Lo Stato italiano potrà presto utilizzare un nuovo strumento per ‘spiare’ i cittadini e scovare gli evasori: lo spesometro. La legge tributaria prescrive che entro il prossimo 30 aprile, i commercianti dovranno comunicare i dati fiscali dei clienti (italiani e stranieri) che hanno effettuato spese per importi superiori a 3.600 euro nel secondo semestre 2011. La scadenza riguarderà anche le cosiddette operazioni business to business. Le aziende e i professionisti dovranno, quindi, segnalare tutte le fatture oltre i tremila euro emesse nei confronti di altre partite Iva. Gli istituti finanziari, invece, avranno tempo fino al 15 ottobre per comunicare le spese sopra soglia, sostenute (anche al di fuori dei confini nazionali) con mezzi elettronici da loro emessi.

Tutti questi dati confluiranno nei super-computer dell’Agenzia delle Entrate e consentiranno al fisco di mappare gli acquisti dei contribuenti italiani e scovare chi spende più dei redditi che dichiara. Volendo tralasciare le lampanti problematiche inerenti la privacy, il meccanismo appare ben congegnato e riflette la serietà del Governo nel voler intraprendere una lotta senza quartiere all’evasione fiscale. Tuttavia, i possibili benefìci collettivi della guerra al ‘nero’ devono essere valutati anche alla luce dei costi in termini di aggravio burocratico che dovranno sopportare i titolari d’impresa.

Nell’analisi complessiva non bisogna trascurare l’incremento significativo di adempimenti fiscali a carico delle imprese negli ultimi dodici mesi. Queste procedure, pur fornendo una massa d’informazioni molto importante per l’autorità tributaria, condizionano al contempo i ritmi vitali delle imprese e spesso si sovrappongono creando veri e propri cortocircuiti. L’occhio del Grande Fratello è puntato sui furbetti, ma ancora una volta sono le aziende a dover fare il lavoro sporco.

Pagare tutti per pagare meno! Questo il motto che sembra andare di moda. Ci auguriamo che gli sforzi di chi produce o vende beni e servizi, contribuiscano a migliorare la situazione e che, una volta sconfitta l’evasione fiscale, si possa dire: pagare ancora meno per continuare a pagare tutti!

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