[Riceviamo e pubblichiamo queste due note diramate alle Agenzie dall’Ufficio Stampa del Partito Liberale Italiano. NdR]

Disciplina giuridica dei Partiti innanzitutto –  “Prima ancora di pensare di abolire, o meglio, di riformulare il finanziamento pubblico, bisogna attuare l’articolo 49 della Costituzione, per dare ai partiti politici una disciplina giuridica rigida, basata sui principi democratici. Ogni soggetto politico deve poter decidere come organizzarsi liberamente – ha affermato Stefano de Luca Segretario Nazionale del PLI – ma seguendo norme democratiche per l’elezione delle cariche interne e la designazione dei candidati, con regole di evidenza e trasparenza pubblica.

I congressi nazionali e territoriali devono tenersi al massimo ogni due anni. Le iscrizioni devono essere comunicate al Comune di residenza per evitare doppie iscrizioni o fenomeni di corruzione come l’accaparramento di pacchetti di tessere da parte dei notabili. Per quanto concerne il finanziamento  ha concluso de Luca  le fonti principali non possono che essere elargizioni da parte degli aderenti, cui dovrà essere riconosciuto il diritto alla detrazione fiscale dei relativi importi, ovviamente limitandone l’importo massimo.”

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Finanziamento dei Partiti, quando la trasparenza diventa ipocrisia –  “Se l’ipocrisia è l’omaggio che il vizio rende alla virtù, credo che la proposta di introdurre nei bilanci dei partiti italiani qualche briciola di trasparenza rischia di apparire come una pezza ipocritamente destinata a coprire soltanto i buchi evidenziati nelle recenti sconcertanti vicende, lasciando lacerato, come e più di prima, il tessuto del rapporto fiduciario tra Paese reale e paese legale.

Quello che serve – ha affermato il Presidente del PLI Enzo Palumbo – non è un’operazione di mera cosmesi, ma l’abolizione, ora e subito, dei c.d.  indecorosi rimborsi elettorali (che tali non sono), per passare ad un sistema totalmente diverso, in cui i casi Lusi-Margherita e Belsito-Lega non siano più possibili per mancanza di materia prima; e questo risultato si può solo ottenere affamando la bestia malefica che è oggi all’opera in tutti i partiti italiani, provocando milionarie eccedenze di bilancio che gridano vendetta agli occhi degli italiani subissati da tasse e balzelli.

Ieri ho indicato qualche possibile soluzione – ha continuato Il Presidente del PLI – a cominciare dalla proposta di Pellegrino Capaldo, che il PLI certamente sosterrà, quando sarà formalizzata.

Oggi aggiungo che lo Stato e/o il Comune di competenza dovrebbero in primo luogo farsi carico di fornire direttamente a tutti i competitori elettorali ed in condizioni di assoluta parità tra grandi e piccoli, una serie di servizi gratuiti (autenticazioni, poste, telefoni, treni, internet, affissioni, spot televisivi, location, etc.), mentre gli eventuali rimborsi dovrebbero riguardare, entro limiti prefissati e congrui, solo le spese ulteriori che non sia possibile coprire coi servizi già garantiti (p.e., tipografia,  viaggi in auto nell’ambito del collegio elettorale, etc.).

Tutto il resto – ha concluso Palumbo – a cominciare dalla c.d. trasparenza, è solo acqua fresca, che scorre senza lasciare traccia sul macigno della sfiducia dei cittadini.”

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