Può bastare una fotina ‘twittata’ da Pier Ferdinando Casini a farci dire che è tutto a posto, che la crisi è alle spalle, che lo spread è un verso animalesco che si grida a Piazza Affari, che l’Italia ha dinanzi a sé un futuro roseo anche in prospettiva internazionale? No, non basta. Questo perché il ritrovato clima di dialogo tra le forze politiche e il Governo Monti nel tortuoso cammino delle riforme (Lavoro e Giustizia su tutte) fa a cazzotti con la sequela di scandali che da Milano a Bari attraversano il Bel Paese. Manovre di corruzione, più che di correzione. Per la serie: uno si fa ‘un mazzo così’ nell’affermare principi cardine come il rigore, il senso dello Stato, ci mette su una bella spolverata di etica e poi… patatrac. Tesorieri che arraffano, tangenti, scandali edilizi, favori, raccomandazioni, tutto all’insegna del “ci risiamo”.

In questi casi si rischia come sempre la demagogia; ma allora che si fa, allarghiamo le braccia e diciamo pazienza? Neanche per sogno. Oggi non va solo riscritta daccapo la politica e cancellati dalla faccia della terra rappresentanti spuntati fuori da leggi-porcata che continuano a scaldare poltrone e a mangiare peggio dei porci. Bisogna insegnare al politico di domani che al centro del suo mandato c’è il cittadino e che tutto quello che di buono o sbagliato fa, finisce per ricadere sulle spalle di chi rappresenta.

Chi sbaglia non deve ‘solo’ andare a casa, troppo comodo. Deve pagare il suo conto con la giustizia, restituire il maltolto, deve restare lontano anni luce da ruoli istituzionali. Vecchie regolette, puntualmente infrante, che vanno applicate; altrimenti vorrà dire che questi ultimi anni di politica da malaffare non hanno insegnato nulla.

Per adesso ci sono solo dei simboli, mancano gli uomini e le idee, che pure servirebbero come il pane se è vero che il Governo tecnico è considerato una parentesi. Come intendono presentarsi l’anno prossimo agli elettori i partiti? Stai a vedere che le parentesi siedono già in Parlamento: uomini-parentesi, politici che non sanno parlare alla gente. Il rapporto eletto-elettori va rifondato in toto, perché chi semina vento raccoglie tempesta. Nel caso specifico il cittadino già adesso si ritrova risucchiato nel cono di una tromba d’aria che non cessa di esercitare la sua forza distruttrice. Imbambolato nel turbine, si dà all’antipolitica.

Non è che i politici siano gelosi di Monti? Glielo hanno spiegato che per guadagnarsi le copertine di certi giornali ci vuole la stoffa?  Hai voglia a fare accordi, a parlare di grandi alleanze, di conoscere da che parte vorrà stare Monti, se alla base non c’è la capacità di arrivare al cuore dei cittadini con un messaggio che rispecchi il linguaggio post-moderno. Se il Porcellum diventa un ‘maialino’, siamo da capo a dodici. Se il bipolarismo diventa la scusa per ripetere vecchie logiche di Palazzo, dov’è il cambio di passo? Le parole sono importanti, ma senza la coerenza e la verità diventano un alito pestilenziale.

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