A noi piace chiamarla task force (fa più film d’azione made in Usa). Il Ministero per i Beni e le Attività culturali (MiBAC), con maggior sobrietà degna di una mentalità tecnica, ha deciso di denominarla ‘Unità di crisi per le emergenze’, struttura operativa pronta a entrare in azione all’occorrenza e a ottimizzare gli interventi urgenti per la salvaguardia dell’incalcolabile patrimonio culturale del nostro Paese. Per fare degli esempi, un intervento urgente – nell’immediato – lo meritano di certo due regioni, in particolare Emilia Romagna (per il terremoto), ma anche Marche (forse più di altre) e a seguire Toscana, Liguria, Lombardia, Veneto, Lazio e Basilicata, in febbraio flagellate – seppure in diversa misura – da nevicate fuori della norma. Pochi giorni fa, infatti, in seguito a un sopralluogo istituzionale a Urbino da parte del sottosegretario Roberto Cecchi, è stato stabilito che il Mibac attingerà agli accantonamenti del fondo di riserva (è il fondo di accumulazione monetario che viene adoperato per prendere il posto del capitale monetario dello Stato o di una parte di esso), circa quattro milioni di euro, per i primi lavori urgenti indirizzati al ripristino dei monumenti danneggiati dai metri di coltre bianca che hanno seppellito quelle zone. Un primo stanziamento di un milione, per esempio, sarà destinato al convento di San Bernardino (sede dei frati minori francescani e delle suore del Sacro Cuore di Gesù, che si trova fuori dal centro storico di Sinalunga, in provincia di Siena). Gli interventi più urgenti riguardano il consolidamento di molti edifici e i rifacimenti delle coperture crollate per la neve. La spesa, dice il Ministero, dovrebbe restare entro i venti milioni.

Ma decine sono le opere architettoniche di pregio che hanno riportato danni, spesso lievi, altri più consistenti, soprattutto per quanto riguarda le strutture e le coperture degli edifici di culto. Servono quindi interventi di consolidamento strutturale e rifacimenti totali e parziali. “Poiché l’operatività nel corso della prima emergenza è garantita da Protezione civile e Vigili del fuoco – ha spiegato il Ministro Lorenzo Ornaghi nel corso di un recente question-time – il Ministero ha ritenuto indispensabile procedere alla creazione di una propria struttura operativa, una Unità di crisi, da attivare in situazioni di emergenza per il patrimonio culturale”. L’unità operativa, a rete, farà capo al Segretariato generale (Antonia Pasqua Recchia) e si articolerà a livello territoriale in nodi principali corrispondenti alle direzioni regionali per i Beni Culturali e paesaggistici. In parole più semplici, per il responsabile del dicastero, occorre “prevedere quel che accadrà e potrà accadere. Nella consapevolezza che l’operatività nel corso della prima emergenza è affidata ad altri soggetti pubblici”.

“L’Unità di crisi – ha spiegato ancora Ornaghi – farà capo al segretariato generale  del Ministero e si articolerà territorialmente in nodi principali corrispondenti alle direzioni regionali per i Beni culturali e paesaggistici”. Saranno avviate tutte le iniziative al fine di formalizzare i rapporti di vertice, oltre che con il già citato Dipartimento dei Vigili del fuoco, anche del Soccorso pubblico e della Difesa civile del ministero dell’Interno, nonché con il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio, anche allo scopo di verificare la possibilità di consentire la partecipazione del Ministero alle attività della Sala operativa attivata in situazioni di crisi. Infine, Mibac e Comando dei Carabinieri per la tutela del patrimonio, prepareranno “apposite modalità operative” attraverso le quali l’Arma potrà essere chiamata a svolgere un ruolo “attivo al fine di contribuire a garantire la sicurezza del patrimonio culturale in situazioni di grave rischio”.

© Rivoluzione Liberale

CONDIVIDI