Parigi – Che non sia un uomo di mezze parole, lo si è sempre saputo, ma questa volta Dominique de Villepin, candidato alle Presidenziali di aprile per il neo-movimento République Solidaire, non si è minimamente trattenuto dall’attaccare i leader dei due partiti più influenti di Francia, Nicolas Sarkozy e François Hollande. Dando dell’impostore all’uno come all’altro, per la maniera in cui si starebbero – a suo avviso – furbescamente prendendosi gioco dei francesi, con il loro populismo grondante di speranze utopistiche e false promesse. Ce ne ha parlato su Libération di giovedì Laure Bretton nel suo Villepin: “Sarkozy e Hollande prendono i Francesi per degli sciocchi”.

“Il candidato del movimento République Solidaire ha affermato perentoriamente che nessuno dei due principali candidati all’Eliseo potrà realizzare ciò che sta proponendo. Dominique de Villepin l’ha ribadito venerdì, nel corso di un’intervista, dichiarando che sia François Hollande che Nicolas Sarkozy «prendono i Francesi per degli sciocchi. Ci troviamo di fronte a dei candidati interessati unicamente a sventolare i propri stendardi ideologici. E’ un duello assurdo: né l’uno né l’altro sarà in grado di mettere in pratica ciò che dice. Non potranno», ha detto l’ex Primo ministro su BFMTV-RMC. «Il candidato che parlerà di pensione a sessant’anni, il 10 o il 15 maggio, sarà immediatamente corretto dai mercati. Questa è la realtà, non si può tornare indietro nel tempo», ha continuato. «Siete al cospetto di candidati che si divertono con i francesi, trattandoli come dei creduloni», ha insistito l’ex ministro degli Affari Esteri e degl’Interni”.

Eterno rivale di Nicolas Sarkozy fin dai tempi di Balladour, Dominique de Villepin è uno fra i tanti ‘terzi incomodi’ di queste elezioni presidenziali, convinto ingenuamente di poter scardinare il saldo bipolarismo made in France, composto da socialisti e neo-gollisti. Come la leader del Front National Marine Le Pen è alla spasmodica ricerca di 500 firme di patrocinio da depositare alla Corte Costituzionale, per poter partecipare ufficialmente alla corsa per l’Eliseo, sperando in un miracoloso secondo turno, ma è pienamente consapevole, nella sua profonda intimità, che il suo ruolo durante le Presidenziali sarà quello di opinionista e spettatore.

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