All’urlo di “Roma ladrona” ha costruito il suo consenso elettorale per decenni ma ora che i presunti ‘ladroni’ sono in via Bellerio, la Lega Nord si appresta ad affrontare la peggiore crisi dalla sua fondazione. Aveva sempre predicato di lottare contro la cosiddetta Casta, di essere gente del popolo e non avere nulla da nascondere e di essere solidamente uniti nell’adulazione del Capo. Ma quando le carte di un tribunale svelano sperperi di denaro pubblico in barba a tutti i contribuenti, ci si accorge che della Casta fanno parte pure loro, ma soprattutto che la tanto sbandierata unità non è altro che una bella facciata di cartone pronta a volare via al primo soffio di vento. Sta di fatto che ormai il terremoto ha travolto in pieno il partito padano e le ripercussioni non saranno di certo indolori.

A contribuire ad alimentare le fiamme che stanno divorando il partito di Bossi, è l’imminente tornata elettorale per le Amministrative (6 e 7 maggio prossimi), su cui la Lega aveva fortemente puntato. Inoltre, la rottura con Berlusconi, il trovarsi all’opposizione e la difesa incondizionata di qualsiasi categoria lavorativa, erano tasselli di un grande piano in vista delle Politiche del 2013. Correndo da solo in tutti i comuni del Nord dell’Italia, Bossi sperava di far valere la propria forza per ricattare i suoi futuri e ipotetici alleati, imponendo la propria agenda governativa. I piani di re Umberto però sono stati infranti dalla stessa ‘famiglia reale’, dimostratasi – se ve ne fosse stato bisogno – non all’altezza del campo di battaglia.

I recenti dati segnano un’emorragia di voti molto preoccupante. Se fino a poco tempo fa il Carroccio veniva dato intorno al 10%, mantenendo di fatto un’anomala solidità rispetto ai maggiori partiti parlamentari, nel giro di una settimana il suo consenso si è attestato al 6,6%. E fuggono quegli elettori che, stufi del politichese da Seconda Repubblica, si erano rifugiati nel partito di Bossi, il quale, grazie al suo populismo pragmatico, aveva stregato tante persone. Ma ora le camicie verdi come affronteranno le imminenti elezioni? Sicuramente quel sottile filo di fiducia che ancora legava gli elettori al partito, ormai è prossimo a spezzarsi. La scoperta della grande frammentazione e il diffuso malpancismo, stanno distruggendo la Lega dall’interno. Nonostante i disperati tentativi di rianimare la base, il contraccolpo elettorale sarà devastante. Tornare indietro non si può. Il Pdl difficilmente accetterà una redenzione dell’ultimo minuto e nei comuni a turno unico la partita sarà quasi certamente persa.

La speranza di salvare il salvabile, sarà forse concessa in quei comuni che andranno al ballottaggio. Probabilmente il triumvirato o chi ora decide per la Lega (non si è ancora capito quali forze mistiche reggano il partito) acconsentirà apparentamenti nel secondo turno. Sta di fatto che i piani di conquista sono stati letteralmente stracciati dal succedersi degli eventi. La Lega, forse più di altri partiti, dal recente scandalo subirà il maggior contraccolpo elettorale e la corsa di Roberto Maroni (il più papabile fra i successori di Bossi alla segreteria del partito padano) a rattoppare il movimento, non sarà sufficiente a evitare un massacro elettorale. Se il tornare indietro sui propri passi demotiverebbe anche la base più intransigente, si è pure consapevoli che le imminenti elezioni segneranno una svolta importante nelle strategie future del Carroccio.

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