In occasione di un incontro del Presidente della Repubblica con le rappresentanze delle Associazioni Combattentistiche, d’Arma e Partigiane nell’ambito delle celebrazioni per la ricorrenza della Festa della Liberazione di oggi, Giorgio Napolitano ha tenuto ieri pomeriggio un discorso al Quirinale di cui riportiamo alcuni passaggi significativi.

“(…)Si tratta di una ricorrenza fondamentale nella storia dell’Italia unita, di quelle che più ne hanno segnato il cammino sulla via dell’indipendenza, della dignità, della libertà, della coesione nazionale. Sappiamo bene quel che la data del 25 aprile più che mai simboleggia: la capacità di riscossa e di mobilitazione di un popolo duramente provato dalla dittatura, dalla guerra e dalla fatale disfatta della fuorviante alleanza con la Germania nazista; la capacità di nobile reazione e di rapida ricostruzione delle forze dello Stato che più rischiavano di uscire umiliate dal crollo dell’8 settembre 1943, cioè le nostre Forze Armate, che avevano storicamente legato la loro missione alla causa delle guerre per l’unità e l’indipendenza della Nazione, fino a superare la durissima prova del primo conflitto mondiale. Ed è per tutto ciò che abbiamo collocato al giusto posto nelle celebrazioni del Centocinquantenario la ricorrenza della Liberazione, che fu anche riunificazione di un’Italia divisa e lacerata dall’occupazione e repressione nazista. (…)

Il 25 aprile è diventata la festa di tutto il popolo e la Nazione italiana; e nessuna ricaduta in visioni ristrette e divisive del passato, dopo lo sforzo paziente compiuto per superarle, è oggi ammissibile. (…)

E’ una grande forza della democrazia il promuovere occasioni di unità tra tutte le forze politiche e sociali che si riconoscono in fondamentali valori comuni, quelli che si celebrano in una giornata come il 25 aprile, quelli che sono sanciti nella prima parte della Costituzione repubblicana. 

Di occasioni di unità, di terreni di dialogo e di responsabile collaborazione, il nostro paese ha [oggi] assoluto bisogno per affrontare con successo le gravi difficoltà finanziarie, economiche e sociali riconducibili a troppi ritardi e carenze nello sciogliere nodi strutturali e istituzionali che ostacolano il pieno dispiegamento delle straordinarie risorse ed energie su cui l’Italia può far leva.

Le difficoltà attuali del nostro paese, pur poste al centro di politiche rigorose avviate in questi mesi dal governo e dal Parlamento, richiedono anche una nostra seria iniziativa al livello dell’Unione Europea, perché in quella sede si operino riequilibri e si adottino indirizzi essenziali per promuovere crescita e occupazione in tutta l’area dell’Euro. Ma non si attenui in noi la consapevolezza dei nodi che ci tocca sciogliere: tra i quali certamente quello del pesantissimo debito pubblico accumulatosi nei decenni e mai fatto oggetto di una decisa, costante, sistematica azione di abbattimento, innanzitutto attraverso la complessiva riduzione e insieme la razionale selezione e riqualificazione della spesa pubblica.(…)

Domani sarò all’Altare della Patria per inchinarmi alla memoria dei caduti nelle guerre di Liberazione e di tutti i nostri caduti, e mi recherò quindi a Pesaro per celebrare la Festa del 25 aprile in luoghi in cui combattenti per la libertà e inermi civili pagarono prezzi elevati in termini di vite umane e di affetti famigliari, aprendo la strada, con lo sfondamento della Linea Gotica, alla vittoriosa fase finale della guerra in Italia.”

© Rivoluzione Liberale

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