Prigioni e paradisi, di Colette (2012; Del Vecchio Editore; pp. 224; € 13,00) – “(…) scritti inediti di Colette (1873-1954) (…) brani sul suo culto per il vino e le sue ‘recriminazioni’ contro la cucina francese, o lo sbeffeggiamento delle noiose ‘merendine’ per i bambini”. Lo scrive Books Blog. “Ma ci sono anche i viaggi in Provenza o il rapporto con gli animali, ad esempio, con le prove di libertà a cui sottopone un bel bulldog femmina o uno scoiattolo. ‘La mia gatta mi da del tu e io del voi. Non sappiamo viverci’, scrive, prima di raccontare come una lucertola si abituò ad essere una degna compagna dei suoi pranzi solitari (…) Non si tratta di memorie né di stralci diaristici però: piuttosto, di semilavorati basati su materie prime in apparenza ordinarie, nel tentativo, spesso, di squarciare gli orizzonti che circondano i sensi. In primis nella lucida osservazione della natura, ambito nel quale l’occhio che guarda si frantuma in miriadi di particolari impossibili da incanalare in righe d’inchiostro, fosse anche solo il movimento elegante di una coppia di pavoni, che ‘… mi coinvolgono come un sogno a colori, come una meteora che rilascia una scia immaginaria nella notte, come il mare fosforescente; come tutto ciò che folgora, si spegne e sfida ogni descrizione’”.

La regina di Pomerania e altre storie di Vigàta, di Andrea Camilleri (2012; Sellerio Editore Palermo; pp. 320; € 14,00) – La recensione è del sito Paperback: “Otto storie inedite inventate ma, dice l’autore, ‘altrettanto possibili’ che riescono a stupire… Otto personaggi di fantasia basati sulla vastissima memoria dell’autore e sul suo acuto spirito di osservazione affrontano vicende di ogni tipo: balli in maschera, presepi viventi, contrabbando di volpini, commerci di salgemmi, testamenti con azzardati codicilli e matrimoni che non si possono fare, sfide tra gourmet del gelato. Un’umanità variegata descritta con l’ironia che contraddistingue da sempre lo stile di Camilleri; figure divertenti, bizzarre e profonde beffate e beffarde che non si dimenticano facilmente. Così Camilleri ci racconta di una nuova Giulietta che sancisce l’imbecillità di un nuovo Romeo, di un diplomatico che in realtà è un’impassibile truffatore, di un Console onorario di un Regno provvisorio che esporta cani in saldo, di una Cenerentola la cui purezza non si sgualcisce mai, di due gelatai contendenti per amore e dispetto, di un marchese crudele e perennemente eccitato, di un asino delle meraviglie di nome Mussolini e di tanti altri strani e insoliti personaggi! Otto storie intelligenti, sagaci, divertenti; otto casi umani che abitano la provincia di Vigàta bloccata e sempre uguale dal 1893 al 1950”.

Neanche con un morso all’orecchio, di Flavio Insinna (2012; Mondadori; pp. 212; € 16,00) – “(…) è la prima autobiografia di Insinna – si legge nell’articolo pubblicato dalla rivista on-line Tuttoggi – e racconta il rapporto dell’autore con la famiglia, specialmente col padre che, cagionevole di salute, si è spento l’anno scorso. Il padre, primario d’ospedale, siciliano integro e autorevole, lascia il figlio faccia a faccia con le sue responsabilità. Lui, l”eterno Peter Pan’, ha raccontato la vita nella sua famiglia, che non ha mai abbandonato, in un libro commissionatogli dalla Mondadori quando suo padre era ancora vivo. ‘La genesi di questo libro è un po’ della serie partenze intelligenti, nel senso che era previsto venisse pubblicato a Natale e parlasse dei miei show e che avesse sulla copertina il mio faccione sorridente – ha spiegato Insinna con umorismo – poi però le cose sono andate così, ed è molto diverso da quello che voleva essere in principio'”.

L’America non esiste, di Antonio Monda (2012; Mondadori; pp. 272; € 18,00) – “New York, 1951. E’ allora, spiega lo scrittore e critico cinematografico Antonio Monda, che la città americana prende il sopravvento su Parigi come capitale culturale”. Ne scrive il quotidiano Il Giornale. “Ed è in questo momento euforico del grande risveglio dopo la Guerra che lui sceglie di ambientare l’ultimo libro (…) Maria e Nicola arrivano dal Meridione italiano: rimasti orfani vengono affidati ad uno zio che ha fatto fortuna Oltreoceano e lanciano la sfida per la conquista del Nuovo Mondo. Si trovano (…)  là dove tutto sta accadendo. Mentre a Hollywood vengono realizzati capolavori del cinema come La Regina d’Africa di John Huston, Viale del tramonto di Billy Wilder, Il terzo uomo di Carol Reed, si affermano artisti come Pollock, Rothko e tanti altri, si sta costruendo il museo Guggenheim, emergono scrittori come J.D. Salinger, Henry Miller ed Ernest Hemingway. Insomma, New York e l’America sono all’avanguardia in tutto, da Hitchcock a Rochy Marciano, ma sui grattacieli si allungano anche le ombre del maccartismo. Tutti sono sul ring che cambierà il Novecento e i due protagonisti prenderanno strade opposte: quella dell’integrazione appassionata e quella della fiera resistenza all’omologazione a stelle e strisce”.

Pessime scuse per un massacro. Un romanzo de «Les italiens», di Enrico Pandiani (2012; Rizzoli; pp. 378; € 16,00) – “Un massacro compiuto a sangue freddo lascia davanti alla proprietà del senatore Vigoureaux i corpi straziati del senatore stesso e della maggiore delle sue figlie”. Lo scrive il sito Lindro. “E’ un caso per il commissario Jean-Pierre Mordenti e la sua squadra, Les italiens. Comincia così una caccia all’uomo sulla scia di sangue dei delitti, efferati, che seguono il primo. Tutti hanno in comune due dettagli: la statuina dell’elefante Babar, che viene ritrovato su ogni scena del delitto, e la sezione di una fotografia che ritrae l’avvenenza di un paio di occhi femminili. Perché questi oggetti sono così strettamente legati fra loro? E perché l’assassino li lascia come firma? Chi era Babar? In paese si conoscono leggende terribili sul partigiano conosciuto con questo nome di battaglia, un solitario, dalla inaudita ferocia che lo teneva a distanza dai suoi stessi compagni della Resistenza L’indagine svela un passato non proprio specchiato del senatore della Repubblica, che, in molti non vogliono sia reso pubblico”.

La stracciata pazzia, di Stefano Bernazzani (2011; Mobydick; pp. 272; € 18,00) – Recensione del sito Libri consigliati: “Finalmente un libro che parla della ‘fabbrica’ moderna con cognizione di causa, raccontandola dal di dentro senza farsi prendere la mano dall’ideologia (…) Questo è un racconto corale e i personaggi si alternano nel dipanare la trama di una storia che è quella di tutti, non è una storia eccezionale, non è una storia di eroi. O forse sono proprio questi gli eroi, eroi contemporanei come il Luigi delle Bicocche cantato da Caparezza. Quegli uomini e quelle donne che combattono la loro battaglia quotidiana contro un sistema che li vuole ingranaggi da stritolare, riuscendo a preservare i valori in cui credono e, in definitiva, a restare umani. I protagonisti sono tre uomini ma accanto a loro ci sono tre personaggi femminili. La fabbrica, innanzitutto, che è il perno intorno a cui ruota la vita di tutti. Intensa la similitudine con il Titanic (il libro è ricco di similitudini) alla notizia che bisogna prepararsi ad ‘accettare degli esuberi’, come male necessario (…)”.

Incanto, di Pietro Grossi (2011; Mondadori; pp. 302; € 19,00) – Pietro Grossi, come talismano una terra letteraria quale la Toscana, schietta come i cipressi di Bolgheri, porge il suo Incanto, il suo viaggio à rebours nell’età favolosa che è l’adolescenza, infine riacciuffandola (o scoprendo di non averla mai smarrita) una volta toccata la maturità o la sua sembianza”. Ne scrive l’inserto del quotidiano La Stampa, Tuttolibri. “Un libro che “(…) ripropone una voce felicemente insensibile alle sirene sperimentaliste, alle scorciatoie minimaliste, agli anni zero, ai vascelli bruciati dietro le spalle (già Pampaloni li aveva in gran dispetto), alle scuderie generazionali, che non di rado sono un paravento intorno al foglio balbuziente (…)”.

22/11/63, di Stephen King (2011; Sperling & Kupfer; pp. 767; € 23,90) – Recensione della rivista on-line, Inchiostro. “Sembra non avere fine la prolificità di Stephen King che, puntualmente come ogni anno, torna a invadere le librerie di tutto il mondo con il suo nuovo romanzo (…) edito come tutti i suoi precedenti lavori da Sperling & Kupfer. A prima vista, la trama sembra non presentare niente di particolarmente innovativo: Al Templeton, malato terminale di cancro, rivela all’amico e insegnante di liceo Jake Epping di avere scoperto un passaggio temporale che conduce al 1958”.

© Rivoluzione Liberale

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