Bruxelles – Lunedì scorso si sono riuniti nell’Eurogruppo i ministri delle finanze della zona euro; al centro della discussione vi è stata la possibilità di rafforzare la capacità del fondo salva Stati. I ministri dovevano prendere una decisione se innalzare a 750 miliardi di euro le finanze del nuovo European Stability Mechanism (ESM) che entrerà in vigore il prossimo luglio.

La decisione però è stato rinviata, “discuteremo l’argomento, ma non ci sarà alcuna decisione” aveva infatti riportato il Presidente dell’Eurogruppo, Jean Claude Junker, prima della riunione con gli altri 16 ministri europei. Il Premier lussemburghese ha poi suggerito che la decisione finale su questo tema sarà presa nel vertice informale tra i ministri delle finanze, che si svolgerà il prossimo 30 marzo a Copenhagen.

Il blocco alla decisione per un aumento da 500 a 750 miliardi di euro del fondo salva Stati è venuto ancora una volta dalla Germania. La Cancelliera Merkel ha infatti fatto sapere, in modo abbastanza vago, che potrebbe dare l’assenso entro la fine del mese di marzo. Questo ritardo potrebbe però essere compromettente, infatti Christine Lagarde, Direttore dello FMI, ha sottolineato come l’Europa debba agire per prima se vuole essere supportata da un ulteriore contributo proveniente dal Fondo Monetario Internazionale. La Merkel non ha ancora preso una posizione pubblica su questo argomento che possa calmare le acque e mettere al sicuro l’aumento del fondo.

Il giorno successivo, martedì 14 marzo, si sono invece riuniti tutti i ministri delle finanze dell’Unione europea per il Consiglio ECOFIN, durante il quale i temi centrali sono stati quelli riguardanti l’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie e la procedura di infrazione, contenuta nel cd. 6-pack, per gli squilibri macroeconomici. Il Presidente dell’Eurogruppo, la danese Margrethe Vestager, ha informato i colleghi che sono iniziati i lavori preparatori del Consiglio riguardo alla proposta sull’introduzione di una tassa sulle transazioni finanziarie fatta dalla Commissione alla fine dello scorso anno. Il Consiglio, si legge nelle conclusioni, ha intenzione di approfondire l’argomento prendendo anche in considerazione strade alternative all’imposta. L’argomento potrebbe essere discusso nella riunione di Copenhagen che si svolgerà il 30 e il 31 marzo prossimi.

Mentre a Bruxelles Vittorio Grilli partecipava al Consiglio ECOFIN, il Presidente Monti era a Roma per un bilaterale con la Cancelliera Merkel, tema centrale la strategia per una crescita condivisa da allargare in futuro a tutta l’Europa. I due hanno rilevato come ormai il fiscal compact sia alle spalle e come non ci si debba fermare ora ma continuare verso il sentiero della crescita tramite azioni condivise, se necessario anche a livello bilaterale, per poi coinvolgere il resto degli Stati Membri in quella che sembra una strategia che ormai non può più essere ritardata.

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