“Lo confesso: subisco il fascino della corona. Un re è un re. Sono una fan sfegatata dei reali inglesi, dei cappellini di Elisabetta e delle corna reali in genere. Soffro molto quando la stampa si accanisce su di loro oppure indugia sulle cadute di stile che a volte accadono. Avevo anche un occhio benevolo verso il re di Spagna, anche in virtù delle sue discendenze a me così care. Ma stavolta è difficile difenderlo. Intanto mi chiedo, ma non poteva fare qualcosa di più tranquillo? Che so, un giro in un centro commerciale, una passeggiata nei giardinetti con i nipotini. No. Lui, l’eccesso in tutto: un safari in Africa a cacciare elefanti.

Intanto troppo facile: l’elefante è bello grosso, colpirlo non è impossibile; e comunque gli animalisti non si stracciassero le vesti:  è prassi comune, quando nelle riserve ci sono uno o due esemplari da abbattere magari per raggiunti limiti di età, chiamare qualche testa di  melma magari reale e dire: vieni e uccidila tu, è grande lo vedi anche senza occhiali, basta che nessuno lo sappia e che tu paghi. Ma nemmeno a farlo apposta il re che fa? Si sfrantuma e si rompe l’anca che già era sbilenca!  Come se il WWF gli avesse fatto una fattura. Quasi mentre cadeva ha sentito le grida dei cacciatori di zanne in lontananza. Beh, che figura anzi che figurina! Ha fatto arrabbiare anche la Bardot, che ha tuonato contro in modo esplicito.

Certo che a volte il limite è sottile, quello tra realtà e regalità. Mi rendo conto che uno che è cresciuto a pane e mondanità, che ha fatto quello che più gli piaceva, sia incapace di affrontare l’inverno della sua vita in modo rassegnato. Tutti sanno della sua amante ufficiale, delle sue passioncelle varie. Però credo che ci sia un momento in cui ci si debba calmare e fare una vita morigerata. Certo essere re è stressante: andare a dormire con la corona è fastidioso, avere medaglie e onorificenze anche sulle mutande crea irritazione. Non ce la faccio a essere troppo dura con il pover’uomo. Ha fatto una cavolata, ma cosa aspettarsi da lui?

E comunque, mi lamento ufficialmente, nessuno ha chiesto notizie dell’elefante. Mi viene in mente che forse gli Spagnoli, in questo momento di grande crisi, avrebbero preferito leggere altro sul proprio re; ma che dire, quello hanno, quello tengono. E si devono reputare pure fortunati! Noi abbiamo corso il rischio di avere Emanuele Filiberto! Dio salvi il re (e pure l’elefante!).”

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2 COMMENTI

  1. Un momento, un momento. Il rischio che abbiamo corso é di avere Vittorio Emanuele IV. Ve lo immaginate? Di fronte a lui Emanuele Filiberto é un vero “biggiú” come dicono a Napoli.
    E poi, povero Juan Carlos!! Ha difeso la democrazia, evitato un colpo di stato, e gli tocca vedersi davanti tutti i giorni, al “diggiuné” (altra espressione napoletana) la Regina Sofia, che sembra una pechinese triste!! Qualche scappatella io, tutto sommato, umanamente parlando, gliela permetterei,magari consigliandosi la prossima volta una fauna un pó meno vistosa.

    • ma sì Giovanni, son d’accordo….che scappatella sia. ma stavolta magari a cavallo!
      Viva il Re e pure la Reggina….(sono calabra)

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