Più di trenta sceneggiature per il cinema italiano a partire dal 1953, anno in cui dalla Romagna decise di trasferirsi a Roma. Tra gli altri lavorò con registi ’mostri sacri’ quali Michelangelo Antonioni, Luchino Visconti, Francesco Rosi, Theo Angelopoulos, i fratelli Taviani, Federico Fellini, Marco Bellocchio, Vittorio De Sica, Jose María Sánchez, Elio Petri, Giuseppe De Santis. Due anni fa aveva ricevuto il David di Donatello di fronte al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, qualche mese dopo aver compiuto 90 anni e per sempre ci ha lasciato ieri, mercoledì 21 marzo, esalando – a 92 anni a causa di una malattia – l’ultimo respiro nella natia Santarcangelo di Romagna. “Incontrare al Quirinale Tonino Guerra è stata per me una bella emozione, uno straordinario scrittore e un gigante della sceneggiatura del cinema italiano. Il Premio Donatello che gli è stato conferito è un omaggio alla sua splendida opera artistica perché senza la sua creatività non avremmo avuto capolavori come Amarcord e I girasoli”, aveva affermato il Capo dello Stato. Tra altre onorificenze, è bene ricordare quella di ‘Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana’.

Poeta, scrittore e sceneggiatore, collaborò – come detto – ad una trentina di film, vedendosi assegnare – oltre a quello citato (alla carriera) – altri tre David: 1981 per Tre fratelli di Francesco Rosi; 1984 per E la nave va di Federico Fellini; 1985 per Kaos dei fratelli Taviani. Dalla collaborazione con il regista ferrarese Antonioni, gli giunse anche la nomination al premio Oscar nel 1967, per il film Blow-Up. Ricevette nel novembre 2004 il riconoscimento quale ‘Miglior sceneggiatore europeo’, assegnato a Strasburgo dall’Unione sceneggiatori europei. Poi il Premio ‘De Sica’ e l”Oscar Europeo del Cinema’, assegnato dall’European Film Academy, nel dicembre del 2002. E’ stato più volte premiato per gli spot pubblicitari ideati in questi ultimi anni, imitatissimo il suo motto sull’ottimismo.

Tonino Guerra fu attivo anche nelle arti figurative. Dal 1989 visse e lavorò a Pennabilli, centro del Montefeltro, dove gli fu conferita la cittadinanza onoraria in riconoscenza dell’amore dimostrato nei confronti di questo territorio. Lì creò numerose installazioni artistiche. Si tratta di mostre permanenti che prendono il nome de I Luoghi dell’anima tra cui: L’Orto dei frutti dimenticati, Il Rifugio delle Madonne abbandonate, La Strada delle meridiane, Il Santuario dei pensieri, L’Angelo coi baffi, Il Giardino pietrificato. Una sua installazione, L’albero della memoria, è presente anche a Forlì, presso i Giardini Orselli e un’altra è esposta nella frazione Ca’ Gallo del comune di Montecalvo in Foglia (Pesaro-Urbino). Nel 1952 aveva esordito come prosatore con un breve romanzo, La storia di Fortunato. Durante la seconda guerra mondiale, nel 1943, fu deportato in Germania e internato in un campo di concentramento a Troisdorf. Lui raccontava così quell’esperienza: “Mi ritrovai con alcuni romagnoli che ogni sera mi chiedevano di recitare qualcosa nel nostro dialetto. Allora scrissi per loro tutta una serie di poesie” in quel vernacolo.

Guerra passò dal sarcasmo crudo di Matrimonio all’italiana di Vittorio De Sica al surrealismo di una partita a tennis da mimare in Blow up di Antonioni. Al grande pubblico era noto soprattutto per aver lanciato messaggi di ottimismo dal piccolo schermo con una nota pubblicità e solo grazie alla sua poesia e a quello che ci resta dei racconti di Fellini è stato possibile ricostruire la grande storia di Amarcord. Lui stesso, non molto tempo fa, aveva confessato: “Amarcord è una parola formata da tre parole dialettali. Significa: Io mi ricordo. Siamo stati due giorni io e Federico (Fellini, ndr) per capire che titolo poteva avere il film”. Un sodalizio artistico tra i due romagnoli che assieme hanno scritto – oltre ad Amarcord e al già citato E la nave va – anche Ginger e Fred. Altro capolavoro siglato da Guerra, per la regia di Vittorio De Sica, I girasoli che dipinge l’affresco di una storia tragica e intensa, la vicenda che dal grande schermo ha commosso molte generazioni con l’interpretazione della coppia d’oro del cinema, Mastroianni-Loren.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI