Parigi – In seguito all’inatteso sostegno alla sua candidatura espresso da diciotto senatori, il leader del MoDem, François Bayrou, dopo una breve parentesi di anonimato e di scarsa credibilità, è tornato prepotentemente a farsi largo all’interno dell’attuale impasse bipolare, firmata Sarkozy-Hollande. Nella speranza di poter dire ancora la sua alla prima tornata elettorale – in programma tra poco più di un mese – e di conciliare ‘moderatamente’ i delusi di destra e di sinistra, per la creazione di un super-centro. Ce ne ha parlato su Le Figaro di giovedì, Rodolphe Geisler nel suo Bayrou crede ancora al secondo turno.

“A quarantacinque giorni dal primo turno delle Presidenziali, l’ex-terzo uomo del 2007, è ampiamente conscio del fatto che i prossimi giorni saranno decisivi per rilanciare la propria candidatura. Lui stesso ha riconosciuto di aver subìto un lieve calo nei sondaggi, che lo danno tra il 12% e il 15% e il suo stesso entourage ha ammesso che il leader del MoDem si trova di fronte a un bivio cruciale: «François non riesce ancora a trasformare la sua popolarità, che è considerevole negli studi qualitativi, in intenzioni di voto». Potrà ancora risalire la china? Bayrou ha ribadito che la sua determinazione è intatta e che nulla potrà distoglierlo dal suo obiettivo. Per i suoi fedelissimi, la forza del leader del MoDem si radica nella sua coerenza, nonostante proprio quest’ultima possa rivelarsi paradossalmente una debolezza. Altri ancora vedono in lui il principio di un nuovo e dinamico movimento per la Francia che, dopo il sostegno espresso da diciotto senatori, anela adesione di un certo numero di deputati provenienti dall’ala ‘sarkozysta’”.

Sarà il suo eccedere in coerenza, o il suo evitare le false promesse, ma il deputato del dipartimento dei Pirenei Atlantici non riesce ancora a ottenere una netta e larga maggioranza. Non è un ‘normale’ e sognatore alla François Hollande e nemmeno un carismatico e trascinatore alla Nicolas Sarkozy, ma è al contrario un uomo franco, diretto e in grado di abbracciare trasversalmente gli interessi della composita società transalpina. E’ un uomo che crede ancora alla politica nei termini di ‘arte del governare’, e che non vuole cedere alla facile moda del populismo e della demagogia spicciola.

L’illusione socialista e la delusione neogollista possono giocare a suo favore, nonostante, al giorno d’oggi, l’idea di perseguire una politica pura e vera, senza peli sulla lingua, possa rivelarsi fatale.

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