Ormai la Lega è in balia della tempesta politico–giudiziaria che ha sconvolto i primi mesi del 2012. Oltretutto si sono aperti due grandi squarci nella fiancata della nave padana: uno coinvolge la crisi interna del partito, con l’epurazione dei congiurati che hanno deposto il Senatur e gli aspiranti successori che prendono sempre più forza; l’altro è il filone giudiziario, che riguarda gli illeciti nella gestione dei rimborsi elettorali. Ma come nasce questa inchiesta che ormai occupa tutte le prime pagine dei giornali da svariate settimane? Senza scendere nel dettaglio, cerchiamo di rimettere in ordine i tasselli dell’immenso domino i quali, caduti uno dopo l’altro, hanno di fatto ‘terremotato’ il partito di via Bellerio.

Le prime notizie di strani movimenti finanziari arrivano l’8 gennaio 2012, quando il quotidiano ‘Secolo XIX’ pubblica un articolo su spostamenti all’estero dei rimborsi elettorali di Francesco Belsito (tesoriere – ora ex – della Lega) tra Tanzania, Cipro e nord dell’Europa. Anche se in certa misura passate in sordina sui media, certe notizie fanno aguzzare le orecchie di diverse procure. I magistrati, in ordine, cominciano a intercettare il Tesoriere. Sono quelle di Reggio Calabria, Reggio Emilia e Milano. Alle quali, poi, si aggiungono Genova, Bologna e Napoli. Contemporaneamente comincia l’assalto al ‘Cerchio Magico’ da parte dei ‘Barbari sognanti’ di Maroni, che riescono a ottenere le dimissioni di Reguzzoni da Capogruppo alla Camera. In tutto questo Bossi fa da spettatore silente e inerme, mentre la sua creatura entra nel vortice dello scandalo e del correntismo interno.

Le procure indagano tutte per lo stesso motivo: irregolarità sulla gestione dei rimborsi elettorali e il primo a entrare nell’occhio del ciclone è proprio il Tesoriere ‘lumbard’ Belsito, che a seguito di svariate indagini viene indagato per appropriazione indebita. Nel frattempo anche Davide Boni (Presidente del Consiglio Regionale della Lombardia), oppositore di Maroni, viene indagato per un giro di tangenti. Ma le indagini su Belsito portano a scoprire un mondo fatto di rimborsi spese personali coperte con i soldi pubblici concessi al partito: la Lega diventa ‘Lega ladrona’.

La Guardia di Finanza trova fra le carte del tesoriere, alcuni documenti che segnano il punto cruciale dell’ascesa ‘maroniana’ e la definitiva detronizzazione di re Umberto: emerge la cartella ‘The Family’. In essa sembra siano contenute fatture di spese personali fatte dalla famiglia Bossi, specialmente dai figli del Senatur, rimborsate con i soldi del partito. In seguito entrano in ballo i nomi di Rosy Mauro (altra potente ‘cerchista’) e Roberto Calderoli.

La scoperta delle presunte spese folli dei figli e di Rosy Mauro portano in ordine prima le dimissioni storiche di Umberto Bossi da Segretario Federale della Lega Nord, poi le dimissioni del pargolo, il ‘Trota’, dal Consiglio Regionale lombardo e infine la cacciata di Belsito e Rosy Mauro. L’accanimento mediatico è devastante, cominciano a saltare fuori testimoni e video riguardanti le spese ‘familiari’ e frana irrimediabilmente il terreno intorno al partito. Nel frattempo compaiono diamanti e lingotti d’oro che Belsito avrebbe usato come investimento: ‘tesori’ che prima spariscono, poi vengono riconsegnati, poi salta fuori nuovamente il nome di Rosy Mauro, che passando di talk show in talk show non arretra e si tiene stretta la cadrega (sedia in milanese) di Palazzo Madama.

Con le dimissioni di Bossi, Maroni scala i vertici, prende in mano il partito, organizza adunate di camicie verdi e per ovazione si fa candidare segretario in pectore, riuscendo in quella ‘pulizia’ che è ormai diventata il tormentone padano. Ovviamente le tensioni nel partito continuano ad essere altissime, le indagini giudiziarie proseguono e indiscrezioni seguite da smentite si susseguono sulla stampa nazionale. Tra Bossi e Maroni pare non scorra buon sangue, anche se la facciata allestita ad arte sembra raccontare di una Lega in armonia e pace.

Di fatto, questo è solo l’inizio di un lungo e tormentato cammino che porterà sicuramente la Lega a ridisegnarsi completamente.

© Rivoluzione Liberale

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