Servizio a cura di Stefano Marzetti e Stefano Cece

Seconda giornata ieri dei lavori del XXVIII Congresso Nazionale del Partito Liberale Italiano (il VI dalla ricostituzione), che fin dalla mattinata ha registrato un susseguirsi di interventi da parte dei tantissimi delegati e non, provenienti da tutta Italia.

“In Italia i valori sono completamente perduti, non c’è più niente – ha dichiarato Marco Marucco (segretario regionale Emilia Romagna) – E’ un’Italia che è stata data in mano alle banche. Qualcuno ha parlato bene del Governo Monti, ma secondo me è fallimentare”. “Siamo qui per stabilire – ha detto Giuseppe Carrieri, segretario regionale del PLI Puglia – se questi ultimi due anni di conduzione del partito sono stati positivi o meno. Io vorrei ricordare che ci sono molte persone che ci hanno accompagnato in un percorso ma che poi hanno deciso di abbandonare il PLI. Dovremmo tutti interrogarci sul perché ciò sia avvenuto”.

“Oltre il quaranta percento dei cittadini – ha detto la consigliera nazionale del PLI, Antonietta Brancati – è totalmente deluso dallo spettacolo osceno che dà di sé la politica, al punto che hanno deciso di non andare più a votare, abdicando al loro sacrosanto diritto e dovere di scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento”. “Ho la sensazione – ha detto Salvatore Buccheri, vicesegretario del PLI Sicilia – che il partito non abbia raccolto il messaggio della gente che oggi è nauseata da tutto quello che ha visto negli ultimi anni”.

“Non c’è una società liberale se non esiste un’organizzazione politica dei liberali – ha affermato l’ex senatore del PLI, Attilio Bastianini – ed è per questo che io sono convinto che la forma-partito (e devo dire purtroppo) non è più praticabile e quindi ci si debba allargare ad altro, aggregare altro”. “E’ evidente che se mi si chiede se va bene Monti, io dico no – ha detto Angelo Caniglia – se va bene il Cavaliere, ancora dico no, perché quando qualche giorno fa ho visto due persone cercare da mangiare nei cassonetti della spazzatura, mi sono detto che probabilmente la povertà è arrivata al punto che, come si diceva anche due o tre anni fa, non si riesce ad arrivare alla fine del mese”. “In questo congresso io ho avvertito un vecchio virus – ha detto Massimo Teodori, tra gli invitati – che è quello di vedere nel proprio vicino un nemico. E’ un virus che purtroppo ha radici lontane e che ci ha perseguitato e debilitato per tanti anni”.

“Da donna – ha detto nel corso del suo applaudito intervento Renata Jannuzzi, Presidente di Roma e Provincia del PLI – non ho sentito parlare, in questi due giorni, né di welfare né dei problemi delle donne. Questi due argomenti io li ho ascoltati soltanto nel discorso di ieri (venerdì, ndr) del nostro Segretario Stefano de Luca. Noi liberali che cosa possiamo fare in questa direzione, qual è il nostro contributo? Se vogliamo fare politica dobbiamo pensare a ciò di cui hanno bisogno i nostri concittadini e dare loro delle risposte. Vorrei ricordare che nel pacchetto-welfare del Governo ci sono anche le disabilità. Insomma, non possiamo più lasciare alla sinistra la prerogativa di occuparsi di temi sociali. La donna – ha continuato Jannuzzi – è un valore sociale nell’economia del Paese (privo di infrastrutture e servizi) poiché la donna supplisce a queste mancanze: argomento dibattuto assieme ad altre forze politiche di centro con le quali abbiamo in mente di condividere un percorso comune. Noi donne Liberali, dobbiamo far sentire la nostra voce!”.  “Quello liberale è l’unico simbolo di partito che non porta scritto il nome del suo segretario – ha fatto notare fra le altre cose Claudio Gentile (responsabile Enti locali del PLI) per sottolineare la conduzione democratica di Stefano de Luca – ed è per questo che la mia fiducia continua ad essere indirizzata nei suoi confronti. Quindi lo voterò, cascasse il mondo!”, ha concluso.

E’ intervenuto anche Alfredo Biondi, riconoscendo a de Luca il merito di aver tenuto alto il simbolo del PLI in questi anni con passione e convinzione. Augurandosi una soluzione unitaria che sia in grado di riaggregare le tante forze liberali sparse nei vari schieramenti politici.

Molto atteso, naturalmente, l’intervento del senatore del PLI Enrico Musso, candidato alla segreteria del partito in alternativa al segretario Stefano de Luca. “La vera questione è quella dell’organizzazione, della riorganizzazione del partito – ha detto Musso – perché dobbiamo pensare che forse abbiamo delle idee che sono in fondo un po’ cattive o sbagliate e che comunque, magari, pur non essendo cattive o sbagliate è giusto che siano condivise, tanto più che se siamo fermi allo 0,3 percento, vuol dire che qualcosa di sbagliato è stato fatto. Una delle soluzioni quindi sarebbe quella di tornare subito allo Statuto – ha proseguito Musso – a un partito aperto in cui esistano delle procedure normative. Non, ad esempio, delle investiture dall’alto, ma procedure serie per cui non si possano cooptare delle persone in Consiglio nazionale soltanto perché parlamentari, come è successo nel mio caso. Perché io credo che ci siano persone di grande valore che non sono parlamentari, ma che da un congresso all’altro potrebbero essere cooptate in Consiglio nazionale”.

Quasi in chiusura di giornata c’è stato l’appassionato intervento del Presidente del Consiglio Nazionale del PLI Vincenzo Palumbo che ha tenuto subito a riconoscere al Segretario de Luca proprio il merito di aver rifondato il PLI, un “grande partito”, ha detto Palumbo quasi commosso. Ciò su cui ha più insistito Palumbo, comunque, è stato il “grave danno al Paese causato dall’attuale legge elettorale”, per eliminare la quale il Partito Liberale “ha dimostrato di sapersi mobilitare e ottenere risultati straordinari, come le migliaia di firme raccolte in favore del referendum contro la legge Porcellum”.

Tra le delegazioni ospiti al Congresso, Edoardo De Blasio (Segretario nazionale MLA) e Massimiliano Tancioni (Presidente del circolo FLI-Roma) il quale, nel portare il saluto da parte del partito di Gianfranco Fini, ha affermato che se oggi “abbiamo il Governo del professor Monti vuol dire che i partiti hanno mancato in qualcosa, non vuol certo dire che abbiano fallito, ma che effettivamente devono ritrovare una loro collocazione”.

© Rivoluzione Liberale

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