Noi siamo la rivoluzione. Storie di uomini e donne che sfidano il loro tempo, di Federico Fubini (2012; Mondadori; pp. 189; € 17,50) – Dalla recensione del giornale on-line Catanzaro Informa: “(…) Fubini (…) ha avuto modo di conoscere il tessuto sociale della città e (…) ora lo racconta in questa duplice opera (l’e-book è già tra i più scaricati in Italia ed è scaricabile da iTunes o Amazon gratuitamente). Un’opera in cui si racconta di come lo scollamento tra Università e città abbia portato alla proliferazione dei call center, veri e propri ‘centro di raccolta’ di neolaureati a caccia di un impiego nella loro città. L’ultimo capitolo del volume, dunque, intitolato Catanzaro come Bangalore, è un’amara fotografia, del tutto realistica e attuale, delle possibilità di lavoro che i giovani laureati catanzaresi, ma non solo loro, si trovano davanti. A opporsi a questo sistema, racconta Fubini, c’è Salvatore Scalzo, indicato dall’autore – si legge – come protagonista di una rivoluzione culturale, politica ed economica in Italia, a capo di un movimento che ha fatto appassionare di nuovo i giovani alla politica e che vuole governare secondo i criteri di buonsenso e capacità, sfruttando le competenze professionali della città, seguendo la linea della sostenibilità. Scalzo, prosegue Fubini nel suo libro e nell’e-book, con la sua candidatura a Sindaco ‘ha intenzione di rimettere in movimento un contesto immobile e incancrenito’”.

Tre volte all’alba, di Alessandro Baricco (2012; Feltrinelli; pp. 94; € 10,00) – “In Mr Gwyn, uscito solo quattro mesi fa, Baricco faceva cenno a una storia scritta da un angloindiano e che si intitolava Tre volte all’alba. E ora (…) ci stupisce e torna in libreria con un libro che porta proprio questo titolo: Tre volte all’alba”. E’ l’articolo del sito Solo Libri. “Sono tre racconti e in ogni racconto ci sono solo due personaggi, due sconosciuti che s’incontrano per caso in età diverse e in tempi diversi e si donano parte della loro storia, in modo spontaneo ma incomprensibile a se stessi. Si lasciano andare alle loro stesse parole e la loro storia si fa corpo insieme all’altro che ascolta, mentre il racconto è baciato dalla luce dell’alba, che è una luce speciale perché ‘è quella giusta per tornare a casa ed è l’unica che ci fa sentire davvero puliti’ . Sono personaggi che hanno sempre dovuto ricominciare da capo, o almeno ci hanno provato (…) I tre racconti sono storie a sé, ma in un certo punto, labile e quasi impercettibile, s’incrociano e per poco – per pochissimo – diventano una sola grande storia. Sono racconti lievi, scritti in maniera eccellente, con musica lenta e bellissima. Bello, Tre volte all’alba è un libro delicato e intenso”.

Limbo, di Melania G. Mazzucco (2012; Einaudi; pp. 476; € 20,00) – “L’ultimo libro di Melania Mazzucco (…) richiama dei suoi precedenti soprattutto due, Vita (2003) e Un giorno perfetto (2005), e li completa. Ne parla il quotidiano la Repubblica. “E’ la storia – per dirla molto sinteticamente – di una giovane donna italiana dei nostri tempi, Manuela Paris, proveniente da una cittadina tirrenica laziale di nome Ladispoli (so bene di che si tratta: ci andavo da bambino e da adolescente a farci i bagni e mi ci bruciavo i piedi sulla spiaggia nera ferrosa), in origine – lo pensa lei stessa – uno ‘zero assoluto, un microbo, un moscerino, una ragazzetta di provincia nata in una famiglia sbagliata che non poteva offrirle nessun futuro’, la quale tuttavia, spinta da una pulsione profonda, entra nell’esercito, diventa un alpino e si rivela un buon soldato (…) Il giudizio storico-politico corre dietro la facciata compatta del libro, possiamo indovinarlo, ma non fa parte di questa storia e Mazzucco non ne enuncia che la versione militaresca, il credo, elementare ed inevitabile, di ogni guerra combattuta: i comandi da rispettare comunque, il dovere, il sacrificio, il rimpianto, i ricordi (tuttavia, con qualche simpatia, direi, per chi quella guerra, al di là di ogni retorica, effettivamente la combatte). Per tenere insieme questa straripante materia, Mazzucco organizza la narrazione lungo due binari paralleli: capitoli Live (la vita vissuta a casa dopo il ritorno, principalmente nei giorni intorno a un Natale e a un Capodanno imprecisati, ma molto molto vicini a noi, e poi nei mesi successivi); e capitoli Homework (i compiti a casa, che Manuela dovrebbe stendere su consiglio dello psicologo per liberarsi dalle sue ossessioni e dai suoi terribili ricordi, e che invece si risolvono nella ricostruzione fitta e minuziosa di quanto, lasciato alle spalle, le ricade incessantemente addosso con una pesantezza irrimediabile)”.

Cosa farò da grande? Il futuro come lo vedono i nostri figli, di Gustavo Pietropolli Charmet (2012; Laterza; pp. 148; € 50,00) – “(…) il primo capitolo s’intitola programmaticamente: Sottrarsi alla tirannia del passato. In tanti anni di psicoterapia, propria e altrui, Pietropolli Charmet ha maturato la convinzione che siamo prigionieri del nostro passato, rivolti a ricostruire traumi, paure, angosce, ansie che traggono la loro origine da ciò che sta alle nostre spalle, incapaci di metterci in relazione col futuro, di affrontarlo, colonizzarlo, deciderlo”. Ne scrive il sito Materialismo Storico. “(…) ‘Il mondo degli adulti’, scrive Pietropolli Charmet ‘ha abdicato in modo consapevole a reclutare gli ideali dei giovani, la loro capacità di sperare, il loro intrinseco bisogno di cambiamento, per organizzare la svolta culturale, etica, politica, relazionale e simbolica’. I giovani hanno il futuro dalla loro parte, mentre gli anziani hanno solo un lungo passato alle spalle. E’ in corso un vero e proprio scippo del tempo, l’effetto di un’attiva invidia degli anziani, che culmina nella requisizione del tempo di vita dei ragazzi, per farlo diventare tempo della scuola, come accade nei licei, o del dopo scuola, come nelle attività sportive e nei corsi di addestramento, dalla musica alla dizione, fino alle vacanze-studio in Inghilterra: ‘Tutte creazioni adulte finalizzate a ridurre il tempo libero dei ragazzi'”.

Una ragazza da sposare, di Madeleine Wickham (2012; Mondadori; pp. 284; € 19,00) – “(…) Chi di voi non ha letto almeno un libro di Sophie Kinsella, l’autrice che ha utilizzato questo nome d’arte per scrivere la serie di romanzi I love shopping? “(…) Questo “è l’ultimo libro, in ordine di tempo, scritto dall’autrice che questa volta si firma col suo vero nome, ossia Madeleine Wickham (…) Racconta la storia di Milly, una diciottenne che durante una vacanza studio a Cambridge, accetta di sposare un amico gay perché in questo modo lui potrà rimanere in Inghilterra e coronare il suo sogno d’amore con un altro ragazzo”.

Operazione massacro, di Rodolfo Walsh (2011; La Nuova Frontiera; pp. 253; € 12,00) – Dall’articolo della rivista on-line Progetto Babele, “la personalità di Rodolfo Walsh (Lamarque, 09/01/1927 – Buenos Aires, 25/03/1977) spicca in ambito letterario come un caso paradigmatico di tensione tra impegno politico e intellettuale, tra militanza e scrittura (…) Walsh viene casualmente a conoscenza della fucilazione di ventisette civili presumibilmente implicati nella rivolta militare del generale Valle contro il governo della Revolución Libertadora (1955-1958)”. Ne nasce questo libro “un capolavoro di denuncia civile che partendo dal racconto dei fatti realmente accaduti porta alla luce la verità. Con quest’opera Walsh inaugura il genere della Novela de no ficción, qualificandosi come il precursore del new journalism canonizzato da Truman Capote otto anni più tardi con il romanzo-reportage In cold blood (…)”.

Casa, di Marilynne Robinson (2011; Einaudi; pp. 330; € 20,00) – “(…) ambientato nella grande dimora di un pastore protestante che si avvicina alla morte in un angolo della provincia americana”. Ne parla il quotidiano Il Corriere della Sera “(…) Stia in guardia il lettore che si aspetta conforto da questa rilettura della parabola del figliol prodigo. Questo è un libro sulla doppiezza, la codardia morale e l’ipocrisia religiosa. E’ anche un libro sulla fede, sulla grazia e sulla compassione. Ma è di una profondità feroce, ed è capace di sorprendere e tormentare quasi come la Bibbia”.

I peccati dei Borgia, di Sarah Bower (2011; Sperling & Kupfer; pp. 531; € 17,90) – Recensione del sito Sul Romanzo. “La famiglia papalina e aristocratica dei Borgia, che tra Quattro e Cinquecento dominò Roma e influenzò la storia degli altri Stati italiani, e che fu, nelle persone del capofamiglia Rodrigo, salito al soglio pontificio come Alessandro VI, e dei figli da lui avuti dalla sua amante, Vannozza Cesare Lucrezia, accusata di ogni crimine, suscita periodicamente l’interesse di romanzieri e cineasti, per il suo contrasto tra sfarzo e corruzione, per il ruolo cruciale che ebbe in quel momento storico, come metafora di vizi che rimangono in molti potenti ancora oggi, senza che si accompagnino alle loro virtù di mecenati (…) Tra ricostruzione storica e vicende di passione e d’amore” questo è un libro “di interesse per gli appassionati di romanzo storico, che invoglia a fare letture magari più storiche ed approfondite, e in cui emerge l’amore dell’autrice, docente universitaria e appassionata di Storia dell’Italia rinascimentale, per un’epoca che affascina in maniera costante soprattutto, è curioso dirlo, gli anglosassoni, spesso attratti dai vizi e dalle vicende mediterranee, più ancora che gli autori nostrani, Maria Bellonci a parte”.

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