“A volte i giornali sono davvero come un dolce ripieno. Le notizie più efferate e devastanti in primo piano, quelle invece intelligenti e davvero importanti dopo qualche pagina. Perché il lettore compra il sangue, il morboso, la lite e tutto quello che potrebbe finire con galera. Sorvolo su George Clooney che tra un caffè e un altro ha avuto il tempo di protestare e farsi arrestare per sostenere una sua idea, ne hanno parlato anche troppo. Sorvolo sul povero Francesco che dopo pane  e cicoria ora mangia pane e cicuta; mi adagio e mi rialzo subito sulla questione Fornero-Camusso perché ancora non ho fatto colazione e ho lo stomaco irritabile; appena appena leggo di Madonna e dei suoi peccati. Leggo distrattamente le notizie che vengono dalla Siria, perché non riesco a non interrogarmi e il mio fegato ne risente.

Invece indugio e soffro di fronte alla vicenda del bancario ucciso barbaramente – ma quale omicidio non è barbaro? – da due slavi, in provincia di Perugia. Questi due tipi – ahinoi – europei come noi, liberi – ahinoi – di andare e venire a loro piacimento, questi due, ripeto, hanno ucciso un ragazzo durante una rapina in una villa, sono stati arrestati dalle forze dell’ordine. L’uomo aveva cercato di difendere la compagna e per questo aveva scatenato la furia dei due malviventi. Allora io rifletto: ma come mai quasi tutti i più efferati delitti, i più crudeli e raccapriccianti sono compiuti da slavi? Non è che forse sono un po’ violenti? Non è che forse sono gente che non ha nessuna morale e che usa la violenza come unico mezzo di comunicazione? Non è che forse bisognerebbe fare qualcosa a livello internazionale? Allora mi chiedo ancora, ma come possiamo esser sicuri nelle nostre case se in giro scorrazzano tipi del genere? Io non sono abbastanza democratica per porgere l’altra guancia. Tendo a porgere semmai l’altra gamba, magari con il piede in uno scarpone chiodato. Ma come vengono monitorati questi tipi? Come quell’altro gentiluomo, sempre slavo guarda un po’, che aveva comprato una minorenne; così come noi compriamo la pappa dei cani. E che aveva messo su una bella casettina in una baraccopoli urbana da tutti conosciuta. Non sarebbe il caso di mandare qualcuno a fare le pulizie? Non sarebbe il caso di capire come questa gente si aggrega, seguire i loro spostamenti, fare una specie di anagrafe canina? Non mi parlate di democrazia! E non mi parlate di popoli nomadi, di tradizioni da rispettare.

Io credo che in uno Stato che si voglia definire civile, gente come questa debba esser emarginata. Alzi la mano chi si porterebbe a casa una di quelle zingare che popolano i nostri semafori chiedendo l’elemosina. Oppure quei contorsionisti che zoppicano con il cappello in mano. Mi ha toccato il cuore il commento del padre di quel povero ragazzo che ha detto: la notizia dell’arresto non ci rende soddisfatti perché il dolore ha il sopravvento su tutto, però almeno non faranno altro male. Ecco, facciamo le nostre considerazioni e domandiamoci, dove sono finiti i doveri, forse soffocati da troppi diritti. Sarebbe il caso di ristabilire l’equilibrio. O no?”

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