“Non ci arrivo. Non capisco alcune dichiarazioni di esponenti del PD e della sinistra tutta. Intanto mi fa sorridere un titolo: il PD si spacca sull’articolo 18; ma quando mai sono stati uniti mi chiedo.

‘Siamo pronti a un Vietnam parlamentare e a scendere in piazza con i lavoratori e i disoccupati’ dichiara il leader dell’Idv, il caro vecchio Tonino. Ma non doveva stare attento alle coronarie?

Cesare Damiano sostiene che ‘il punto caldo dell’articolo 18 che non va bene perché è profondamente sbagliato aumentare la possibilità di licenziamento per motivi economici’. Ecco allora saputoni, spiegatemi. Ma se la coesione sociale è un carburante fondamentale per portare l’Italia fuori dalla crisi, come mai non si riesce a trovare un’intesa? Ma forse qualcuno è troppo attaccato alle vecchie e solide radici del partito dei lavoratori? Ma lo sanno che ormai tutti devono fare un passo indietro? Si è dato troppo, si è concesso troppo. Ora cara Susanna, fumati sto calumet amaro.

Io personalmente sono per le riconversioni. Diciamo che il 50 per cento dei lavoratori statali potrebbe esser messo in mobilità: servono giardinieri, raccoglitori di pomodori, spazzini, becchini e via dicendo. Ripopoliamo i cimiteri potrebbe essere uno slogan! Un lavoro tranquillo, fino al tramonto, poco pubblicizzato. Invece di stare seduti a una scrivania a osservare l’innalzamento delle carte, si potrebbe stare all’aria aperta! Farei un indagine sui lavoratori delle poste; perché su dieci sportelli di solito sono aperti solo due? Cosa fanno gli altri? Devo ammettere che mi piace il piglio di Elsa Fornero; ha l’aria serena di una donna abituata ad affrontare i problemi con la convinzione che una soluzione c’è sempre.

Certo che lo scenario politico è cambiatissimo in poco tempo! Dopo il tripudio di autoreggenti e dichiarazioni al limite della decenza, forse abbiamo ristabilito un equilibrio. Una volta si diceva ‘prima il dovere e poi il piacere’, poi è diventato prima il piacere e i fatti nostri e poi se c’è tempo qualche dovere. Ora sembra quasi l’alba di un nuovo giorno. Certo più grigio, almeno pieno di voglia di fare.

E comunque ogni tanto a me Silvio manca! Quella pletora di arroganti che sgommava per la città ha lasciato un grande vuoto. Specie nel settore dell’intrattenimento. Pare che alcune ragazze poco timorate di Dio abbiamo chiesto la cassa integrazione! Che dire hanno messo al tappeto o meglio allo scendiletto un’economia che già si trovava bene in ginocchio. Chissà se la Susanna ha pensato anche a quelle lavoratrici!

Concludo pensando con affetto a Tonino Guerra che è morto a 92 anni. Era un grande intellettuale. Chissà Gianni come l’ha presa.”

© Rivoluzione Liberale

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