“Mi rendo conto che avere un animo da avventuriero in una società come la nostra è proprio difficile. Qui ci sono ormai solo giungle d’asfalto, metropoli impazzite: chi cerca le sorgenti di qualche fiume può al massimo trovare una discarica abusiva. L’argomento è ricco: sento alla radio che hanno liberato anche il secondo ostaggio in India e penso con terrore che questo diversamente esplorante potrebbe anche aver voglia di scrivere un libro e raccontare la storia. Mi auguro di no, anche perché credo che la loro storia non abbia preoccupato nessuno, semmai infastidito.

Io sono nazional popolare, amo la vacanza dozzinale con sfumature di tranquillità e al massimo il brivido di un Suk orientale: e allora crociera! Al di là dei capitan Schettino, questo business non conosce flessioni. Infatti, le crociere nel Mediterraneo sono sempre strapiene. Vuoi forse che allegre famigliole con magari tre bambini di un età inferiore ai dodici anni , possono fruire di un (gratuito) servizio babysitting con animazione e quindi scaricare le belve e riprenderle alla fine del viaggio. Vuoi anche che la crociera offre cibo a  volontà e quindi la famigliola si sazia a più non posso. È facile imbattersi in un normotipo, magari professione meccanico di paese che per tutta la vita ha fatto colazione con un caffè a casa e un fernet al bar, dicevo lui , il nostro amico, all’improvviso davanti a buffet faraonici, scopre il bacon! E allora piatti pieni di robe strane, cornetti di ogni tipo, omelette, papaya e mango. Lui felice mangia tutto. Il suo fegato arranca.

La moglie del nostro amico invece, ha scoperto su una rivista tipo Belle e impossibili, la comodità del pantacollant, che a Belen sta benissimo, su di lei rende meno. Sarà la gamba cicciona e cellulitica? L’altezza al garrese di venti cm ? la scarpa Tonic Up (non è una bevanda) che appiattisce il tutto? O forse la maglia Ginnasta modello Sturbo?

Ma forse il fascino più fascinoso è la cena di gala e la foto con il comandante. Lì tripudio di paillettes, tempeste di diamanti (finti), strascichi degni di un matrimonio dei reali inglesi. Lui con il vestito delle nozze a cui manca un metro sul davanti, lei, una cosa a metà tra Maga Magò e Sofia Loren. Ma che bello, che libertà e quanto da raccontare. E che acconciature, fiumi da lacca e tacchi 12 : ma, salvi i femori, arriva il turno della foto con stretta di mano. Lei, regale e tronfia prende sottobraccio il capitano e già pensa dove collocare la foto, magari vicina a quella dei 25 anni di matrimonio.

Ecco, cosa più rassicurante della crociera non esiste. Niente giungle, niente guerriglieri, niente ostaggi e soprattutto niente omicidi: al massimo viene ucciso il buon gusto, ma quella è un’altra storia.“

© Rivoluzione Liberale

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