“Sono passati 17 anni dall’omicidio di Maurizio Gucci. Fu un delitto terribile e come tutta la nera d’elite, fascinoso e misterioso. Una cosa alla Bebawi, per chi è diversamente giovane come me. Quando un fatto così efferato viene commesso in un ambiente di vip, è tutta un’altra cosa. In primis non servono i sottotitoli per capire i numerosi testimoni intervistati dalla tv: non ci sono primi piani di villette con i giardini abbelliti da statue di padre Pio e fontane simil marmo. I congiuntivi vengono rispettati e anche l’aspetto fisico dei personaggi del contorno esula dal tipo canotta e ape (che non è un insetto). Mi direte che sono classista? Sì lo sono.

Insomma come rimanere insensibile a un personaggio come l’assassina, la Patrizia Gucci, che ha rifiutato la semilibertà perché, questa la spiegazione, lei non ha mai lavorato in vita sua, non comincerà certo ora! Un abisso con la banda di Zio Michè. O no? E poi l’omicidio! La gelosia il movente. Che dire, non credo piaccia a nessuna donna essere lasciate per un’altra donna più giovane.

Ormai è quasi una prassi: gli uomini invecchiano e il loro testosterone va in cerca di estrogeni freschi. Un po’ l’offerta è aumentata, un po’ i rapporti umani sono diventati come Mac Donald; molto fast e di poca qualità; forse anche il senso del dovere si è appannato di fronte a una quarta di reggiseno ben portata. Diciamo che i fattori sono tanti. Ma per estremizzare come fece la Gucci, deve esserci stato un odio da far sembrare uno scolaretto Anthony Queen nel film Revenge. Un sentimento che non ha dato tregua alla povera donna ormai in via di sfioritura, che nemmeno più vagonate di gioielli e macchine di lusso riuscivano a consolare. Nemmeno barche di 30 metri e feste nei posti più esclusivi del mondo. E allora, la decisione.

Devo dire che l’unica cosa che non mi è piaciuta molto della faccenda, è la banda di cretini a cui lei ha affidato l’incarico. Ma insomma, perché non le ha sparato lei direttamente? Pensa che soddisfazione. Immagino la scena. Lui, faccia triste ma non troppo la chiama e le dice: cara, ti lascio. Amo una donna che ha vent’anni meno di te. Scusami, è successo. Ecco, lei doveva prendere la pistola e sparargli di persona! Che è questa cosa di prendere un killer? Mah! La passione è anche questo: la possibilità di essere declinata anche al peggio fino alla tragedia. Perché o mio o di nessun’altra ha fatto piangere tanta gente.

Ma che cos’è questa idea del possesso che ci prende come una malattia? Come un tripudio di baci perugina andati a male non si accetta la fine di un rapporto. E invece a volte è la cosa migliore. Prima che la passione scemi e tutto diventi abitudine, senza arrivare alla cronaca nera, cosa c’è di più bello di ritornare single? Beh forse, vedova è più elegante in effetti. Ma, se la natura non aiuta e non si ha l’animo del serial killer, anche single non è male per niente!”

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