La settimana è iniziata benissimo per gli azionisti di Apple, azienda informatica fondata da Steve Jobs e resa grande dal suo genio visionario. Lo scorso lunedì 19 marzo, infatti, la società di Cupertino ha annunciato un dividendo (non accadeva dal dicembre 1995) trimestrale di 2,65 dollari per azione, il cui pagamento è previsto a partire dal quarto trimestre dell’anno fiscale 2012 (luglio), che corrisponde a un dividend yield (rapporto che indica il guadagno degli azionisti) del 2% circa.

L’amministratore delegato, Tim Cook, e il direttore finanziario, Peter Oppenheimer, hanno inoltre spiegato cosa faranno della liquidità presente nelle casse aziendali: novantasette miliardi e seicento milioni di dollari. Dieci miliardi saranno utilizzati, nell’anno fiscale 2013, per ricomprare titoli (buyback), mentre quarantacinque miliardi verranno investiti in ricerca e innovazione. Azionisti e Prodotto, queste le linee strategiche di intervento definite dal vertice aziendale. Continuità rispetto alla tensione verso l’innovazione fortemente voluta da Steve Jobs, ma anche gratificazione degli stockholder.

Non servono troppe parole per descrivere le straordinarie performance della Mela, bastano i numeri. L’enorme ammontare di disponibilità liquide di Apple, per esempio, vale più della capitalizzazione di tutte le banche italiane quotate a Piazza Affari (Unicredit e Intesa arrivano a poco più della metà se sommate) e più di Eni ed Enel messe insieme. La società ha visto crescere il valore del titolo del 4.600% circa dal giorno della quotazione (dieci anni fa) e il successo dei suoi prodotti è ovviamente il driver fondamentale di questa crescita esponenziale. Gli ordini di iPhone, iPad e di tutti gli altri prodotti hanno portato ricavi per sedici miliardi di dollari nell’ultimo trimestre 2011 e quest’anno si stimano vendite complessive per 75 miliardi.

Apple ha venduto tre milioni di iPad nel primo weekend in cui il nuovo modello del tablet è entrato in commercio e il valore del titolo quotato al Nasdaq è volato oltre i 600 dollari per azione, consolidando così il primato mondiale dell’azienda in termini di valore di borsa con una market capitalization di oltre 550 miliardi di dollari. Le azioni quest’anno hanno già guadagnato il 45% e il loro prezzo potrebbe crescere ancora.

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