Se qualcuno sperava che il momento delle ‘batoste’ inflitte dal Governo Monti agli italiani fosse finito, si sbagliava di grosso. La recessione, con la sua necessità di ‘prendere’ soldi ovunque sia possibile farlo, forse è giusto arrivata a metà della sua esistenza. Perché, pare, il momento acuto della crisi sia superato, ma non ci si può certo aspettare di riprendere fiato sia sul piano delle politiche interne sia su quello delle politiche europee.

L’ha affermato il presidente del Consiglio Mario Monti al termine dell’incontro di ieri sera (13 marzo) con la Cancelliera tedesca Angela Merkel, dalla cui successiva conferenza stampa, comunque, sono emerse soprattutto risposte molto generiche – al limite del cliché cui la riservatezza dell’Esecutivo dei Professori ci ha ormai abituato. “La crisi finanziaria più acuta – ha spiegato Monti – sembra decisamente superata”, ma “non ci si può per nulla rilassare, né dal punto di vista delle politiche interne, in quanto ciascuno dei nostri Paesi deve continuamente tendere a una maggiore competitività, a un maggiore equilibrio e a una maggiore crescita; né dal punto di vista delle politiche europee. Non abbiamo ancora superato le Alpi – ha proseguito il nostro Presidente del Consiglio – ma del resto stiamo molto volentieri al di qua delle Alpi”.

Ribadito il grande feeling con la Germania e, a livello personale, con la parigrado Merkel. Intesa emersa in particolare riguardo alle continue sfide che l’Italia e l’Europa devono affrontare. “La Cancelliera ha ragione – ha assicurato Monti – è una sfida continua. L’Italia non ha superato neppure l’emergenza. Siamo ancora molto impegnati nel mettere il Paese al sicuro da questa emergenza”. Ma quello che è certo è che “si è arrestata la tendenza tettonica (di spostamento, ndr) che portava l’Italia in direzione sudorientale” cioè “che stava portando la penisola italica verso la penisola ellenica”. Questa tendenza si è arrestata secondo il Premier italiano, “ma i compiti non sono assolutamente finiti”, avverte. Monti però ci tiene a sottolineare che “l’Italia non ha ottenuto né chiesto aiuti dal fondo ‘salva Stati’. Abbiamo preferito fare con le nostre forze”. Ora però, “dopo la firma del fiscal compact – ha sottolineato il Premier – occorre che la Ue entri in una fase in cui ponga analoga attenzione alla politica della crescita e dell’occupazione”.

“La vocazione chiave per la quale questo Governo è stato istituito è quella del superamento della crisi economica e del rilancio della crescita – ha affermato ancora Monti – Allora è doveroso che questo Governo si occupi dei temi della giustizia, così come il tema della corruzione non può essere al di fuori dell’ottica del Governo, come ha ricordato con equilibrio e serenità il presidente del Senato Schifani. Naturalmente – ha aggiunto – come per ogni altra iniziativa legislativa, la posizione” dell’Esecutivo “su iniziative parlamentari esistenti in materia di corruzione non può prescindere da un’esplorazione politica delle concrete possibilità che il Parlamento le approvi. Nell’incontro che ho indetto con i responsabili dei tre principali Gruppi che sostengono il governo questo sarà uno dei temi considerati”. Quanto a un’ipotizzata candidatura alla guida dell’Eurogruppo, Monti ha tagliato corto. “Ogni riferimento alla mia persona in questa fase lo prendo come un segno di rispetto per l’Italia e il suo Governo e mi fa piacere. Ma un presidente del Consiglio italiano può assumere anche altri compiti?”.

La Cancelliera tedesca dal canto suo ha lodato l’operato di Monti esprimendo “ammirazione per le coraggiose azioni del governo italiano. Seguo con profondo rispetto le cose che sono portate avanti dal mio collega Mario Monti e dal suo governo, e le riforme avviate. E seguo con altrettanto vivo interesse le discussioni di questi giorni”, ha aggiunto la Merkel rilevando come “tutto ciò serva al bene della nostra gente che ha bisogno di posti di lavoro durevoli. Dobbiamo pertanto accrescere la competitività e sostenere la crescita”, ha concluso. La Cancelliera infine chiede più Europa. “L’Ue vuole e deve farsi valere e si farà valere”.

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