“Leggo della povera casalinga che si è fatta fotografare insieme a Diliberto con addosso la maglietta: ‘La Fornero al cimitero’. È disperata, dice. Voleva solo essere spiritosa. Le dispiace per Diliberto che passava di lì ed è stato fotografato con lei. Beh che dire, io e tante altre persone non abbiamo l’abitudine di far fare magliette quando siamo in disaccordo con la politica. Intanto non ci sarebbe abbastanza cotone, poi diciamo che gli slogan sono morti insieme alla cigielle, anche se ancora loro non lo hanno capito. E insomma la casalinga disperata, disperata sul serio, si è rovinata la vita. Credo le stia bene: a parte il cattivissimo gusto, non aveva cose più importanti da fare? Tipo fare il sugo, stendere i panni, scegliere l’ammorbidente più morbido?

Mi vengono in mente anche quei due rapiti dai Maosti indiani. A una lettura superficiale avevo letto masochisti indiani. E mi sembrava logico, ho anche immaginato che il capo fosse un fachiro di 35 kg di peso abituato a dormire sul letto di chiodi. Poi ho letto meglio e mi son confusa il neurone. Maosti? Ma quelli di Mao il cinese che nuotava sul Fiume Giallo? Ma questa gente cosa mangia? Cosa beve? cosa fuma? Poi ho pensato che magari dalle loro parti le cose erano le stesse da tanti anni, il progresso non era arrivato insieme alle armi, alle granate. Certo che essere rapiti dai Maosti è quasi come trovare una sorpresina bella nell’ovetto kinder. Quasi un terno al lotto. Pensa quei due, quante ne avranno da raccontare. Invece del solito filmino della settimana bianca in Val di Fassa, magari una bella decapitazione in diretta! Devo dire che l’opinione pubblica è in crisi d’astinenza da mostruosità, non ci sono più naufragi che tengano, il Colosseo è pieno e la gente vuole vedere le bestie dilaniare gli umani. E comunque io li lascerei lì senza troppa enfasi. Non sono cooperanti, non sono andati da quelle parti per aiutare qualcuno, ma solo per vanità; hanno pensato che gli avvertimenti della Farnesina fossero roba da poppanti, da vacanzieri di gruppo. Loro no, solo estremizzazioni. E allora se adesso sono incatenati a un muro, con una ciotola d’acqua davanti, allora non li disturbiamo e concentriamoci su cose davvero importanti.

Per esempio, perché non ci concentriamo sul prezzo assurdo della benzina e non esigiamo dal Governo un piano per fermare questo aumento folle? Perché nessuno ci dice con poche parole perché deve costare così tanto? Perché nessuno non s’impegna davvero a trovare una valida alternativa? Credo che noi cittadini semplici dovremmo fare lo sciopero della benzina, non i benzinai. Smettere di usare la macchina tutti per una settimana. Tralasciando scuola lavoro commercio. Tutti a casa o al lavoro solo a piedi. Qui se ci limitiamo solo a lamentarci non succederà niente. E non c’è bisogno di fare magliette come la casalinga; quelle sono cose antiche. Se proprio volete, meglio un bel tatuaggio su una natica con la scritta: essere umano ucciso dalle accise. Simpatico, vè? Coraggio e cominciamo a camminare!”

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