Ancora Mario Monti protagonista questa settimana. I media internazionali dibattono ampiamente in questi giorni su come il nostro Governo stia portando avanti la difficile trattativa della riforma del lavoro e su come i due ‘protagonisti’, il Ministro Elsa Fornero e il Primo Ministro, stiano agendo con determinazione. Figaro, Reuters, Bloomberg, Irish Times e persino Angola Press si sono occupati, con dovizia di particolari, di questa appassionante ‘partita’ . Ma gli articoli che hanno maggiormente destato il nostro interesse sono quelli scritti da uno degli editorialisti di Les Echos, Jean-Marc Vittori, e dalla ricercatrice dell’IRIS (Institut des Relations Internationales  et Strategiques) per Le Nouvel Observateur.

Il primo, intitolato Et Monti monta à Matignon, è un’ironica analisi sulle prospettive della Francia, analisi proiettata in un futuro prossimo, quando il 20 marzo 2013, giudicato “giorno più folle della V Repubblica, un italiano si insedia a Matignon (residenza del Primo Ministro francese N.d.R.). L’Italiano in questione è ovviamente il nostro Premier, Mario Monti (…) “Il seguito è la cronaca di questi ultimi giorni. Il discorso di Roma, dove Mario Monti aveva dichiarato finita la sua missione. Il suo arrivo a Parigi al Salone dell’Agricoltura, dove tutti avevano potuto ammirare il suo francese perfetto. L’esitazione del presidente a dimissionare… (…)”. Una vera chicca. Il secondo pezzo è più ‘tecnico’ ed è l’analisi degli ultimi mesi di Governo Monti e dei vantaggi che hanno portato una scelta di questo genere. Ne La France doit-elle s’inspirer du modèle d’action politique italien? si parla del “coraggio” che ha avuto l’Italia ad accettare questo Governo a dir poco audace, unico nel suo genere, sicuramente discutibile per la mancanza di reale legittimità popolare, ma che finora ha dimostrato di poter vincere la sua scommessa: riformare l’Italia, per farle ritrovare un posto di primo piano in Europa. Qui si “loda” la forza di Monti di rimettere in causa tutto ciò che esiste (istituzioni comprese) e proporre “soluzioni” alle quali molti non oserebbero neanche pensare. Questi due pezzi, così lusinghieri nei ‘nostri’ confronti, per giunta scritti da due francesi, non dovrebbero lasciare dubbi se andare avanti o meno, su questa strada. A volte tornare sulle proprie decisioni non vuol dire perdere in credibilità. Anzi.

Ma l’Italia ha i suoi mali, che hanno radici profonde e che regolarmente rispuntano fuori. E si torna a parlare di camorra, migranti, terrorismo. Come ha scritto Michele Ainis sul Corriere della Sera del 20 marzo “la corruzione è fin troppo efficiente, la giustizia è sempre più impotente”. Per ora sembra un’affermazione tremendamente vera. Noi auspichiamo che la riforma promessa riesca a riportare il Paese ad apprezzare l’essenzialità, il senso della misura e della legalità, unica via per far sì che non ci siano più due ‘Italie’, quella degli esibizionisti tracotanti e quella della gente ‘normale’, che merita di più di soli sacrifici.

Non possiamo non citare il ‘caso India’ che questa settimana ha visto aggiungersi al dramma vissuto dai due marò, quello di due turisti rapiti per motivi ‘politici’ dai maoisti indiani. Le trattative continuano incessanti, anche se su due piani completamente diversi. Noi non possiamo che augurarci che tutti tornino presto a casa. L’India è un Paese di grande cultura e tradizioni antiche, la nostra diplomazia pure. Si arriverà a un punto d’incontro. Il mondo intero saluta il grande poeta e sceneggiatore Tonino Guerra.

J.M Vittori, Et Monti monta à Matignon, Les Echos, 20 marzo 2012. “Qul 20 marzo 2013 fu la giornata più folle della V Repubblica. Un Italiano à Matignon! Lo scatenarsi dei mercati finanziari contro le obbligazioni francesi, il diktat della Merkel, la mazzata di José Manuel Barroso echeggiano naturalmente ancora nelle nostre teste. Ma per capire cosa sia successo ieri, dobbiamo in realtà tornare indietro di un anno, anche se gli eventi di quell’epoca ci appaiono ormai lontani (…) In dicembre i tassi d’interesse superarono quelli italiani. In gennaio, al Presidente della Repubblica fu ostentatamente tenuto il broncio durante un Consiglio europeo dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel e Mario Monti. L’Unione Europea aveva un nuovo asse Roma-Berlino che sembrava un po’ bizzarro, ma l’italiano era riuscito a convincere la tedesca dell’utilità della crescita (…) C’erano poi le reminiscenze storiche, con quel secolo dei Lumi dove la Francia aveva ministri stranieri come lo scozzese John Law e lo svizzero Necker, o in quell’anno 1958 quando il Parlamento francese democraticamente eletto ma in pieno sbandamento budgetario affidò il potere a Charles de Gaulle. La Grecia e l’Italia seguirono lo stesso copione nel 2011. La Francia lo rivive nel 2013. Buona fortuna, Signor Monti”.

M. Pinard, La France doit-elle s’inspirer du modèle d’action politique italien?, Le Nouvel Observateur, 19 marzo 2012. “Siamo in piena campagna presidenziale. I candidati si agitano, vanno e vengono in base ad un’attualità più o meno triste, litigano, cercano la polemica spicciola che gli lascerà una tregua di qualche giorno. Tregua per che cosa? Per mitigare l’assenza d’idee nuove, di misure innovative tuttavia indispensabili a rilanciare una macchina economica senza più fiato (…) Mentre in Francia si sta compiendo una campagna elettorale kafkiana, dall’altra parte delle Alpi la situazione è radicalmente diversa. Anche se in una situazione economica peggiore di quella della Francia, con un debito abissale, una disoccupazione giovanile inquietante e un’industria non sufficientemente potente per rivaleggiare con i giganti europei e mondiali, rimane la speranza che l’Italia esca a testa alta da questa crisi senza fine (…) Mi sembra che malgrado tutto Monti abbia delineato una rottura con  la storia politica dell’Italia che, ricordiamo, è una giovane Repubblica che ha conosciuto una instabilità politica degna della IV Repubblica in Francia (…) Possiamo esprimere la speranza di vedere la classe politica francese prendere esempio da un Governo che pensa prima di tutto al Paese, privilegiando l’azione a costo di diventare impopolare (…)”.

R. Heuzé, Droit de licencier: Monti se heurte aux syndacats, Le Figaro, 19 marzo 2012.”L’Italia è a un passo da un accordo storico che riformerebbe il diritto del lavoro, ma i negoziati inciampano in dirittura d’arrivo sulla modifica dell’articolo 18 riguardante il diritto al licenziamento (…)”.

Angola Press, Semaine décisive pour la réforme du marché du travail, 19 marzo 2012. “In Italia si apre una settimana decisiva per la riforma del mercato del lavoro, una delle grandi priorità del Governo Monti, che deve ancora convincere le parti sociali su diversi punti prima di arrivare a un accordo. Monti ha convocato i sindacati per martedì alle 16 a Palazzo Chigi, sede del Governo a Roma, in vista di chiudere i negoziati prima della fine settimana (…)”.

S. Scherer, Monti’s moment of truth, facing Italy’s unions, Swiss Info, 19 marzo 2012. “Martedì Mario Monti prenderà parte a un tavolo di negoziati con i capi delle parti sociali, cosciente del fatto che ciò potrà contribuire a rafforzare, o spezzare definitivamente, il suo breve mandato come Primo Ministro e i suoi sforzi a portare l’economia fuori dal pantano (…)”.

A. Davis, Fornero to Present Italy Labor Revamp Even Without Unions, Bloomberg, 19 marzo 2012. “Il Ministro del Lavoro Elsa Fornero ha detto che presenterà il suo piano di riforma del diritto del lavoro anche se i negoziati con i sindacati e le parti sociali fallissero (…) Il Presidente (della Repubblica N.d.R.) Giorgio Napolitano, ex membro dell’ormai defunto Partito Comunista italiano, si è rivolto alle parti sociali pregandole di arrivare a un accordo per la salvezza ‘delle future generazioni’ (…)”.

Voix de la Russie,  Opération anti-mafia de grande envergure, 19 marzo 2012. “La Guardia di Finanza italiana ha emesso sessanta ordini di arresto, dei quali sedici contro giudici tributari, sospettati di essere coinvolti in attività criminali. I responsabili della commissione tributaria sono sospettati di essere legati alla camorra, una delle tre più importanti organizzazioni criminali che operano nella zona di Napoli (…)”.

B. Youssef, Nouvelle vague de réfugiés sur les cotes de Lampedusa, Tunisie Numerique, 19 marzo 2012. “La piccola isola italiana ha visto approdare sulle sue coste piccole imbarcazioni di fortuna provenienti dalla Libia. Con l’arrivo di condizioni atmosferiche più clementi sul Canale di Sicilia, l’immigrazione clandestina riprende verso Lampedusa (…) L’alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati prevede una recrudescenza degli arrivi nelle prossime settimane. La sua portavoce per l’Italia, Laura Boldrini, afferma che un migliaio di Siriani è già arrivato in Libia e non aspetta che il momento giusto per salpare verso l’Italia (…)”.

G. Fredj, Terrorisme-Italie: menace sur la grande synagogue de Milan, Israel Infos, 16 marzo 2012. “La polizia antiterrorismo ha arrestato un uomo di una ventina d’anni di origini marocchine. E’ sospettato di aver preparato attentati contro diversi siti ebraici, tra i quali la Grande Sinagoga di Milano. Una donna, che sarebbe stata in contatto con il sospettato per questi preparativi, è stata contemporaneamente arrestata a Londra (…)”.

DNA India, Abduction of Italians: Negotiator doubts govt’s sincerity, 20 marzo 2012. Il giorno dopo la nomina di tre negoziatori da parte dei Maoisti che dovrebbero discutere con il governo di Odisha sul caso degli ostaggi italiani, uno di loro si è detto poco convinto a partecipare al processo di mercoledì, adducendo dubbi sulla sincerità dell’amministrazione locale nell’andare loro incontro sulle tredici richieste fatte dal gruppo estremista (…) Il Ministro degli Esteri Giulio Terzi ha parlato con il suo omologo indiano che gli ha assicurato che il Governo di Odisha  avrebbe agito responsabilmente per arrivare al rilascio degli italiani rapiti (…) Il gruppo che ha rapito i due turisti chiede l’immediata cessazione delle azioni anti-Naxal e il rilascio di alcuni loro attivisti”.

AFP per Libération, Tonino Guerra, scénariste de Fellini et d’Antonioni, s’est éteint, 21 marzo 2012. “Il poeta e sceneggiatore italiano, Tonino Guerra, che ha lavorato con i più grandi registi italiani come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e i fratelli Taviani, è morto mercoledì nella sua casa vicino a Rimini. Aveva 92 anni (…)”.

© Rivoluzione Liberale

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