cattolico, 42 anni, avvocato, Bhatti era ministro per le minoranze. Amico e sostenitore di Benazir Bhutto, l’ex premier uccisa alla fine del 2007 dopo il suo ritorno in patria (…)”. Di questo volume scrive il sito dell’Ansa. “Nel libro emerge il profilo di un giovane cattolico, fin da giovanissimo impegnato nel sociale, a difesa dei poveri che in Pakistan coincidono con cristiani, indù e sikh; emarginati nella vita sociale e umiliati dalla legge sulla blasfemia: per perdere la propria terra basta una generica accusa di offese a Maometto. Per perdere il lavoro, idem. E’ sufficiente dire che un uomo ha bruciato il Corano per sbatterlo in galera. Seguono processi farsa, condanne, torture, epurazioni, cui si aggiungono conversioni forzate all’islam, stupri e riduzioni in schiavitù di giovani cristiane. Un copione sempre uguale e ripetuto (…)”.

Diario di una schiappa. La dura verità di Jeff Kinney, di Jeff Kinney (2012; Il Castoro; pp. 218; € 12,00) – Recensione del sito Il mio libro: “Se la regola generale è che più grande è un best seller, più il caso ci ha messo lo zampino” questo libro “successo planetario per ragazzini da 37 milioni copie vendute in 40 Paesi, non fa eccezione: «L’editore, quando ha deciso di pubblicare il primo volume, mi ha detto: ho una notizia buona e una cattiva. Quella buona era che si andava in stampa. Quella cattiva che sarebbe finito in una collana per ragazzi, mentre io l’avevo pensato per un pubblico adulto» (…) Greg Heffley è un dodicenne filiforme disegnato con la testa tonda e tre peli sul cranio, intrappolato negli anni di passaggio della scuola media a cavarsela da solo con bullismo, mamma ansiosa, fratello dedito a scherzi feroci, pubertà neppure in vista e scelte ardue come quella tra la playstation e i compiti, l’amico del cuore Rowley o alleanze più strategiche per la popolarità. Essendo una ‘schiappa’, si capisce che va per tentativi e buffi fallimenti”.

Nebbia rossa, di Patricia D. Cornwell (2012; Mondadori; pp. 500; € 20,00) – “(…) nuovo avvincente thriller che ha per protagonista l’affascinante Kay Scarpetta: in questa nuova avventura, in particolare, Kay è alle prese con il suo passato e con la morte del suo vice, Jack Fielding”, scrive ancora Libri Blog. “All’inizio del libro (…) Kay si trova in viaggio su uno scomodo furgone per raggiungere il carcere femminile della Georgia, dov’è rinchiusa Kathleen Lawler, colpevole di aver investito un ragazzino mentre guidava sotto l’effetto di stupefacenti (…) La protagonista del romanzo di Patricia Cornwell, avrà modo di scorgere i contorni di un disegno criminale molto ampio; un disegno in cui l’attentato alla sua vita e la morte del suo vice rappresentano soltanto delle piccole tappe. Ma chi c’è dietro tutto quanto? (…) un romanzo ricco di suspense, che promette emozioni forti!”.

Numero sconosciuto, di Giulia Besa (2011; Einaudi; pp. 382; € 19,00) – Dall’articolo del sito Recensione libro: “(…) romanzo di esordio della giovane Giulia Besa, un libro che si definisce urban fantasy, che ha riscosso un buon successo ed è apprezzato soprattutto dai più giovani. Sara è la protagonista (…), una ragazza di vent’anni che lavora come barista a Roma. Il suo tempo lo trascorre sfogando la sua rabbia cacciando nei boschi e andando in ospedale a trovare Marco, colui che un anno prima in un incidente stradale ha ucciso i suoi genitori. Marco da allora è in coma. Un giorno Sara inizia a ricevere dei messaggi con degli ordini da seguire inviati da un numero sconosciuto. Lei impaurita e per difendere la sorella segue gli ordini del numero sconosciuto. Sarà costretta a lottare contro gli dèi, coloro che corrompono la materia e la modificano a loro piacimento. Ma resta comunque un interrogativo. Chi è il numero sconosciuto che ha preso possesso della sua vita ricattandola? E inoltre cosa è accaduto il giorno dell’incidente che lei non riesce a ricordare? (…) un libro pieno di suspense, con atmosfere dark e uno sfondo psicologico molto interessante”.

Soffiando via le nuvole, di Stephen Kelman (2011; Piemme; pp. 293; € 17,50) – “Un ragazzino è stato ucciso fuori dal negozio di polli. Harri ha visto il sangue, le transenne, e dopo aver osservato la scena come in un telefilm è corso a casa velocissimo perché, dice, «volevo solo che la morte non mi prendeva»”. Ne scrive la rivista Marie Claire. “(…) La ‘voce’ di Harri è un misto di slang giovanile e ghanese che non smetteresti di leggere mentre ti racconta della scuola, degli amici e di come se la cava con le gang di ragazzini che un po’ gli sembrano fichi e un po’ gli fanno paura (…) Esordio di un 35enne che viene dal sobborgo popolare di Luton, il romanzo si ispira a un fatto di cronaca vera (l’omicidio di Damilola Taylor, 10 anni, ad opera di due ragazzini poco più grandi di lui) accaduto in un ghetto di periferia, uno di quelli dove di recente sono esplosi disagio e violenza. Ed è un caso editoriale: ha ottenuto la nomination per il Man Booker Prize, Ridley Scott vuole farne un film (…)”.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI