Le mille contraddizioni che caratterizzano la Russia contemporanea possono essere elegantemente rappresentate dallo spossante, estenuante e – in definitiva – irrisolto negoziato per l’adesione del gigante Euroasiatico al WTO (Organizzazione Mondiale del Commercio), che si trascina da quasi quattro lustri.
Gigante rossa latu sensu dal punto di vista geopolitico, come sommariamente dimostrato dal trendy acronimo BRIC, ma nana bianca sotto il profilo economico, con una crescita del PIL nel 2010 pari al 3,8% (un misero 0,1% in più della Germania) e una cronica dipendenza dall’esportazione di commodities e beni a scarso valore aggiunto.

Il duo Medvedev-Putin, i cui battibecchi mediatici montati ad arte rappresentano fondamentalmente un surrogato di quel pluralismo politico che ancora non ha attecchito in Russia, ha cercato di intraprendere una strada riformistica volta a liberare le potenzialità inespresse del Paese.
È stata pianificata una ondata di liberalizzazioni che coinvolgerà 900 imprese nei prossimi cinque anni (tra cui colossi quali la Rosneft) e che dovrebbe fruttare allo stato circa 60 miliardi di dollari.

Tuttavia, ad un livello di analisi ulteriore, a nostro parere sono due gli elementi che condizioneranno stabilmente lo sviluppo futuro della Russia. Da un lato, la costruzione e l’implementazione di un quadro normativo certo in grado di attrarre gli investitori esteri (ergo di mettere un freno alla corruzione dilagante e alle pastoie burocratiche di stampo sovietico), che potrebbe essere certamente agevolato dall’ingresso nel WTO.

Dall’altro lato, ancor più importante, la Russia deve elaborare risposte concrete per fronteggiare il declino demografico che la affligge. Il tasso di crescita annuo della popolazione è -0,47% (uno dei peggiori al mondo) e solamente il 15% di questa ha meno di 14 anni. Unitamente a vasti movimenti migratori che interessano le zone di confine cino-russe, la combinazione di questi fenomeni è in grado di depotenziare in maniera definitiva qualsiasi velleità di potenza e percorso di crescita i russi vogliano intraprendere.

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