Dalla Croisette. Tanti applausi, più per l’estetica che per l’arte attoriale, per il duo Johnny Deep-Penelope Cruz, in passerella a Cannes per la presentazione del quarto capitolo della saga piratesca, in uscita nelle sale italiane il 18 maggio. Tanti anche i fan accorsi, ammassati sulle ringhiere per non perdersi nemmeno un istante della grande sfilata made in Hollywood dei loro beniamini. A quanto pare, inoltre, questo non sarà affatto l’ultimo episodio. Il produttore Jerry Bruckheimer ha infatti assicurato che la saga andrà ancora avanti, visto l’enorme successo al botteghino della sua ciurma.

Nemmeno il tempo di divertirsi un po’ che a Cannes è già ora di tornare sul registro serio. Hearat Shulaym dell’israeliano Joseph Cadar, in concorso per la Palma d’oro, tratta infatti la folle rivalità tra un padre e un figlio entrambi professori, attraverso un acido umorismo yiddish che è piaciuto molto a pubblico e critica. Il secondo film in competizione, Michael, è invece l’esordio alla regia dell’austriaco Markus Schleinzer, che decide di proporci l’angosciante storia di pedofilia di un insospettabile impiegato trentenne, Michael appunto, che quando torna a casa dal lavoro abusa regolarmente di un bambino di dieci anni, diventato ormai suo prigioniero. Pochissimi applausi e tantissimi fischi che allontanano di gran lunga una qualsiasi speranza di vittoria.

A colorare una giornata che rischiava di incupirsi definitivamente, la proiezione fuori concorso del documentario Bollywood: la plus belle histoire d’amour, emozionante omaggio al musical indiano firmato Rakesh Omprakash Mehra. A Cannes l’eclettismo è un must.

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