Non è sufficiente che sia considerato a livello universale uno straordinario intelletto e anticipatore nelle arti della pittura, dell’ingegneria e della scienza in generale. Leonardo da Vinci è stato anche un attento studioso del corpo umano – e non solo – al punto che non si può più di tanto esitare nel definirlo un vero e proprio medico e veterinario, dedito in particolare allo studio dell’anatomia. Osservare i buchi nella sostanza del cervello, descrivere la lingua del picchio e la mascella del coccodrillo, ottenere la misura di un cadavere usando il suo dito come unità di misura. La prova di questa ennesima attività del genio toscano, è fornita da una ‘lista di cose’ da portare in viaggio, esposta per la prima volta a Londra in una mostra (intitolata Leonardo da Vinci: anatomista) in corso alla Queen’s Gallery di Buckingham Palace fino al prossimo 7 ottobre. Mostra dedicata ai disegni e agli appunti dell’artista-scienziato per antonomasia del Rinascimento italiano, che l’hanno portato a rivoluzionare la comprensione dell’anatomia.

Un teschio, una lastra di vetro, un forcipe, un temperino e una pinza. Sono questi alcuni degli oggetti elencati da Leonardo nell’elenco autografato, scritto intorno al 1510, in cui l’autore della Gioconda annotava un elenco di oggetti e strumenti da portare nel viaggio che lo avrebbe condotto da Milano alla Facoltà di Medicina dell’Università di Pavia, dove poi avrebbe esaminato alcuni cadaveri.  La lista – a disposizione dei visitatori presso il palazzo residenza ufficiale della Regina inglese Elisabetta II – è un vero e proprio pro-memoria (di quelli che tanti di noi scrivono su un foglietto al momento di fare la valigia) fitto di annotazioni. Note che ricordano a Leonardo di portarsi dietro tra le altre cose un bisturi, una sega da osso, un sacchetto di noce moscata, una forchetta, una torcia, alcuni fogli di carta, un po’ di gesso, una cassa di cera bianca ed anche un dente di animale. Tale particolare è stato spiegato dal curatore dell’iniziativa, Martin Clayton, che ha studiato con attenzione tutte le pagine intrise di appunti di carattere anatomico.

Dopo The Da Vinci Code, titolo del fortunato romanzo dello scrittore statunitense Dan Brown, arriva dunque The Da Vinci Load (Il bagaglio di da Vinci), come ha titolato la stampa britannica (in particolare il quotidiano The Guardian) presentando la prima grande mostra dedicata agli straordinari disegni anatomici di uno degli italiani più osannati del mondo. L’esposizione londinese – come detto – consentirà di ammirare insieme per la prima volta tutti gli studi di Leonardo sul corpo umano. Sono presentati al pubblico ottantasei fogli dedicati a tale scopo, con sezioni di organi, scheletro e muscoli. Tra i taccuini leonardiani, Clayton è rimasto impressionato da una pagina in cui l’artista annotava una serie di osservazioni: “Procurati un teschio, osserva il cervello, i fori e la sostanza”, scriveva tra l’altro Leonardo che poi elencava tutti i materiali necessari per compiere quell’opera.

Originariamente gli eccezionali disegni di Leonardo erano destinati a essere inclusi in un trattato sull’anatomia che però, per motivi ignoti, non portò mai a termine. Le opere furono ritrovate tra i documenti personali di Leonardo alla sua morte nel 1519 e dal 1690 fanno parte della Royal Collection ma la loro importanza è rimasta oscura per oltre quattrocento anni.

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