I dati rilasciati da Eurostat la settimana scorsa riguardo la disoccupazione nella zona euro e all’interno dell’intera Unione non sono per nulla incoraggianti. Se ci limitiamo a considerare la zona euro, la media dei disoccupati raggiunge il 10.8% a febbraio2012, inaumento, seppur lieve, rispetto al 10.7% di gennaio 2012, ma in crescita di 0.8 punti percentuali rispetto ad un anno fa. Spostandosi a 27 la percentuale è del 10.2 percento in aumento di quasi un punto intero rispetto a febbraio 2011, quando la percentuale era del 9.5.

24.550 milioni di persone nell’intera Unione, di cui 17.134 nella zona euro sono infatti in cerca di lavoro e la situazione globale non sembra dare adito a previsioni in positivo. Per questo motivo la Commissione europea ha mandato agli Stati membri delle raccomandazioni affinché coordino le proprie azioni per la creazione di posti lavoro, anche nel campo delle riforme del mercato del lavoro, e aumentino gli investimenti per creare personale sempre più qualificato.

Il pacchetto di raccomandazioni include elementi sia di tipo generale che specifico ed elenca una serie di best practices atte a incrementare la domanda di posto di lavoro. Le raccomandazioni mirano inoltre a fornire a chi è in cerca di lavoro maggior formazione e a far sì che acquisisca le competenze di cui ha bisogno per rimanere in linea con le mutevoli esigenze del mondo del lavoro.

Dal punto di vista generale le raccomandazioni hanno come obiettivo quei settori chiave che potenzialmente potranno creare nuovi posti di lavoro, come la green economy, il settore sociale e della sanità e l’economia digitale. L’obiettivo, la Commissione, intende raggiungerlo attraverso i programmi europei esistenti che finanziano la creazione di posti di lavoro e una riforma del mercato del lavoro coordinata per riuscire ad incontrare sempre di più la domanda di posti di lavoro.

Altro punto fondamentale viene considerato l’investimento nel miglioramento delle competenze, che deve essere continuo e concentrato particolarmente sui giovani, inoltre, continua la Commissione, è necessario rimuovere gli ostacoli tra uno Stato membro e l’altro per favorire lo spostamento della forza lavoro. Il tutto ovviamente alla luce di un coordinamento a livello europeo nel campo delle politiche di occupazione, aumentando il coinvolgimento gruppi di lavoratori e datori di lavoro nella creazione delle politiche stesse.

I prossimi passi saranno indirizzati all’interno della strategia di crescita contenuta nell’agenda Europa 2020 nel tentativo di raggiungere gli ambiziosi obiettivi, uno su tutti l’occupazione del 75% degli europei di età compresa tra 20 e 64 anni, entro il 2020. La Commissione  monitorerà la situazione e si adopererà affinché gli Stati membri implementino le raccomandazioni, è previsto, infatti, per il 2013 l’emissione di un cd. scoreboard che terrà empiricamente sotto controllo l’andamento della situazione.

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