Il ‘passatismo’ non fa per lui. Abituato a guardare avanti, il presidente della Camera e leader di Futuro e Libertà, alla convention di FLI che si è tenuta a Pietrasanta ha aperto delle porte sbattendone altre. Qualcuno ha tirato in ballo vecchi rimescolamenti di carte con metamorfosi più o meno simili: da MSI ad Alleanza Nazionale, passando per il DL, fino alla nuova creatura che nella prima fase aveva sofferto di copiose emorragie causate da un nutrito gruppo di voltagabbana.

Sgomberato il campo dagli equivoci, Gianfranco Fini è pronto alla nuova sfida che vedrà il suo apice il prossimo autunno, senza contare il delicato passaggio delle amministrative. Sciolti i dubbi che hanno accompagnato i giorni antecedenti al congresso in Versilia, Fini ha rasserenato gli animi di coloro che temevano un ritorno di fiamma per il Cavaliere. Poche parole: “Da parte nostra non c’è nessuna intenzione di intrecciare di nuovo le strade con il PDL, né con Berlusconi né con Alfano”. Dunque FLI non scenderà a patti con chi ”ha venduto la cultura nazionale sull’altare dell’alleanza con la Lega”.

Abbandonati da tempo vecchi steccati ideologici, Fini ha ribadito il vuoto di significato che oggi hanno concetti come centrodestra e centrosinistra, “moderati?”, “non vuol dire nulla”. L’ex numero uno di Alleanza Nazionale abbraccia idealmente il Governo Monti, dispensando qualche consiglio tipo “l’evitare pericolosi tatticismi con i partiti”.

Fini va oltre il Terzo Polo, tende una mano a quanti vorranno salire sulla sua carrozza, “alle associazioni, al mondo del volontariato, alle professioni”. Nessuna pregiudiziale per la componente cattolica e guarda con interesse alla cultura liberale.

La strategia sembra quella di voler restituire una ‘casa’ ai delusi di PDL e PD, ma anche di attuare con forza un’opera di convincimento fra il popolo degli astensionisti. I numeri e le percentuali lasciano il tempo che trovano, ha detto Fini pensando alla ‘fase 2’, all’inevitabile Costituente di autunno. Un passaggio importante in questo senso si ha quando il presidente della Camera, parlando dei futuristi, invita a non limitarsi al “piccolo cabotaggio”, ma “immaginare la Terza Repubblica” con un motore snello e veloce in cui gli ingranaggi di FLI saranno decisivi.

A chi gli fa notare i recenti sgarbi di Casini sulle reali difficoltà di fusione nel Terzo Polo, Fini evita il trabocchetto e introduce una “nuova aggregazione politica a vocazione maggioritaria”. Da studiare ancora il nome, ma alla convention circolavano idee come ‘Polo della Nazione’ o ‘Patto Repubblicano’. Un allineamento al centro, si direbbe. Smentisce prontamente Italo Bocchino: “Non centristi, ma centrali”.

A proposito di futuro e nuovi linguaggi, non male l’idea del duetto Perina-Granata, che su sottofondo musicale dei Velvet Underground si sono alternati nella lettura di un testo (Sarà bellissima) volto a tratteggiare l’Italia che verrà. Durante il reading non sono mancati gli strali a La Russa e Gasparri (“… perché saranno di taglio basso a pagina 12”).

Punti caldi dell’intervento di Fini sono l’Europa, la lotta alle mafie, i giovani e le donne, ingredienti genuini per giungere a un sano “patriottismo repubblicano”. Occhiolino finale anche a Montezemolo e alla sua Italia Futura, e qui le strade con FLI potrebbero davvero incrociarsi in una piazza più moderna, raffinata, gioiosa.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI

1 COMMENTO

  1. Credo che FLI dovrebbe essere un interlocutore privilegiato dal PLI per la costruzione di nuove aggregazioni

Comments are closed.