Più di quattro mesi dopo l’arrivo al potere di Mario Monti, a seguito del fiasco del Governo Berlusconi, l’Italia a ritrovato credibilità nei Mercati e nel Mondo. L’Unione Europea, gli Stati Uniti, la China, il Wall Street Journal, il Financial Times (con riserva come si legge negli articoli del 2  e 4 Aprile scorso) plaudono le riforme del suo Governo e lo pongono come “salvatore” dell’Italia, se non dell’Europa intera. Ma i complimenti ricevuti all’estero mitigano appena le difficoltà  che aspettano Monti a casa: disoccupazione, recessione, debito, da una parte, forze politiche e sindacati dall’altra. Mentre Richard Heuzé su Le Figaro, Les partis politiques agacent Monti (I Partiti infastidiscono Monti), analizza come, dopo la prima fase di “innamoramento” delle tre forze politiche principali, queste cerchino ora, in vista delle prossime elezioni amministrative, di presentarsi singolarmente, come artefici di questo “nuovo rinascimento” italiano e il Financial Times commenta a sua volta: “la luna di miele politica di Monti sta sfiorendo”, su Les Echos si guarda ad  una grande coalizione come possibile soluzione per l’Italia. Si percepisce che siamo in pieno  work in progress: Come dice Monti, il ritorno alla crescita (e conseguente benessere) non è  un progetto realizzabile a corto termine. Siamo in recessione e lo sappiamo.

Molto apprezzata è stata la visita in Giordania del Presidente Napolitano, ricevuto con tutti gli onori e il rispetto che spettano ad un partner internazionale di grande caratura.

Tre notizie hanno attirato la nostra attenzione, notizie che purtroppo confermano la ancora troppo forte divisione che caratterizza il nostro Paese, divisione territoriale, economica e razziale. La prima è riportata dalla BBC che analizza il sempre più frequente “abbandono” della carica di Sindaco nei paesini e piccole città del Sud, a causa delle minacce della Mafia locale. La seconda è ripresa dall’Agenzia di stampa russa RT, che mette in luce la crescente insofferenza  dell’Alto Adige di fronte ai debiti del Sud: “South Tyrol wants to buy its freedom from Italy once and for all”. Il terzo pezzo è scritto da due giornalisti maghrebini, che  spiegano come il Marocco stia avanzando le sue “pedine” per controllare l’Islam in Italia.

Derek Perrotte su les Echos pubblica un’inchiesta di Ipsos-Endered che permette di fare il quadro di quattro Paesi dell’Europa attuale. Ne vien fuori un’Italia “depressa”. Ma se ognuno è artefice del proprio destino, è ora di prenderlo in mano questo destino. Dobbiamo abituarci a non pensare più allo Stato come ad un’ancora di salvataggio, ma fare in modo di essere noi stessi più coinvolti nella vita attiva del nostro Paese. Solo così potremo crescere veramente.

G. Dinmore,  Monti’s political honeymoon fades, Financial Times, 4 aprile 2012.”Anche se Mario Monti è appena ritornato da un incoraggiante viaggio che mirava di ricostruire la credibilità dell’Italia in Asia, il suo Governo di tecnici riconosce che la luna di miele è finita e le sue più difficili sfide politiche non stanno che per incominciare (…)”.

Reuters per 20minutes, Mario Monti: Encore plus d’austerité ne se justifie pas, 4 aprile 2012.”L’Italia non avrà bisogno di altre misure di austerità perché si è lasciata un margine di manovra sufficiente per arrivare al suo obbiettivo che è quello del pareggio di bilancio nel 2013 (…) Citando un rapporto confidenziale della Commissione europea, il Financial Times aveva scritto martedì che a causa della recessione gli obbiettivi di Roma potevano essere messi in discussione (…)”.

Les Echos, Monti: une grande coalition possible solution politique pour l’Italie, 4 aprile 2012.”Una grande coalizione è possibile per governare l’Italia in futuro visto che i Partiti stanno imparando a dialogare fra loro, ha suggerito Mario Monti mercoledì in un’intervista alla Stampa (…)”.

R. Heuzé, Les partis politiques agacent Monti, Le Figaro, 3 aprile 2012.”Ritorno dall’Asia delicate per Monti, all’alba di una settimana chiave. A Pechino, come a Tokyo, il Presidente del Consiglio ha raccolto i meritati frutti della sua politica di risanamento budgetario e di riconquista di stima che l’Italia non aveva più da molto tempo. I fondi sovrani cinesi hanno mostrato interesse per le sue riforme, che è di buon auspicio per il finanziamento del debito italiano (121% del PIL). La lontananza gli ha tuttavia giocato un brutto scherzo (…) Liberati dalla sua presenza, i Partiti politici hanno ripreso il loro battibecco. La cosa lo ha talmente esasperato da fargli dichiarare da Tokyo: “io ho il consenso popolare. Loro no”. Niente di più vero (…) Le elezioni amministrative del 6 e 7 Maggio complicano la scena politica e rendono gli stati maggiori nevosi. I tre principali Partiti (PD, PDL e UDC) planano su di un progetto di revisione costituzionale, cammino ambizioso, intrapreso mille volte, mai portato a termine”.

D. Perrotte, Les Allemands affichent une confiance insolente, les Italiens broient du noir, Les Echos, 3 aprile 2012.”Germania: tutti gli indovini vedono positivo. Una crisi? Quale crisi? Riflettendo l’immagine che da la sua economia, la fiducia mostrata dai salariati in Germania costringe l’ammirazione. Funzionari, quadri, impiegati: in tutte le categorie, sono i più motivati d’Europa, i più fiduciosi nel loro futuro (…) Italia: la grande depressione. Gli Italiani vedono nero. La parte dei salariati insoddisfatti per la loro situazione è cresciuta di 8 punti dall’inizio della crisi del 2008, per arrivare al 51%. E’ un livello record ed è anche il solo Paese dove questo dato è progredito in quattro anni (…) La demotivazione è cresciuta soprattutto tra i quadri, e il timore di un destino ‘alla spagnola’ è ormai pregnante, con un lavoratore su due preoccupato per il futuro (…)”.

Xinhua per China.org.cn, Italy sees record high jobless rate, 3 aprile 2012. ‘Il tasso di disoccupazione ha raggiunto in Italia il massimo livello dal 2001, secondo le statistiche pubblicate lunedì, provando che se le misure di auserità hanno placato i timori degli investitori, non hanno ancora avuto nessun impatto sui lavoratori italiani (…)”.

C. Vasarri, L. Totaro, Italy’s Jobless Rate Increased to Highest Since 2001, Bloomberg, 2 aprile 2012.”Il tasso di disoccupazione ha raggiunto in Febbraio il livello più alto degli ultimi dici anni, poiché le misure di austerità varate per combattere la crisi del debito hanno spinto la terza economia dell’eurozona verso la recessione  (…) Nell’eurozona la disoccupazione ha raggiunto in Febbraio il 10,8%, il livello più alto degli ultimi 14 anni (…)”.

G. Dinmore, P.Spiegel, Recession stirs doubts over Italy’s targets, Financial Times, 2 aprile 2012.”Gli ambiziosi obbiettivi di bilancio dell’Italia potrebbero essere compromessi dalla recessione e da tassi d’interesse troppo alti e il Governo potrebbe essere costretto a varare nuove misure di austerità per portare a termine il suo programma (…)”.

J. Mackenzie, Italian government alarmed at high consumer power prices, Reuters, 1 aprile 2012. “I membri del Governo Monti hanno mostrato  preoccupazione davanti all’aumento dei prezzi di gas ed elettricità che vanno a colpire i già pressati consumatori che annaspano tra le pesanti misure di austerità e gli aspri aumenti del costo della vita (…) Il Ministro dello Sviluppo Economico , Corrado Passera, ha annunciato un decreto che consiste nel tagliare il sostegno economico all’energia pulita perché sulle famiglie pesa il costo degli incentivi (…) Il Governo vuole intervenire per rivedere i meccanismi di incentivazione e far si che energia rinnovabile ed energia tradizionale vengano usate al meglio per evitare di doversi rivolgere all’estero (…)”.

B. C. Lidan, Italy PM seeks more Chinese investments, People’s Daily Online, 1 aprile 2012. “Le riforme economiche messe in atto in Italia stanno dando I loro frutti e il Paese si aspetta più investimenti dalla Cina (…) Il Primo Ministro italiano Mario Monti ha detto che bisogna dare più fiducia all’Italia per quello che ha fatto e che sta continuando a fare (…) Ha tuttavia precisato che ‘nessuno può dire se la crisi dell’eurozona sia finita’, e pensa che ‘sarebbe pericoloso per la linea di condotta italiana di entrare in una fase di autocompiacimento (…) Monti ha dichiarato che la Cina e l’Italia si sono accordate per incoraggiare la collaborazione in vari campi quali l’elettronica, il design e il trasferimento delle tecnologie (…)”.

Kuwait News Agency, Jordanian King discusses MidEast situation with Italian President, 3 aprile 2012. “Il Re di Giordania Abdullah II ha incontrato lunedì il Presidente italiano Giorgio Napolitano con il quale ha discusso sugli sforzi per perseguire la Pace in Medioriente e sullo sviluppo degli ultimi eventi nella regione, soprattutto sulla Siria. Secondo un comunicato rilasciato dalla Royal Jordan Diwan, il Re Abdullah ha tenuto a sottolineare che la Giordania spingeva per una soluzione politica alla crisi siriana affinché nel Paese si mantenesse la stabilità e l’unità e si venisse meno alle violenze e ai fatti di sangue (…)”.

Jordan News Agency, King, Italian president discuss bilateral ties, Mideast peace, 2 aprile 2012. “Il Re e il Presidente italiano hanno posto l’accento sulla loro volontà di rinsaldare i legami storici tra i loro due Paesi in numerosi campi. Hanno anche discusso sulla situazione mediorientale, sugli sforzi per arrivare alla Pace e sullo sviluppo degli eventi nella regione, soprattutto in Siria (…) Ha anche sottolineato il ruolo dell’Italia nel convincere Palestinesi ed Israeliani a ritornare al tavolo dei negoziati dove dovrebbero lavorare ad una soluzione che porti alla creazione dello Stato di Palestina con le frontiere del 1967 (…)”.

H. Belabd, M. Ezzouak, Le Maroc avance ses pions pour controller l’Islam en Italie, Yabiladi, 3 aprile 2012. “Oggi l’Islam in Europa fa paura. Più di 16 milioni di musulmani risiedono nell’UE, dei quali 1,5 milioni in Italia. In un Paese dove la religione cattolica è stata religione di Stato fino al 1984, è difficile accettare la presenza sempre più visibile di una nuova religione. Nonostante ciò le autorità italiane sono riuscite ad istaurare una relazione  pacifica con la comunità musulmana. Per questo motivo, per il marocchino Hamid Fikri, Presidente della Moschea Centrale di Genova, ‘la creazione di un centro culturale islamico, o di una Moschea, necessita semplici passi amministrativi’. Secondo lui non c’è ormai più che l’estrema destra, la Lega Nord, che rimane ostile alla moltiplicazione di luoghi di culto islamici. Ma un’organizzazione di musulmani d’Italia disutrba. L’Unione delle comunità e organizzazioni islamiche d’Italia (UCOII) disturba le alte sfere dello Stato (…) Secondo il Ministro Ronchi, non può esserci un dialogo privilegiato con chi, come l’UCOII nega l’esistenza dello Stato d’Israele (…) Così il Marocco avanza le sue pedine per controllare l’Islam in Italia sostenendo la creazione della Confederazione Islamica Italiana, meno politicizzata. Il Regno del Marocco prende così due piccioni con una fava: lottare contro l’ideologia islamista dei Fratelli Musulmani ed mostrare all’Italia il lato moderato dell’Islam Malékite (…)”.

BBC News Europe, Mayor of Italian towns resigns after mafia threats, 2 aprile 2012. “Le dimissioni del Sindaco di una piccolo città del Sud d’Italia ha posto l’attenzione sulla pressione alla quale sono sottoposti i consiglieri locali che provano a levarsi contro la mafia (…) Maria Carmlea Lanzetta ha lasciato il suo posto di Sindaco di Monasterace in Calabria dopo che la sua piccola impresa era stata data alle fiamme e la sua macchina colpita da colpi di arma da fuoco. Ha detto di essersi sentita sola e abbandonata di fronte alle minacce (…)”.

RTNews, Italian province offering €15 billion for financial sovereignity, 2 aprile 2012. “Il Sud Tirolo, fiorente Provincia autonoma italiana di lingua tedesca, sta cercando di comprare la sua indipendenza finanziaria da una Roma lacerata dalla crisi. In questo triste periodo di severi tagli e di austerità, la regione del Nord che conta una popolazione di mezzo milione di persone, sembra un paradiso in mezzo alla tempesta (…) ‘Loro’ e ‘nostri’ sono due parole che vengono molto utilizzate in Sud Tirolo. E il denaro è l’anima della disputa (…) Il Sud Tirolo vuole ‘comprare la libertà’ dall’Italia una volta per tutte. Ha anche detto a quanto: 15 miliardi di euro”.

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