Dalla Croisette. Tanti apprezzamenti, ma anche tanti fischi per il film più atteso della sessantaquattresima edizione, The tree of life di Terrence Malick. Forte dell’interpretazione di Sean Penn, protagonista anche del sorrentiniano This must be the place, e di un Brad Pitt in ottima forma, il nuovo film del regista maudit statunitense ruota attorno alla vita di Jack, cresciuto nel Texas degli anni ’50 da un padre duro e autoritario e da una madre, al contrario, dolce e protettiva. La trama però è solo il pretesto per un architettura filmica quasi onirica, visionaria, che attrae e coinvolge lo spettatore, cullato dalle immagini e dalle innumerevoli riflessioni filosofiche sul senso/mistero della vita. Cinema puro.

In concorso, in questa sesta giornata, anche l’attesissimo, solo dagli sciovinisti francesi, L’Apollonide – Souvenirs de la maison Close di Bertrand Benello, sonoramente fischiato alla proiezione riservata alla stampa. Come Sleeping Beauty di Julia Leigh, sembra proprio che sia stato selezionato per la Palme d’or, secondo la consueta moda cannesiana, solo per provocare e creare scandalo, al fine di guadagnarsi l’attenzione dei media e dei fan voyeurs, attratti dalla nudità delle dodici belles filles della casa di tolleranza. Eccessi ed oscenità terminati? Ma che… c’è ancora Lars von Trier con il suo Melancholia. E il nome è già tutto un programma.

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