Parigi – A poco più di venti giorni dalla prima tornata elettorale, e con l’affaire Merah che incombe sulle spalle dei candidati alle elezioni presidenziali, Marine Le Pen, leader del Front National continua la sua campagna estremista e radicale in difesa dei valori e del popolo francese. Con polemiche e scomode esternazioni, nelle quali è specializzata, per riscuotere voti sull’onda dell’orgoglio nazionale, senza margini di razionalità. Ce ne ha parlato su Libération di giovedì Laure Bretton nel suo Le Pen veut des «mesures drastiques contre l’islam radical».

“La leader del Front National e candidata alle Presidenziali di aprile, Marine Le Pen, ha reclamato venerdì in un comunicato la dissoluzione dell’Union des organisations de France (UOIF) e l’annullamento del Congresso previsto dal 6 al 9 aprile al Salon du Bourget. «Marine Le Pen richiede la cancellazione dell’incontro al Salon du Bourget. Marine Le Pen invoca la dissoluzione dell’UOIF», precisa il comunicato, qualificando di «vana agitazione elettorale», le misure prese recentemente dalle autorità nell’ambito dell’incontro con i predicatori attesi al congresso del Salon du Bourget”.

“«I responsabili del nostro Paese considerano a ragion veduta l’UOIF vicina agli islamici, se non addirittura ai terroristi», ha analizzato Marine Le Pen. La Francia ha deciso giovedì scorso di impedire l’ingresso nel proprio territorio al palestinese Akrima Sabri, ai sauditi Ayed Bin Abdallah Al Quarni e Abdallah Basfar e all’egiziano Safwat Al Hijazi, i quali dovevano intervenire dal 6 al 9 aprile al Salon du Bourget. L’influente sceicco sunnita del Quatar Youssef Quaradoui era già stato etichettato come «indesiderabile» dal presidente Nicolas Sarkozy. L’imam egiziano Mahmoud Al-Masri ha rinunciato”.

Questi nuovi sviluppi della vicenda si sono prodotti dopo le stragi di Montauban e Tolosa, in merito alle quali la leader del Front National Marine Le Pen ha espresso il desiderio di voler attuare misure drastiche e finalmente efficaci contro il fondamentalismo islamico, promettendo di adoperarsi fin da subito per proteggere i francesi dalla minaccia islamica e dai fanatici che deteriorano i quartieri e opprimono le donne, pervertendo la religione.

Mai moderata e mai di mezze parole, e in più l’affaire Merah è giunto al momento giusto e potrebbe realmente giocare a suo vantaggio. Tuttavia, la speranza è che tra i francesi prevalga ancora una volta il senno sulla facile emozione e che Marine Le Pen resti, in questa campagna presidenziale, uno spettatore di terzo rango.

© Rivoluzione Liberale

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