Il prigioniero del cielo, di Carlos Ruiz Zafón (2012; Mondadori; pp. 349; € 21) – “Questo libro – scrive il sito Stato quotidiano – fa parte di un ciclo di romanzi che si intrecciano nell’universo letterario del Cimitero dei Libri Dimenticati. I romanzi che compongono questo ciclo sono legati attraverso personaggi e fili argomentativi che gettano tra loro ponti narrativi e tematici, sebbene ciascuno di essi offra una storia indipendente e chiusa in se stessa. Le varie puntate della serie (…) possono essere lette in qualunque ordine o separatamente, consentendo al lettore di esplorare il labirinto di storie accedendovi da diverse porti e differenti sentieri, i quali, una volta riannodati, lo condurranno nel cuore della narrazione (…) Al terzo episodio il ciclo del Cimitero dei Libri Dimenticati comincia a mostrare evidenti segni di cedimento. Questo romanzo ha tutto l’aspetto di una mera operazione commerciale: il tentativo di sfruttare il più a lungo possibile i benefici derivati da un’idea brillante e di successo. C’è il rischio di deludere troppo i lettori appassionati, di perdere appeal sul pubblico e di ridimensionare la qualità di un lavoro fino a questo momento piuttosto interessante”. Questo “è un romanzo piatto e monotono, parte con lentezza e non decolla mai. I riferimenti agli episodi precedenti sono numerosi ed è necessario ricordare bene quanto avvenuto negli altri romanzi per apprezzare al meglio lo sviluppo della nuova trama”.

La città perduta dei Templari, di C. M. Palov (2012; Newton Compton; pp. 438; € 9,90) – Recensione del sito Diario dei pensieri persi: “Dopo aver ritrovato il leggendario medaglione di Montségur in un’antica cappella siriana, il sergente Finn McGuire resta coinvolto in una serie di omicidi. Le vittime sono i suoi commilitoni e i mandanti appartengono a un gruppo di discendenti delle SS, conosciuti come i Sette, intenzionati a raggiungere a ogni costo l’obbiettivo: recuperare il prezioso reperto, indispensabile per realizzare il folle piano di resuscitare il Terzo Reich (…) Antichi misteri, azione frenetica e suspense mozzafiato: queste le promesse di un romanzo che combina I predatori dell’arca perduta e Il codice da Vinci, rendendo accessibile a chiunque anche il più arcano sapere biblico, la storia e la mitologia. Se vi sono piaciuti i libri di Dan Brown e Steve Berry, non potrete non apprezzare gli affascinanti personaggi di C.M. Palov!”.

Maigret e l’informatore, di George Simenon (2012; Adelphi, pp. 154, € 10) – Al funerale di Maurice Marcia – scrive il sito Qlibri – anziano proprietario di un noto ristorante di rue Fontaine (‘un funerale coi fiocchi!’ commentano i curiosi che vi assistono), partecipa, in grande spolvero, la ‘crème de la crème‘ della malavita parigina, dai boss ai giovani che si stanno facendo strada, dai magnaccia ai tenutari di case di appuntamento. In prima fila, sola e altera, la vedova: trent’anni, un corpo da mannequin, impenetrabili occhi azzurri. Una che non esita a giocare sporco, e che per Maigret sarà un osso duro. Il commissario non ci ha messo molto a intuire che la bella Line non è affatto estranea alla morte del marito, e grazie al misterioso informatore che continua a telefonare all’ispettore Louis (uno che conosce il quartiere come le sue tasche) apprenderà pure che, la notte in cui è stato trovato il cadavere di Marcia, lei era insieme al suo amante, il maggiore dei due fratelli Mori, sospettati di appartenere a una banda che svaligia le ville e i castelli nei dintorni di Parigi. Ma non sarà facile trovare il bandolo della matassa. Tanto più che alla fine, quando avrà riunito nel suo ufficio protagonisti, comprimari e comparse dell’intricata faccenda, Line e il suo amante continueranno ad accusarsi a vicenda. E non smetteranno neanche davanti ai giudici”.

Stil novo. La rivoluzione della bellezza tra Dante e Twitter, di Matteo Renzi (2012; Rizzoli, pp. 192, € 15) – Il libro del sindaco di Firenze “racconta la storia della città e in controluce l’Italia di oggi. Il mandato da sindaco e le occasioni sprecate (le ‘mezze cacce’) dalla città. Le timidezze della sinistra e il suo programma di governo. Perché una cosa è certa: ‘Il momento arriverà. Avremo una possibilità, una sola, e dovremo giocarcela bene. Che sia tra qualche mese – alle prossime elezioni – o più ragionevolmente tra qualche anno, in quelle immediatamente successive’ (…) Quando all’autore si chiede ‘auanto contano Twitter e più in generale i social network nella strategia comunicativa di un politico?’” la sua risposta è che ‘(…) c’è una grande fregatura perché si parte dal presupposto che la parola comunicazione sia una parolaccia e che nasconda l’incapacità di esprimere valori. Qualcuno, specialmente a sinistra, pensa che chi comunichi bene non abbia sostanza. Questo è un po’ il frutto del berlusconismo applicato alla sociologia della comunicazione. La comunicazione è riuscire a raccontare ciò in cui credi in un modo che sia appassionante per la gente. Per me la comunicazione del social network non è né un totem da onorare tutte le mattine, né un pericolo da ignorare’”.

Se potessi avere 1000 euro al mese. L’Italia sottopagata, di Eleonora Valtolina (2012; Laterza, pp. 167, € 12) – “Siete giovani, volenterosi, avete finito di studiare più o meno nei tempi giusti, ma nonostante master, stage, corsi di formazione non avete ancora un lavoro che vi permetta di mantenervi? – chiede il sito Linkiesta – Eleonora Voltolina ha raccolto le storie di una generazione che non arriva a mille euro al mese. E non ci sono solo i soliti noti del precariato (artisti, giornalisti, ricercatori… ), ormai anche categorie come medici, avvocati e architetti ingrossano l’esercito dell’Italia sottopagata”. C’è “un capitolo del libro (…) relativo alle false partite Iva, che servono solo a mascherare da lavoro autonomo dei rapporti in realtà subordinati e malpagati”.

E’ nata una star, di Nick Hornby (2012; Guanda, pp. 73, € 6,99) – Articolo di Recensione libro: “Questo romanzo racconta di quello che inizialmente appare un dramma, ma poi viene visto dal verso giusto. Mark è un ragazzo che sente di non avere nessun talento se non uno, che decide di mostrare facendo dei film porno. I genitori, ovviamente, non ne sono a conoscenza, fino a quando una vicina pettegola decide di fargli recapitare il dvd che vede protagonista il figlio. A vederlo per prima è la madre di Mark, che resta sconvolta e cerca di trovare il modo di dirlo al padre, un uomo che sembra meno aperto mentalmente, ma la cosa più complicata è doverne parlare con il figlio, cercare di capire cosa l’ha spinto a farlo, di stargli vicino e di comprenderne le ragioni. Questo film cambia la percezione di tutto nella famiglia e da quel momento i protagonisti del libro (…) si pongono in maniera diversa rispetto al resto, perché è evidente che essere attore di un film porno non è qualcosa che ti può uccidere. È nata una star? di Nick Hornby è un piccolo libro, che alcuni fan dello scrittore non hanno per nulla apprezzato, altri invece l’hanno amato per la visione che dà di un argomento considerato tabù. Il romanzo è veloce, diretto e cerca di mostrare che l’importante è sempre prendere le cose per il loro verso giusto, poi il resto non conta”.

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