Qualche giorno fa il Cancelliere britannico George Osborne si è detto scioccato di fronte ai dati emessi dell’Equitalia inglese, HM Revenue and Customs (HMRC), i quali mostrano che alcune delle persone più ricche del paese non pagano praticamente una sterlina di tasse. Il cancelliere ha detto di aver visto dichiarazioni dei redditi presentate da multimilionari, i quali utilizzano sistemi di elusione per nascondere allo HMRC le loro entrate e di conseguenza pagare meno tasse.

Osborne ha detto che ora è necessario prendere provvedimenti adeguati per garantire che i redditi alti paghino quello che devono. Nella finanziaria del mese scorso ha limitato la quantità di persone che possono compensare le imposte investendo in aziende o donando somme di denaro in beneficienza, cercando di limitare così le detrazioni fiscali.

L’HMRC ha trovato centinaia di milioni di sterline di imposte non pagate attraverso diverse scappatoie, tra cui non mettere nei libri contabili le perdite da lavoro, compensare i costi dei mutui aziendali e prestiti su proprietà date in affitto e approfittare di sgravi fiscali legati alle donazioni in beneficenza.

“Sono rimasto scioccato nel vedere che alcune delle persone più ricche del paese hanno organizzato i loro affari fiscali in modo da non pagare praticamente alcuna imposta sul reddito. Tutto questo non è giusto. Sto parlando di persone con redditi di molti milioni di sterline l’anno. Il principio generale è che le persone dovrebbero pagare imposte sul loro reddito, il che comprende anche le persone con i redditi più alti”.

Le associazioni di beneficenza hanno avvertito che la limitazione degli sgravi fiscali sulle donazioni ridurrà le donazioni stesse. Su questo tema è intervenuto ancora il Cancelliere dicendo che il bilancio è particolarmente incentrato sul problema specifico della filantropia e che ha tutta l’intenzione di continuare ad incoraggiarla. Il bilancio di Osborne è stato criticato particolarmente per il taglio dell’aliquota massima sul reddito dal 50 al 45%, riducendo così il contributo fiscale di chi guadagna più di 150.000 sterline l’anno.

I piani del governo sono già oggetto di critiche, per esempio da parte della Fondazione Charities Aid che sostiene che potrebbero portare ad un calo delle donazioni. John Low, capo esecutivo della fondazione, ha detto che è sbagliato mettere sullo stesso piano sgravi fiscali sulle donazioni importanti per la carità con l’evasione fiscale. “Filantropi che fanno grandi donazioni danno molto di più di quanto possono pretendere in sgravi fiscali. Quel denaro va a finanziare progetti per il bene pubblico, come la ricerca medica e l’aiuto per i più vulnerabili nella società”. Insomma un tetto agli sgravi fiscali sulla beneficenza costerà milioni di sterline in meno di donazioni.  Si ha l’impressione che il governo, se vuole combattere la vera evasione fiscale, deve dirigersi verso altre opzioni non solo più convincenti per l’opinione pubblica, ma anche più efficaci dal punto di vista pratico.

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