“È doveroso rilevare che sono venuti emergendo casi diversi di notevole gravità nella gestione dei fondi attribuiti dalla legge ai partiti. I partiti devono procedere in fretta ad adeguate iniziative in sede parlamentare, volte a sancire per legge regole di democraticità e trasparenza nella vita dei partiti stessi, ai sensi dell’articolo 49 della Costituzione” che recita: ‘Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale’”. Non poteva tacere – e nessuno si aspettava che l’avrebbe fatto – sull’ennesimo scandalo legato alla disonestà interna a molti partiti del nostro Paese. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è infatti intervenuto con tempestività sulla bufera che in poche ore ha mandato all’aria un soggetto politico che ha caratterizzato oltre vent’anni della storia italiana. In poche parole, giusto per ricordarlo, l’ormai ex tesoriere leghista Francesco Belsito, si sarebbe appropriato di parte dei fondi della Lega per “sostenere i costi della famiglia Bossi”, a quanto si legge nel decreto di perquisizione in mano ai carabinieri e agli agenti della Guardia di finanza che hanno effettuato la perquisizione. L’ex tesoriere avrebbe foraggiato i figli di Bossi e Rosy Mauro con il denaro del partito, pagando viaggi, alberghi e cene. Un putiferio che ha anche portato alle dimissioni da segretario da parte del leader finora indiscusso – nonostante i gravi problemi di salute – Umberto Bossi.

Il Capo dello stato è intervenuto la scorsa settimana in più di una circostanza, fin dal momento in cui ha saputo dello scandalo concernente l’indagine per truffa aggravata ai danni dello Stato e appropriazione indebita. “Si tratta di casi diversi di notevole gravità – ha detto Napolitano – che impongono al Parlamento di impegnarsi per stabilire regole di democraticità e trasparenza. Ferma restando l’autonomia dei procedimenti giudiziari in corso e nel rispetto dei diritti sia degli indagati sia di tutti i soggetti interessati”.

Cambiando argomento, va ricordato che giovedì scorso il Presidente Napolitano aveva espresso la sua vicinanza alla popolazione aquilana in occasione del terzo anniversario del terremoto del 6 aprile 2009, tramite un telegramma indirizzato al sindaco Massimo Cialente e al presidente della Regione Gianni Chiodi. “In occasione del terzo anniversario del terremoto che ha colpito L’Aquila e il suo territorio, desidero rinnovare l’espressione dei miei sentimenti di vicinanza e solidarietà ai familiari delle vittime ed a quanti in quel tragico evento hanno subito danni personali e materiali. Rinnovo anche la mia più viva gratitudine ai tanti uomini e donne delle istituzioni, dell’associazionismo e del volontariato che con slancio straordinario e generoso impegno si sono prodigati per dare soccorso, aiuto e assistenza alle popolazioni colpite da una così grave devastazione – aveva aggiunto il Capo dello Stato – A tre anni dal terremoto, sento infine il dovere di lanciare un appello per una sempre più proficua collaborazione tra i diversi livelli istituzionali – il mondo produttivo – e le varie componenti della società civile, affinché ne venga un impulso decisivo al processo di ricostruzione. La comunità abruzzese – aveva concluso Napolitano – forte e tenace, alla quale va in questa triste ricorrenza il mio partecipe e affettuoso saluto, deve essere certa del sostegno della Nazione intera per la rinascita del suo territorio e il suo graduale ritorno alla normalità”.

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